.
Annunci online

malvino
il blog di Luigi Castaldi


Diario


2 febbraio 2005


"La nostra cultura è nostalgica: i suoi progressi si accompagnano sempre a una sorta di lamentazione sul declino del simbolico. [...] Troverete tali lamentazioni da Boezio fino ai romantici praticamente senza interruzioni"
           Contardo Calligaris, La structure psychotique hors crise, Bordeaux 1993




permalink | inviato da il 2/2/2005 alle 4:43 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


2 febbraio 2005


In undici mesi di vita Malvino ha messo pochissime jpg e gif nelle sue pagine, coi link è stato pure più stitico. Dunque permetterete che per una volta tanto qui si faccia ingombro. Trattasi della prima pagina de L'Indipendente di mercoledì 2 febbraio, recante nel taglio basso un mio corsivo su un intervento di monsignor Carlo Caffarra ("La problematica del rapporto uomo-animale" - Facoltà di Medicina Veterinaria, Ozzano Emilia, 15.1.2205). Il pezzullo era già stato postato qui il 17 gennaio: sa come andarselo a leggere, chi vuole. La ragione dell'ingombro? Una volta tanto sono perfettamente soddisfatto del titolo che è stato messo a una cosa che ho scritto io. A parte, poi, parleremo delle sofferenze che son capaci di infliggere sadicamente i titolisti, ne ho già fatto qualche accenno. Ma questa volta - m'hanno detto - s'è scomodato GBG personalmente, e lo stile si sente, il titolo è un capolavoro - et voilà:
            




permalink | inviato da il 2/2/2005 alle 3:48 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


2 febbraio 2005


"No, permetta, non è così, gentile Rannhunammarhsarghamurhi!" ho detto. (Sì, sarebbe più comodo chiamarla Ranny, che è il suo nomignolo, ma non mi piace dare troppo confidenza alla servitù.) "Il metodo induttivo - ho detto - è tutt'altra cosa dalla logica fuzzy, dalla serendipità e dal random, adesso non ho tempo per spiegarle. Lei, gentile Rannhunammarhsarghamurhi, fa una sfaccimma di confusione" e ci ho messo una puntina di acidità, giusto per vendicarmi della scorsa settimana, quando Rannhunammarhsarghamurhi mi ha ripreso con un sarcasmo sottile, ma non meno offensivo, per una mia affermazione (azzardata, lo ammetto) sul fatto che Romano Prodi avesse urgente bisogno di un Shank Prakshalama. La servitù è prodiana, solitamente - qui non si fa eccezione: "Dottore, Prakshalana - non Prakshalama", con quel sorrisetto del cazzo, odiosissimo. Vabbe', incassare quando si deve incassare, vuol dire niente mancia il prossimo Natale: devo segnarmelo. Ma, cara Rannhunammarhsarghamurhi, non venirmi a cagare fuori dal vasetto con la filosofia della scienza: "Il metodo induttivo è tutta un'altra cosa", alzata di sopracciglio, appena un filo di ironia, tie'. E, fatti passare due o tre minuti, giusto quel tanto da porlo extra contesto: "Cara, metta più attenzione, la prego, quando pulisce le ringhiere del balcone", così vediamo chi è in questa casa ha letto Thomas Samuel Kuhn, e chi no. Induttivo? Induttivo, un cazzo! Se vai dalla sarta a portare le mie giacche cui debbono essere sostituiti i bottoni delle maniche, spezzati dalle porte a scivolo dell'armadio, che - cara la mia Rannhunammarhsarghamurhi - apri e chiudi senza alcuna grazia, manco fossero i choskhor della tua pagoda, che cazzo vieni a dirmi di induzione, di sarta che ha indovinato come si erano rotti i bottoni e di ragione superiore intrinseca al bottone - di cosa vuoi convincermi, trattando Bacone come un choskhor - che devo cambiare armadio? Ma guarda tu, ma guarda tu, ma guarda tu - ma guarda tu 'sti cazzo di buddhisti, gli dài un dito e si prendono la mano. 




