.
Annunci online

malvino
il blog di Luigi Castaldi


Diario


20 gennaio 2005

Spamming

Sull'Avvenire di giovedì 20 gennaio, pag. 15: "E se oggi ti ritrovi tra la posta Avvenire senza sapere perché? No problem: non è un errore, o una copia-saggio occasionale. Sei stato inserito dal referente di pastorale giovanile della sua parrocchia o della tua diocesi nell'elenco delle persone che 'meritano' di avere a disposizione questo strumento per arrivare fino a Colonia. Ricevuto il tuo nome, ti abbiamo abbonato. Gratis, ovviamente. Se non ti va, scrivici". A Colonia, tra poco, si terranno le Giornate Mondiali della Gioventù. Per i megaraduno il Vaticano aveva chiesto al Parlamento Europeo un finanziamento di un milione e mezzo di euro, è noto che le radici cristiane devono essere annaffiate costantemente sennò deperiscono. Il Parlamento, bivacco di culattoni nichilisti e pedofili satanisti, disse no. Ma nonostante ciò la manifestazione si terrà, ettari di prato cosparso di preservativi, cori, discorsetto del Boss, tutti a casa. Il fatto è che i contribuenti europei almeno non dovranno accollarsi le spese dello spamming dell'Avvenire. Par poco, lo è.




permalink | inviato da il 20/1/2005 alle 23:31 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


20 gennaio 2005

Il dessert per Ginevra

Allora, Ginevra, ascolta:

Qui, nel condominio, la signora C.C. è conosciuta da tutti, anche dagli ultimi arrivati. Impossibile non conoscerla, anche volendola evitare. Ha sempre da dire su tutto e tutti: ti ferma per le scale o lungo il viale; ti si para davanti anche se vai di fretta; se appena la sfiori nello svicolare, si butta a terra e urla che le hai rotto il femore. Se per buona educazione ti fermi e ascolti, ti affoga nella camomilla al miele, almeno fino a quando crede che stai convenendo con quel che dice lei; appena capisce che non sei d'accordo e intendi fare di testa tua, sei spacciato, segnato nel suo libricino dei miserabili idioti da salvare o incenerire. Non è che pretenda il rispetto, esige l'obbedienza. E anche se le fai capire con serena fermezza che non ti interessano i suoi giudizi, non te ne liberi facilmente. Mette il muso, fa la vittima, minaccia, insomma per tenersela buona bisognerebbe darle sempre ragione, ecco. Impossibile cacciarla via dal condominio, onestamente non sarebbe giusto, e poi è proprietaria di parte dell'immobile, anche se non perde occasione per elemosinare con la scusa che deve fare buone azioni, in realtà pagare vitto e alloggio a quei tre parassiti di nipoti celibi con la faccia di segaioli. Eppoi è inutile farle sentire ragione, crede davvero di essere lei la padrona di tutto lo stabile. Davvero terribile la C.C., ma davvero davvero. D'altronde, via, ogni condominio ha almeno un inquilino fatto così, è la regola: se scoprono vita su Titano, statene certi, un saturniano con tanto di anello di emicrania fatto ad aureola. Qui, da noi, poi, volenti o nolenti, siamo costretti a tollerare anche peggio, a cominciare dagli arabi che abbiamo nel sottoscala e che da quando hanno comprato tre vani più accessori al primo piano della scala B fanno un casino micidiale e non puoi dir loro niente, sennò ti rigano la macchina nel parcheggio. Certo è che la signora C.C. è terribile, davvero terribile. E' qui praticamente da sempre, perché è stata sposa dell'impresario edile che ha costruito tutta l'ala ovest, non smette di ricordarcelo, quasi fossimo suoi ospiti e non pagassimo l'affitto col sangue e col sudore nostri. Storia strana quella del marito, almeno come la racconta lei: un tipo eccezionale, a sentir lei, che prima di morire disse "ti lascio il condominio tutto", va a capire. Ha i modi da vecchia signora, non si rassegna ai tempi che scorrono, per lei certe cose non si toccano sennò è sacrilegio. E sapeste che trine, che merlettuzzi, che gesticolare solenne, che disinvoltura nel rimettere sotto la panciera la sua busta da colostomizzata, piena di merda. Andiamo avanti così da tempo immemorabile, certe volte è addirittura divertente litigare con lei, e lei non perde mai occasione, d'altronde. Mitica la litigata con quel poveraccio del dottor G. A. Liley dell'ultimo piano che insisteva col dire che l'ascensore andava revisionato perché la corda ballava troppo. Gli fece leggere cosa c'era scritto sul libro di manutenzione, urlando che il libretto non sbagliava mai, e insistette per l'abiura, minacciandolo di bruciargli casa. Oggi, a vederla, non si direbbe, ma a quei tempi C.C. era ancora più terribile di adesso. Be', Liley abiurò, pur mormorando tra sé e sé "eppur la corda balla". Due mesi fa, la nostra C.C. se ne viene in riunione condominiale e fa "be', sì, quella corda balla, anche s'è morto da un bel pezzo, vorrei chiedere scusa a Liley". Rimanemmo come sassi. E quella volta con Mozzetti, quello del sesto piano? "Non vuol dir niente che lei non vada d'accordo con sua moglie: divorziare non è bello. Il matrimonio è una cosa sacra, sa? E poi, i bambini, non state pensando ai bambini?" Mozzetti, che è un buon cristo, zitto. E lei: "Siete due egoisti, lei e quella baldracca infoiata, ecco cosa siete. E' per tipi come voi che la società cade a pezzi". E Mozzetti sempre zitto. Ma lei inesorabile. E Mozzetti allora la mandò a fare in culo. Apriti cielo: scomunicato, quasi. Da allora neanche gli rivolge più il saluto. I due gay del quarto piano? "Per carità, due bravi figli. In sé nulla da dire, ma quello che fanno è peccato, se lo schiaffasero in testa. Diteglielo: ogni volta che si inculano, il Creato scricchiola sul suo asse. Li aspetta la dannazione eterna, lo sapessero". E quella volta che seppe - ha orecchie dappertutto - che la Prudentini era incinta? "Figlia mia, fàttelo dire, sei una zoccola. Te l'avevo detto: mai fuori del matrimonio. E adesso che vengo a sapere? Che addirittura vorresti abortire, diventare un'assassina? Maledetta, maledetta. Eventualmente, partorìscilo, ché poi te lo allevo io. Ma abortire, mai". E lì, la Prudentini a piangere e a piangere. Per inciso: era stata la signora C.C. a sconsigliarle vivamente pillola, spirale e preservativo, robaccia immorale. [...]