permalink | inviato da il 2/2/2005 alle 3:3 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


2 febbraio 2005

A che punto è il crepuscolo

Molto più evidente in seno alla comunità laicale che nel clero, da oltre un secolo è aperta una contesa tra i cattolici. Le asprezze talvolta drammatiche tra le due opposte fazioni - i tradizionalisti e i modernisti - giungono spesso assai smorzate all'esterno, e qui la natura del contendere solitamente non trova mai l'attenzione che meriterebbe. Si tratta infatti di una contesa che attraversa verticalmente tutto ciò che è la Chiesa, dottrina e storia, dogma e coscienza, rivelazione e catechesi. Tale contesa tra tradizionalisti e modernisti non ha mai minacciato di farsi scisma, neppure lontanamente. Ma, anche se ogni volta pare ricomporsi, è potenzialmente lacerante non meno di ciò che portò allo Scisma d'Oriente e alla Riforma: non a caso tocca lo stesso punto che toccò in quelle due tragedie vere della Chiesa, l'autorità. Sia concessa una semplificazione prossima alla volgarità: i tradizionalisti non ammettono deroga alcuna alla lettera del Magistero, inteso appunto come corpo tramandato e dunque da conservare; i modernisti, invece, ritengono che la Chiesa debba saper raccogliere la sfida dei tempi e rinnovare il suo Magistero, adeguandolo. Il nodo, a ben vedere, è antropologico, laddove i tradizionalisti non sono disposti a concedere che la creazione sia in divenire e i modernisti, invece, lo sostengono. Ce ne sarebbe abbastanza per parlare di eresia, semmai la Chiesa fosse tanto forte da poterselo permettere. Ma tutto il potere rapidamente perso dal Papato sul secolo e la consistenza dell'eresia modernista, contigua a ciò che è mero residuato culturale e storico del cattolicesimo, fino allo stemperarvisi, fanno in modo da sconsigliare vivamente l'esacerbarsi della contesa, che sarebbe micidiale per l'intera Chiesa. Convivono così, sotto lo stesso tetto, due modi completamente diversi di interpretare, e vivere, la fede. I modernisti non possono essere bruciati come eretici, semplicemente perché i tradizionalisti non possono permetterselo, e dunque si sono da tempo risolti a non volerlo; d'altro canto, peraltro, i modernisti non hanno intenzione di tirare troppo la corda e ogni volta offrono obbedienza, riponendo la speranza al dopo. Non vogliono lo scisma, vogliono una rivoluzione, e si accontenterebbero anche di un Papato costituzionale. In buona sostanza, essi vorrebbero introdurre qualcosa di simile a un principio democratico laddove v'è da due millenni una monarchia assoluta. Va avanti così da oltre un secolo, a fasi alterne: non expedit, poi expedit, qui un Sillabo, lì un concilio Vaticano II, lì ancora un Sinodo dei Vescovi del 1985, oltre ancora una "teologia della liberazione", la "scuola bolognese", un Tettamanzi e un Ratzinger, un Martini e un Caffarra, le Acli e Cl, preti operai e lepantisti, don Vitaliano Dalla Scala e don Luigi Giussani.

La corrente modernista del cattolicesimo è un asino di Buridano. Da una parte la riconosciuta autorità della Chiesa, dall'altra il rigore delle proprie idee, che per esser giocoforza ricondotte ogni volta sotto quella autorità devono estenuarsi in distingui sottilissimi che facciano salva l'obbedienza senza sacrificare il resto. Nonostante il recente risveglio della componente tradizionalista, indisposta a cedere su alcunché, e nonostante i sempre più pesanti segni dei passati estenuarsi, i modernisti sono corrente più vigorosa, sveglia, intelligente, ma anche più cauta, accorta, prudente. A differenza dei tradizionalisti che spesso indulgono in atteggiamenti boriosi, spocchiosi, uggiosi, essi sono - o almeno sono costretti a mostrarsi - miti: combattono contro chi riveriscono come superiore, roba da guastare la salute se non si è sostenuti da una passione potente. Essi l'hanno. Costretti a continui accomodamenti col mondo, in cui vivono portandovi la viva testimonianza di cristiani, e con la propria coscienza, dilacerata tra la dichiarazione di ossequio al Papa e la ribellione a ciò che di indigeribile il Papa mette loro nel piatto. Costretti, così, a una dialettica faticosissima, che è costretta a riparare spesso nel sofisma, nella conciliazione irrisolta degli opposti - e che opposti! - nella mancanza di una franchezza che suoni forte e chiara. I tradizionalisti, invece, hanno partita facile nel ribadire il già mille volte ribadito: possono permettersi toni e modi spesso assai rudi, certi di guadagnare la patente di integri e integerrimi, rafforzando ancor più la rendita di reputazione di fedeli custodi della dottrina. Ed è proprio questo il nodo attorno il quale si consuma la contesa tra modernisti e tradizionalisti, che si traduce (senza concludervisi) negli aspetti diversi e generali di una tendenza mai scemata nella Chiesa: il clero ha assorbito sempre più le funzioni religiose alle quali i laici partecipavano agli inizi. L'autorità del sacerdote sui fedeli, del vescovo sul sacerdote e del Papa sui vescovi ha edificato una gerarchia, piuttosto che tessere un ordito societario-comunitario: e il risultato non ha reso più forte la Chiesa, oltre la postazione di arrocco, basta guardare in che stato versi la vocazione al sacerdozio e il livello culturale medio del clero (vedi nota). L'elemento cristiano ha lasciato luogo quasi del tutto a quello cattolico: anche questa suonerà come affermazione fastidiosamente apodittica, ma l'argomentazione riempirebbe pagine e pagine. Fa fede sulla sua sostanza il ritardo drammatico nel progetto di ricomposizione delle diverse confessioni cristiane, nella ricomposizione dei due maggiori scismi, quello d'Oriente e quello Protestante. Così, mentre Giovanni Paolo II officia riti interconfessionali con gli alti esponenti degli altri due monoteismi, visita il Muro del Pianto a Gerusalemme e viene fotografato mentre bacia la copertina del Corano, i fratelli ortodossi non gli permettono la tanto desiderata visita pastorale in Russia, per il pesante addebito di proselitismo. Un potente tentativo di evangelizzazione rivolto all'esterno del mondo cristiano, lasciando irrisolte le urgenze del laicato cattolico (di cui i modernisti si fanno interpreti) o, al più, sbrigandole con il cipiglioso programma di una rievangelizzazione che punta il tutto per tutto sull'intransigenza, sul richiamo alla intangibilità dell'antropologia di stampo biblico. Si chiede perdono al mondo intero per il passato remoto, e non si è disposti a concedere nulla nel presente: mea culpa per gli eretici bruciati, ma niente eucarestia ai divorziati, no alla pillola, l'omosessualità è un peccato. Ce n'è di che temere: per ottenere il trionfo si rischia un irreparabile tonfo. I modernisti lo presentono.

Nota: E' di questi giorni la pubblicazione di dati che vorrebbero in ripresa le vocazioni al sacerdozio. Si tratta di uno strombazzare propagandistico, in palese contrasto peraltro col lamento del cardinal Ruini in dicembre, che si lagnava di seminari vuoti, calo costante di ordinazioni e scarso livello culturale generale del basso clero: 392 unità sacerdotali in più sono la trasfuzione di una goccia in un'emorragia che non accenna da oltre trent'anni a fermarsi.




permalink | inviato da il 2/2/2005 alle 2:25 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
sfoglia     gennaio        marzo
 
 




blog letto 1 volte
Feed RSS di questo blog Reader
Feed ATOM di questo blog Atom

COSE VARIE

Indice ultime cose
Il mio profilo

RUBRICHE

Diario
Merce avariata
Chi l'ha detto?
Citazioni
Scrivi, Malvino ti risponde.
Lettere non spedite
Storie perse