[Non mi dispiace lasciare le cose a metà. E poi 'sto pseudopissipissi sulla signora C. C. non è che fosse irresistibile. L'ho scritto mentre preparavo un risottino a mia figlia, Ginevra, per leggerglielo dopo, mentre scucchiaierà il suo dessert, budino alla vaniglia. Era una favoletta di quelle mie, mica roba per voi, dottissimi blogger. Sento tra voi l'eco della signora C.C. che interroga: "Sì, condomino Castaldi, ma questa sua Ginevruzza, poi, l'ha fatta la prima comunione?" No, signora C.C., non l'ho nemmeno battezzata, deciderà lei, quando le pare, se le pare. E adesso mi scusi se la lascio, sennò il risotto mi si attacca sul fondo della pentola. Stop, vecchiaccia, smamma.] 

"Ho capito, papà. La signora C.C. è la Chiesa Cattolica. Mettici che il condominio sta in Via Lattea, numero 3".




permalink | inviato da il 20/1/2005 alle 18:52 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


20 gennaio 2005


Cazziatone biblico all'episcopato spagnolo,  e il Vaticano ribadisce: "l’uso della contraccezione è sinonimo di condotta immorale". Ogni commento è perfettamente inutile: guardare in faccia un cattolico, fargli un sorrisetto di pena e scuotere la testa. Poi, quando se ne vuole accorgere, se ne accorge. 




permalink | inviato da il 20/1/2005 alle 14:59 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


20 gennaio 2005

Da L'Indipendente di giovedì 20 gennaio - pag. 1

IL FUMO, LA CICCIA E POI?

Noi l'avevamo detto. E ora, ecco, il Ministero della Salute annuncia una campagna per la prevenzione del soprappeso e dell’obesità. Ci verrà distribuita una cintura, riporterà le bande a rischio entro le quali è (per il momento) consigliato mantenersi: 102 cm per i maschietti, 88 cm per le femminucce. «Stiamo partendo con un grosso programma di prevenzione che si basa su un elemento fondamentale: la misurazione della circonferenza della pancia. È una cosa elementare, ma suffragata da importanti studi scientifici» dice un pezzo grosso del Ministero. Più in là - chissà, forse i dettagli saranno ancora in fase di studio - seguirà tutta la gamma di dissuasioni di chi s’è messo in testa di insegnarci a vivere come si deve, cioè come dice lui, ché è pezzo grosso. Però, sia chiaro, si comincerà con la maniere dolci, «vogliamo evitare che queste indicazioni sembrino punitive nei confronti dei cittadini». Troppa grazia. In ogni caso, «l'obeso non deve mangiare troppo […] è corretto mangiare mezzo kg di frutta e verdura al giorno, pesce almeno tre volte la settimana, ridurre la carne, ridurre al massimo il latte e i suoi derivati, ed evitare dolci ed alcolici». Per il momento, nessun obbligo forzato alle flessioni e al footing, lo Stato intende andarci morbido con i ciccioni, sarà che gli fanno tenerezza. Noi de L’Indipendente lo stiamo dicendo da alcune settimane, fin qui trattati da frivoli e pericolosi bastiancontrari da un amplio schieramento che va dagli eccitatissimi mistici dell'ultrasalutismo ai difensori della legge, qualunque sia la legge (perché la legge è legge, e la tautologia li ipnotizza come un basilisco). Abbiamo detto: difendiamo il diritto a fumare, non il fumo. E abbiamo spiegato: lo Stato non può e non deve imporre comportamenti virtuosi nella sfera del privato, quand'anche la virtù in questione fosse valore espresso dalla maggioranza. Sennò, la libertà dell’individuo, cos’è? Tre o quattro giorni fa, Giordano Bruno Guerri ha scritto, più o meno, "state attenti, si inizia così e si finisce coll'imporre la maglia di lana quando fa freddo". State esagerando, ci hanno detto, siete situazionisti. Oggi ci pare di avere la conferma che si voglia inseguire il vizioso fin sulla soglia di casa e oltre. Che quello del fumo fosse solo un capitolo della crociata del Ministero su certe suggestioni di Stato Etico che tanto piacciono a certe macchiette kantiane, oltre che alle industrie farmaceutiche produttrici di cerotti e chewing gum alla nicotina. Domani, a quelle di supposte contro il colesterolo.  




permalink | inviato da il 20/1/2005 alle 14:38 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


20 gennaio 2005


[Se mi nasce un figlio cretino, gli faccio fare il titolista. E' chiaro che un titolista neanche legga l'articolo cui deve mettere titolo, sottotitolo e occhielli. A quello de L'Indipendente gliel'ho fatto dire.]

                                                  Pag. 3 - 19.1.2005 

Sancì il dogma dell'infallibilità pontificia e non si aprì alla modernità e al mondo. Come del resto la Santa Sede si è affrettato a precisare

IL VATICANO II? UN CONCILIO FRAINTESO

Il concilio Vaticano I (1869-1870) si tenne tre secoli dopo il concilio di Trento. Sancì il dogma della infallibilità pontificia e, in forma d’anatema, emise la condanna del materialismo e del razionalismo. Il secolo capì? Macché. A Fatima (1917) s’era detto: "Se non smetteranno di offendere Dio [...] comincerà una guerra ancora peggiore. Per impedirla, verrò a chiedere la consacrazione della Russia al mio Cuore Immacolato [...]. Se accetteranno le mie richieste, la Russia si convertirà e avranno pace, altrimenti spargerà i suoi errori per il mondo, promovendo guerre e persecuzioni alla Chiesa. (...) Il Santo Padre mi consacrerà la Russia, che si convertirà. E sarà concesso al mondo un periodo di pace". Vennero Lenin e Stalin, invece Perché, in piena Guerra Fredda, fu deciso il Vaticano II? Il mondo fraintese, pensò a un’offerta d’armistizio: prese in mano l'Enciclica "Pacem in Terris", lesse il sottotitolo "Sulla pace fra tutte le genti nella verità, nella giustizia, nell'amore, nella libertà" e fraintese. Pace, giustizia: erano parole d'ordine scandite anche dalla Pravda. Amore, libertà: se ne parlava anche nei campus di Berkeley. Quel lessico, poi: "diritti", "poteri pubblici", "partecipazione", "solidarietà", "sussidiarietà"... Fu l'Enciclica più letta e più fraintesa, la "Pacem in Terris", qualche fesso vi vide addirittura socialismo, colse distorta l’eco della “condizione eguale” di San Paolo, dell’”apparente ineguaglianza” di san Basilio. L'immagine bonaria del papa contadino produsse un effetto prismatico: di quà questo "papa buono", che pure non rinunciava a farsi portare a spalla dai suoi dignitari in alta uniforme, com’era stato sempre, monarca; di là questa Chiesa, intenzionata a non perdere il treno della Storia – parve, e male - eppure così saldamente ancorata ad una Verità immobile. L'Enciclica parlava di un Cristo piantato nelle cose: ma alle cose, poi, si concedeva movimento? Leggiamo: "La Pace in terra, anelito profondo degli esseri umani di tutti i tempi, può venire instaurata e consolidata solo nel pieno rispetto dell’ordine stabilito da Dio" (Introduzione, 1). "Sennonché il Creatore ha scolpito l'ordine anche nell'essere degli uomini: ordine che la coscienza rivela e ingiunge perentoriamente di seguire" (ibidem, 3). "La convivenza umana, venerabili fratelli e diletti figli, deve essere considerata anzitutto come un fatto spirituale" (I, 19). "L’ordine morale - universale, assoluto ed immutabile nei suoi principi - trova il suo oggettivo fondamento nel vero Dio, trascendente e personale" (I, 20). "L’autorità umana [...] può obbligare moralmente soltanto se è in rapporto intrinseco con l’autorità di Dio, ed è una partecipazione di essa" (II, 29). Nulla, davvero nulla che si spostasse di una sola spanna da quanto scritto cent’anni prima da Leone XIII. Ma, senza nulla togliere all'inflessibilità del Magistero, si attenuavano le passate posizioni d'intransigenza, fino a offrire una sovrana ragione di fraintendimento: peccato e peccatore erano distinti, e con ciò s'introduceva il principio del confronto con le false teorie: "Non si possono [...] identificare false dottrine filosofiche sulla natura, l’origine e il destino dell’universo e dell’uomo, con movimenti storici a finalità economiche, sociali, culturali e politiche, anche se questi movimenti sono stati originati da quelle dottrine e da esse hanno tratto e traggono tuttora ispirazione. […] Inoltre chi può negare che in quei movimenti, nella misura in cui sono conformi ai dettami della retta ragione e si fanno interpreti delle giuste aspirazioni della persona umana, vi siano elementi positivi e meritevoli di approvazione? Pertanto, può verificarsi che un avvicinamento o un incontro di ordine pratico, ieri ritenuto non opportuno o non fecondo, oggi invece lo sia o lo possa divenire domani. Decidere se tale momento è arrivato, come pure stabilire i modi e i gradi dell’eventuale consonanza di attività al raggiungimento di scopi economici, sociali, culturali, politici, onesti e utili al vero bene della comunità, sono problemi che si possono risolvere soltanto con la virtù della prudenza" (V, 84-85). Tatticismo: gli uomini di buona volontà sono dove meno te li immagineresti, l’ateo è un uomo in attesa della fede, prima o poi si convertirà, a Dio la via. Il seme del fraintendimento era piantato. E subito se ne avvidero, perché i segnali preoccupanti non tardarono, coloro che a Roma si resero fautori della "restaurazione" tuttora in atto, con Paolo VI gemmante e con Giovanni Paolo II a pieno regime. Il nodo fu stretto attorno al sinodo straordinario del 1985 che si proponeva di "celebrare, verificare, promuovere il concilio Vaticano II". "Promuovere" e "celebrare" si può capire, ma "verificare"? Come può un sinodo "verificare" un concilio? E' un paradosso, e il paradosso contiene il richiamo a quanti hanno frainteso il Vaticano II: "Il concilio deve essere interpretato nella sua continuità con la grande tradizione della Chiesa", perché "la Chiesa è lei stessa in tutti i concili" (Sinodo dei Vescovi, 1985 ). Nel solco tridentino tutta la produzione pontificia tende a ribadire una genealogia, un'ontologia ed una fenomenologia del Male, dalle quali il Vaticano II pare allontanarsi, per esservi ricondotto dal sinodo dei Vescovi del 1985. Già Paolo VI aveva detto: "Credevamo che dopo il Concilio sarebbe venuta una giornata di sole per la storia della Chiesa. È venuta invece una giornata di nuvole e di tempeste, e di buio, e di ricerche e di incertezze, si fa fatica a dare la gioia della comunione" (Omelia 29/6/1972). Ora comincia a parer chiaro a molti che la crisi che ha colpito il cristianesimo europeo non è più principalmente o solo una crisi ecclesiale. La crisi è più profonda: è divenuta la crisi di Dio, della Rivelazione. Se la lezione del Vaticano II intende distinguire tra ateo e ateismo, "l’ateismo di oggi può in realtà già di nuovo riprendere a parlare di Dio distrattamente o tranquillamente - senza intenderlo veramente. Anche la Chiesa ha una sua concezione della immunizzazione contro le crisi di Dio" (J.B. Metz). E' tempo di suonare la carica, dunque. E con la solita spietata chiarezza il cardinale Joseph Ratzinger dà a ogni cosa il suo nome: "Il Vaticano II voleva chiaramente inserire e subordinare il discorso della Chiesa al discorso di Dio, voleva proporre un’ecclesiologia nel senso propriamente teo-logico, ma la recezione del Concilio ha finora trascurato questa caratteristica qualificante in favore di singole affermazioni ecclesiologiche, si è gettata su singole parole di facile richiamo e così è restata indietro rispetto alle grandi prospettive dei padri conciliari". E' necessario restituire a Dio la dimensione che lo inscrive nella dimensione di Mistero, riportando il credente nella posizione di appartenente alla comunità ecclesiale, figlio obbediente. La Chiesa riprende centralità (Enciclica "Lumen Gentium") nel suo essere comunione, non community, corpo del Cristo vivente. E don Luigi Giussani mette il sigillo: "Si apre per noi un nuovo inizio: dimostrare, ridimostrare l’evidenza della verità di quello che seguendo la Tradizione della Chiesa ci siamo sempre detti". Potrà il successore di Giovanni Paolo II fare altrimenti? No, anche volendo. Questi 40 anni dal concilio Vaticano II sono stati la storia di questo no. Papa Luciani stava offrendo il fianco della Chiesa a un altro fraintendimento, il “Dio mamma”, e la Provvidenza provvide. Non saranno tollerate altre distrazioni, siamo alla resa dei conti. O la Chiesa ne esce trionfante o perisce.

FONDAMENTALISTI DELLA TRADIZIONE

La modernità ha radicalizzato la Chiesa. Il cattolicesimo come elemento sociale e comunitario è a un punto di non ritorno. Siamo al momento dell'annuncio del regno.

L'accusa di fondamentalismo che oggi taluni muovono alla Chiesa di Roma è impropria. Più opportunamente, dovrebbe essere corretta in quella di tradizionalismo. La differenza tra i due termini è enorme. Discutere su ciò che è fundamentum e ciò che è traditum ci eviterà di liquidare l'odierna politica vaticana con l'ambigua, e ormai largamente inservibile, categoria del conservatorismo. Tradizionalismo non è conservatorismo e, meno che mai, fondamentalismo. Per tutti i cristiani, solo la parola di Dio può esigere e fondare la fede che dà la salvezza. Ma, mentre per il protestantesimo essa trova fondamentum nella Bibbia, nella parola scritta così come licenziata dalla rivelazione che la ispirò (principio della sufficienza della Scrittura), per il cattolicesimo (che è "cosa apostolica", cioè cherigma, e tessuto di tutti gli agrapha) è incarnata e trasmessa dalla Chiesa, che non è fondazione naturale umana depositaria e amministratrice, ma il Cristo stesso, vivente, parlante. Nel cattolicesimo - e di qui la frattura della Riforma - la fede è a-concepibile senza un'autorità dottrinale che ne performi la garanzia. Ad ogni nuova generazione di credenti è necessario che la parola di Cristo si rinnovi in loro e per loro. Nella società tradizionale l'individuo non esisteva, ciascuno "individuava" sé stesso nel ruolo che gli forniva la società di cui era membro. Il tessuto politico, culturale, economico, nel quale era porzione dell'ordito, definiva la struttura dell'essere sociale attraverso una mediazione simbolica. E la religione raccoglieva questi simboli in gerarchie esistenziali, era il "religere". La religione permeò il sociale, la fedeltà diventò obbedienza. La modernità ha germe nell'ermeneutica, nel tentativo di riordinare e reinterpretare i simboli, destrutturandoli. Intervenendo sull'ordine simbolico, si riposiziona l'individuo nell'ordine che il "religere" ha dato al sociale. In questi snodi ermeneutici, si insinua la modernità. Sicché la laicizzazione e la secolarizzazione cui essi aprono le porte si postulano come minaccia di allentamento del legame sociale assicurato dallo statu quo. Chi intende opporsi a ciò dovrà scegliere. I protestanti attingeranno al Libro, il fondamentum: in questa aderenza potremo individuare l'estremo di fondamentalismo. Qui la Parola è l'unica tradizione, affatto indipendente da ciò che vi si è apposto nell'ascolto dei padri, irrinovabile dallo studio teologico. I cattolici attingeranno al Magistero, che non potrà avere altra forma che quella di un'antropologia in Cristo, il corpo della Parola che vive nella trasmissione e dalla trasmissione trae forza. Se lo strumento di cui si serve il traditum è lo stesso Cristo vivente, se il modo vive dell'illuminazione continua dello Spirito Santo, se l'Ecclesia partecipa della natura di un corpo mistico - cos'è vera fede, se non l'obbedienza al Magistero? Come potrà farsi strada il Regno se non nell'accoglimento della Parola? Quale speranza senza obbedienza? Il cattolicesimo, come elemento comunitario-societario, è perciò al punto critico di non ritorno nel quale l'ha condotta l'attuale Pontefice, esplicitandone la pulsione originale, l'annuncio del Regno. Il momento inerziale di secolarizzazione del traditum accumulatosi in due millenni chiede ora la lisi nel martirio o nella teocrazia. Strategicamente, Giovanni Paolo III non potrà che essere un Giovanni Paolo II bis, avrà mano libera solo nello snodo tattico. Un nuovo Concilio? Neanche a parlarne. Piuttosto, visto che l’Occidente da rievangelizzare è democratico, il ”cuius regio, eius religio”  westphaliano si rinnoverà in una metafora propagandistica: le radici, le “radici cristiane”.

LA PSICANALISI DELLE RADICI

Cosa c'è dietro il nostrano pensiero teocon? Forse la nostalgia dell'utero e della placenta, il desiderio di sottomissione a un gruppo e a un'autorità che sostituisca quelle dell'infanzia.

La radice è dei vegetali. Infelice scelta, la metafora delle "radici cristiane". Il vegetale dipende dalla radice lungo tutto l'arco della sua esistenza; la radice ne fissa per sempre la sede. E' corretta questa metafora per rappresentare nel cristianesimo l'origine, il principio, la causa fondativa della civiltà occidentale? Se proprio dev'esserci indispensabile una metafora, non potremmo più correttamente figurarci una civiltà come un organismo vivente animale, che viene da un utero, s'è nutrito grazie a una placenta, ma che una volta partorito non dipende più dal flusso ombelicale? La metafora potrà tornarci utile nei casi in cui si manifesti, irresistibile, il desiderio di ritornare nell'utero, di trarre ancora nutrimento dalla placenta: pulsione regressiva, frequente quando l'organismo adulto è in situazioni di pericolo. Nell'utero il feto è protetto, al sicuro da quanto v’è di minaccioso all'esterno. La nostalgia di una placenta, che avvolga e nutra, spinge qualche volta a desiderare lo stato di dipendenza da una radice, che è propria del vegetale. Ma, dopo avere assolto al suo compito, una placenta è spesso inservibile a questo scopo. Ciò nonostante, essa è geneticamente uguale a noi, le sue cellule hanno il nostro stesso patrimonio genetico, deriva anch'essa dalla stessa ovocellula fecondata. Rinnegare la placenta? Impossibile, anche volendo. Ma pretendere che essa ci riaccolga e ci dìa ancora nutrimento, ora che il XXI secolo minaccia le vecchie e comode certezze? Pulsione regressiva. E’ ciò che i teocon di casa nostra cercano di indurre con la loro propaganda. La propaganda è un mezzo di suggestione attraverso il quale la politica e la religione cercano di imporre la loro volontà. La sua efficacia è in relazione alla natura del rapporto tra emittente e ricevitore. Non a caso qui si sono usati questi due termini - emittente e ricevitore - perché la sostanza della propaganda è mediale e è costante la regola che l'emittente sia (in-)vestita di un'autorità conferitale dal ricevitore lungo l'inverso del vettore mediale. Tutti, in potenza, siamo ricevitori, perché abbiamo sperimentato da bambini la dipendenza da figure  (in-)vestite di quella autorità che, nelle forme di blocco dello sviluppo psicologico, è dirottata su figure tranferalmente parentali, umane o divine. Ciò nonostante, gli studi classici di psicologia hanno incontrovertibilmente dimostrato che l'autorità non è mai indenne da una fantasmata valenza (quando non addirittura da una realtà) di tipo sadico. Il bambino - divenuto adulto - avrà bisogno di cercare surrogati di autorità bonaria per estinguere il tenore sadico di quella (reale o fantasmata) autorità parentale. Perfino una tirannia reale gli sembrerà preferibile a questa persecuzione interna. Quel bambino - divenuto adulto - "si sentirà più felice sotto la protezione dell'autorità e più sicuro in qualità di membro di un gruppo potente e disciplinato. Identificandosi con questo gruppo e con il suo leader, potrà raggiungere quel senso di potenza che come individuo gli è negato, ma la sua serenità di mente sarà ottenuta a spese della sua capacità di giudizio indipendente [...] sarà facile preda della propaganda di tale gruppo" (Roger Money-Kyrle, "La psicologia della propaganda", Loescher 1985). Ma sarà, a sua volta, se reclutato, un ottimo propagandista. Guardate l'Italia di questo inizio secolo. E' qui che la polemica sulle "radici cristiane" ha il massimo del suo dispiegarsi. La descrizione di Money-Kyrle vi fa venire in mente nessuno?


 




permalink | inviato da il 20/1/2005 alle 14:27 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


20 gennaio 2005


"A me piacciono molto le banane. E' quindi naturale che segua con particolare simpatia l'attività di tutti coloro che si dedicano alla produzione e al commercio di questo profumato e sostanzioso frutto tropicale".

                                                                          Ernesto Rossi, Il Mondo, 19 luglio 1952

 




permalink | inviato da il 20/1/2005 alle 4:6 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
sfoglia     dicembre        febbraio
 
 




blog letto 1 volte
Feed RSS di questo blog Reader
Feed ATOM di questo blog Atom

COSE VARIE

Indice ultime cose
Il mio profilo

RUBRICHE

Diario
Merce avariata
Chi l'ha detto?
Citazioni
Scrivi, Malvino ti risponde.
Lettere non spedite
Storie perse

VAI A VEDERE

Il lato B
.
18 Brumaio
1972
Ad usum delphini
Aioros
Aldo Torchiaro
Anelli di fumo
Anskij & Ghino
Antinomie
Arciprete
Aronne
Arrabbiato
Articolo 2
Aubrey
Azione parallela
Baol
Bioetica (Lalli & Regalzi)
Bloggerperfecto
Blue Highways
Bolina Rossa
Butirrometro
Cadavrexquis
Calibano
Calvin
Caos deterministico
Capemaster
Carlo Menegante
Cheremone
Chinaski77
Claudio Sabelli Fioretti
Clos
Crilomb
Dalle 8 alle 5
Desaparecidos
Devarim
Diderot
Doppio vincolo
Ealcinemavaccitu
Emanuele Ottolenghi
Estinzione
Evenhappier
Fabristol
Formamentis
Frans Van Der Groov
Fuoco
Galatea
Galileo
Gians
Giornalettismo
Giudamaccablog
Grendel
Herakleitos
Illaicista
Il mio manifesto
In partibus infidelium
Invarchi
Inyqua
Isola virtuale
Jazztrain
Jimmomo
Karl Kraus
Kerub
Klingsoror
Leilani
Leonardo
L'estinto
Librescamente
Loading
Lorenzo Lazzeri
Luca Massaro
Makia
Maurizio Colucci
Maurizio Ferraris
Metilparaben
Mildareveno
Mises
Miss Welby
Nihil
Nonsosescendo
Notizie Radicali
Notturno Umano
Oggettivista
Onepercent
Panther
Paolo Franchini
Pardo
Perle ai porci
Phastidio
Piattaforma
Povero Bucharin
Pseudepigrapha
Psicoanalisi Torino
Qubrick
Radicali
Radio Radicale
Rael is real 1
Rael is real 2
Rael is real 3
Raser
Riformista alchemico
Rip
Robba
Rolli
Sagredo
Salon Voltaire
Samuele Siani
Simplicissimus
Skunk
Sostiene Proudhon
Stampa rassegnata
Suttora
Una perfetta stronza
Uqbar
V.
Vaaal
V.U.E.
Vulvia
Weissbach
Yoshi
Zaneddu



Questo blog non rappresenta
una testata giornalistica in quanto
viene aggiornato senza alcuna periodicità.
Non può pertanto considerarsi
un prodotto editoriale
ai sensi della legge n°62 del 7.03.2001.

Le immagini inserite in questo blog
sono tratte in massima parte da Internet;
qualora la loro pubblicazione violasse
eventuali diritti d'autore,
vogliate comunicarlo a
luigicastaldi@gmail.com,
saranno rimosse tosto.

I commenti ai post sono in moderazione
e quelli anonimi o dal contenuto offensivo
hanno scarse possibilità di essere editati.





Creative Commons License


I contenuti inediti di questo blog
sono pubblicati sotto una
Licenza Creative Commons.
Se riprodotti altrove,
la loro paternità va attribuita
specificando il nome dell’autore
e il titolo di questo blog,
e inserendo un link all’originale
o citandone l’indirizzo.
I commenti e ogni altro contenuto inedito qui ospitato
sono di proprietà dell'autore.





Gli editoriali per Notizie Radicali


172. Urbi et orbi, la Marcia di Pasqua è inesistente
(11.4.2007)

171.
Addio, radicali. Arrivederci, liberali
(4.4.2007)

170.
La materia oscura
(30.3.2007)

169.
L’eroica lotta del prode Bandinelli
(20.2.2007)

168.
E a questo stiamo
(19.2.2007)

167.
Tra il sacro e la secolarizzazione
(16.2.2007)

166.
La smetta, Binetti, si curi!
(31.1.2007)

165.
Ignobile scoop
(29.1.2007)

164.
In memoria di Alfredo Ormando, ex seminarista, gay, arso vivo
(12.1.2007)

163.
Per ogni Popieluszko c’è sempre almeno un Wielgus
(10.1.2007)

162.
La pieta e la chiarezza di Francesco D’Agostino
(9.1.2007)

161.
Bernard-Henry Levy e i blog
(8.1.2007)

160.
Le esequie ecclesiastiche a Gabriele Cagliari
(2.1.2007)

159.
Assuntina Morresi davanti a Piergiorgio Welby
(20.12.2006)

158.
Ratzinger e i «terminali»
(18.12.2006)

157.
Il concubinaggio
(14.12.2006)

156. La «sana laicità»
(11.12.2006)

155.
Cantalamessa
(6.12.2006)

154.
Lo Sdi e la massa critica
(4.12.2006)

153.
Caro Punzi
(28.11.2006)

152.
Il diabete dell’ateo devoto
(27.11.2006)

151.
Alasciarli dire, a lasciarli fare
(24.11.2006)

150.
Il metodo di Antonio Socci
(23.11.2006)

149.
Salvo forellini
(22.11.2006

148.
L’olio e le erbe medicamentose di San Francesco
(20.11.2006)

147.
Chissà se il mercato globalizzato accetterà l’authority della Chiesa
(15.11.2006)

146.
La Curia di Bologna
(10.11.2006)

145.
Simpatica carognetta
(8.11.2006)

144.
Una sana competizione inter-religiosa
(23.10.2006)

143.
Lo spazio dove stanno i radicali
(17.10.2006)

142.
Si accettano scommesse
(12.10.2006)

141.
Capolavoro di ipocrisia!
(10.10.2006)

140.
La radice dell’antisemitismo è più cristiana o più musulmana?
(9.10.2006)

139.
Nessuna paura d’aver paura
(5.10.2006)

138.
Nessuna costrizione nelle cose di fede?
(2.10.2006)

137.
“Lucidamente Piergiorgio Welby chiede…” 
(29.9.2006)

136. 
Ipotesi su Milingo
(27.9.2006)

135.
Ohilà, nequiziosi!
(26.9.2006)

134.
Come il tassidermista riempie di paglia la carogna
(25.9.2006)

133.
Ignoranza o mistificazione?
(21.9.2006)

132.
O secolarizzazione o violenza
(19.9.2006)

131.
Un tranquillo weekend di paura
(18.9.2006)

130.
La teologia nell'universitas scientiarum
(14.9.2006)

129.
“In fondo la Cisa vende serrature”
(13.9.2006)

128.
Limature
(12.9.2006)

127.
Auflegen, befehlen o gebieten?
(11.9.2006)

126.
Robert Spaemann, incommensurabile sagomaccia
(6.9.2006)

125.
James Hillmann: diagnosi spietata, terapia di sempre
(5.9.2006)

124.
Il caso Robert Lanza, ennesima svista del Foglio
(1.9.2006)

123.
Caro Pullia
(31.8.2006)

122.
Pannella si è fermato a Bose
(29.8.2006)

121.
Dobbiamo avere una grande pazienza
(28.8.2006)

120.
Trittico libanese
(24.7.2006)

119.
Schola Scholae
(19.7.2006)

118.
“Drogarsi non è un diritto”
(14.7.2006)

117. 
Rosa nel Pugno. Appunti di viaggio
[con Federico Punzi]
(6.7.2006)

116.
Comunitari o liberal?
(29.6.2006)

115.
Di cani e di figli
(27.6.2006)

114. Una fiction, neh
(23.6.2006)

113. Signore, signori, malgiogli assortiti...
(21.6.2006)

112.
Lobby? Andiamo piano con le parole
(16.6.2006)

111.
“Talora la stampa si presta…”
(13.6.2006)

110.
Negli assolutismi accade
(8.6.2006)

109.
La “libertà di vietare”
(7.6.2006)

108. Ratzinger e Maggiolini, problemi di stile
(30.5.2006)

107.
Rispiegare la modernità?
(26.5.2006)

106.
Zuavi in Parlamento
(22.5.2006)

105.
A chi spetta?
(19.5.2006)

104. Ancora su Marcello Pera
(18.5.2006)

103.
Dopo la famiglia, lo Stato
(16.5.2006)


102. Occhio, fratres!
(8.5.2006)

101. Diciotto volte Emma Bonino, fino alla fine
(5.5.2006)

100. 
Il cardinal Martini e la "resa alla modernità"
(2.5.2006)

99.
Un'altra trappola: il Manifesto di Euston
(27.4.2006)

98.
Faranno al cardinal Martini un trattamento alla Milingo?
(24.4.2006)

97.
Dopo Rocca, Ferrara manda Bellasio
(21.4.2006)

96.
"C'è un'Italia reale e un'Italia virtuale"?
(19.4.2006)

95.
I piccoli exit poll di Christian Rocca
(13.4.2006)

94.
Il giorno dopo
(11.4.2006)

93.
Viva Romano Prodi!
(10.4.2006)

92.
Lectio magistralis
(5.4.2006)

91.
Not negotiable
(4.4.2006)

90.
L'Appello a Prodi: il bluff della guerra civile
(31.3.2006)

89.
Il gentilissimo Christian Rocca
(28.3.2006)

88.
Bastardo sarà lei!
(27.3.2006)

87.
Ruini non fa ingerenza, rimanda a quella di sempre
(21.3.2006)

86.
Divertente come la catastrofe
(20.3.2006)

85.
Mutua comprensione tra integralismi?
(13.3.2006)

84.
Benedetto figliolo!
(7.3.2006)

83.
Quel che trattiene Magdi Allam
(1.3.2006)

82.
Vieni, Gunther, qui c'è un albero, è un pero
(27.2.2006)

81.
Un editoriale che vorrei lasciare incompiuto e senza titolo
(21.2.2006)

80.
Cavar soldi dal “matto”: in Vaticano ci si fa un pensierino
(17.2.2006)

79.
Escludendo che monsignor Maggiolini si sia presa una cotta per la Bonino
(9.2.2006)

78.
La questione è la libertà di espressione
(7.2.2006)

77.
Si tratta pur sempre di un sant’uomo
(1.2.2006)

76.
“La verità, vi prego, sulla carità”
(31.1.2006)

75. Ci dica l’ottimo Panebianco…
(23.1.2006)

74.
La figlia del console
(19.1.2006)

73.
Ratzinger e il decalogo
(18.1.2006)

72. “Il vero Israele” 
(17.1.2006)

 

71. Una dimenticanza di Angelo Panebianco

(16.1.2006)

70. Bonino o Santanché?
(10.1.2006)

69. Niente antidepressivi, grazie!
(4.1.2006)

68. “Ah, se Dio sopprimesse i peccatori!”
(2.1.2006)

67. Del Concilio Vaticano II non avete capito niente, gonzi!
(27.12.2005)

66. Un’altra mina l’Occidente: la pornografia
(23.12.2005)

65. “Fratello spermatozoo”
(20.12.2005)

64.
La mia superstizione è migliore della tua
(19.12.2005)

63. Riforma della Curia, anno 0
(14.12.2005)

62.
La goccia di veleno
(12.12.2005)

61. Non lo fo’ per piacer mio…
(Lettera aperta a Carlo V)
(6.12.2005)

60. Venerdì, sabato e domenica
(5.12.2005)

59.
Contrordine, figlioli, il limbo è una cazzata!
(2.12.2005)

58.
Tomista quanto non mai, il Ratzinger. Anzi assai tomo.
(28.11.2005)

57. Il seminarista sia munito di certificato medico

(24.11.2005)

56. Scherziamo? Scherziamo
(21.11.2005)

55.
La pazienza degli italiani
(17.11.2005)

54. Il fuoco amico di Croce e Gramsci
(16.11.2005)

53. Marcello Pera, croque-mort
(15.11.2005)

52. Semo romani, damose da fa’
(11.11.2005)

51. Coi soldi di Sir Templeton
(8.11.2005)

50.
La Chiesa è sempre uguale a sé stessa
(27.10.2005)

49. Chi glielo dice a Marcello Pera, di farsi da parte?
(20.10.2005)

48.
Sua Santità, Anacoluto I
(17.10.2005)

47.
Un dubbio: mettere in dubbio il dubbio?
(14.10.2005)

46.
Capriccio
(10.10.2005)

45.
Buona conversione!
(7.10.2005)

44. Se il legislatore non è un fesso (e non è un fesso)
(4.10.2005)

43. L’orecchio di Dionigi
(29.9.2005)

42. Fiuggi: i tg di prima sera non possono più glissare
(26.9.2005)

41. La colomba e il leopardo
(21.9.2005)

40. Ratzinger apre la caccia al ricchione
(19.9.2005)

39. Caro Silvio Viale, vai avanti!
(15.9.2005)

38. “I politici cattolici lo sono in particolare”
(12.9.2005)

37. L’aggettivo “clerico-fascista”
(6.9.2005)

36. Il “vuoto” liberale
(1.9.2005)

35. Troppo vento a Colonia
(29.8.2005)

34. Gli ebrei, il solito nervo scoperto
(28.7.2005)

33.
Plinio Corrêa de Oliveira
(22.7.2005)

32. Questo non è altro che quello
(19.7.2005)

31. Due etti di quello buono (salumeria Sodano)
(13.7.2005)

30. A che serve più il vocabolario?
(8.7.2005)

29. Orsina, cioè Ferrara, cioè Ruini
(5.7.2005)

28. Vediamo se esistono ancora, quei socialisti
(1.7.2005)

27. Neofascisti, cielli, foglianti: bingo!
(27.6.2005)

26. Si lasci riposare in pace Benedetto Croce
(23.6.2005)

25. Se il pastore lo chiama gregge, ci sarà un motivo
(21.6.2005)

24. Se poi vengono bene, l’autorità centrale vidima
(15.6.2005)

23. Un occhio di riguardo per il Testaccio
(13.6.2005)

22. Fides et Ratio: un esempio e un paradigma
(7.6.2005)

21.
Ancora un piccolo sforzo, legalizziamo lo stupro
(3.6.2005)

20.
A chi fa i conti senza l’utero
(31.5.2005)

19.
Forse una destra decente è possibile
(27.5.2005)

18.
Il rischio di blandire i suscettibili
(24.5.2005)

17.
Toh, guarda, “la tentazione di passare al fronte dell’astensione”
(18.5.2005)

16.
Parlando serenamente, si trova sempre il modo di uscirne
(13.5.2005)

15.
Tra l’art. 7 e l’art. 8 della Costituzione
(10.5.2005)

14.
“I politici non capiscono mai niente, mai”
(5.5.2005)

13.
Parlare di embrioni da ex embrioni: non più
(3.5.2005)

12.
Beccaria e la misura di Ratzinger
(29.4.2005)

11.
Non invitate un falso liberale a un matrimonio gay
(27.4.2005)

10.
I cattolici liberali? Rivolgersi a Ratzinger, prego 
(22.4.2005)

9.
Il ricatto
(20.4.2005)

8.
Sotto chiave
(18.4.2005)

7.
Tirare sassi ai lumi
(14.4.2005)

6.
Promemoriam per Miriam
(12.4.2005)

5.
Semo ‘na manica de gente assai lasciva
(8.4.2005)

4.
No Taliban no Vatican: al di qua dello slogan
(7.4.2005)

3.
Il latinorum degli atei devoti
(5.4.2005)

2.
Il nodo genetico
(1.4.2005)

1.
La cosa per bene
(29.3.2005) 

 

 Add to Technorati Favorites Technorati Profile

 

 

 

 

(giusto
per saperne
qualcosa
)


 

 

CERCA