VAI A VEDERE

Il lato B
.
18 Brumaio
1972
Ad usum delphini
Aioros
Aldo Torchiaro
Anelli di fumo
Anskij & Ghino
Antinomie
Arciprete
Aronne
Arrabbiato
Articolo 2
Aubrey
Azione parallela
Baol
Bioetica (Lalli & Regalzi)
Bloggerperfecto
Blue Highways
Bolina Rossa
Butirrometro
Cadavrexquis
Calibano
Calvin
Caos deterministico
Capemaster
Carlo Menegante
Cheremone
Chinaski77
Claudio Sabelli Fioretti
Clos
Crilomb
Dalle 8 alle 5
Desaparecidos
Devarim
Diderot
Doppio vincolo
Ealcinemavaccitu
Emanuele Ottolenghi
Estinzione
Evenhappier
Fabristol
Formamentis
Frans Van Der Groov
Fuoco
Galatea
Galileo
Gians
Giornalettismo
Giudamaccablog
Grendel
Herakleitos
Illaicista
Il mio manifesto
In partibus infidelium
Invarchi
Inyqua
Isola virtuale
Jazztrain
Jimmomo
Karl Kraus
Kerub
Klingsoror
Leilani
Leonardo
L'estinto
Librescamente
Loading
Lorenzo Lazzeri
Luca Massaro
Makia
Maurizio Colucci
Maurizio Ferraris
Metilparaben
Mildareveno
Mises
Miss Welby
Nihil
Nonsosescendo
Notizie Radicali
Notturno Umano
Oggettivista
Onepercent
Panther
Paolo Franchini
Pardo
Perle ai porci
Phastidio
Piattaforma
Povero Bucharin
Pseudepigrapha
Psicoanalisi Torino
Qubrick
Radicali
Radio Radicale
Rael is real 1
Rael is real 2
Rael is real 3
Raser
Riformista alchemico
Rip
Robba
Rolli
Sagredo
Salon Voltaire
Samuele Siani
Simplicissimus
Skunk
Sostiene Proudhon
Stampa rassegnata
Suttora
Una perfetta stronza
Uqbar
V.
Vaaal
V.U.E.
Vulvia
Weissbach
Yoshi
Zaneddu



Questo blog non rappresenta
una testata giornalistica in quanto
viene aggiornato senza alcuna periodicità.
Non può pertanto considerarsi
un prodotto editoriale
ai sensi della legge n°62 del 7.03.2001.

Le immagini inserite in questo blog
sono tratte in massima parte da Internet;
qualora la loro pubblicazione violasse
eventuali diritti d'autore,
vogliate comunicarlo a
luigicastaldi@gmail.com,
saranno rimosse tosto.

I commenti ai post sono in moderazione
e quelli anonimi o dal contenuto offensivo
hanno scarse possibilità di essere editati.





Creative Commons License


I contenuti inediti di questo blog
sono pubblicati sotto una
Licenza Creative Commons.
Se riprodotti altrove,
la loro paternità va attribuita
specificando il nome dell’autore
e il titolo di questo blog,
e inserendo un link all’originale
o citandone l’indirizzo.
I commenti e ogni altro contenuto inedito qui ospitato
sono di proprietà dell'autore.





Gli editoriali per Notizie Radicali


172. Urbi et orbi, la Marcia di Pasqua è inesistente
(11.4.2007)

171.
Addio, radicali. Arrivederci, liberali
(4.4.2007)

170.
La materia oscura
(30.3.2007)

169.
L’eroica lotta del prode Bandinelli
(20.2.2007)

168.
E a questo stiamo
(19.2.2007)

167.
Tra il sacro e la secolarizzazione
(16.2.2007)

166.
La smetta, Binetti, si curi!
(31.1.2007)

165.
Ignobile scoop
(29.1.2007)

164.
In memoria di Alfredo Ormando, ex seminarista, gay, arso vivo
(12.1.2007)

163.
Per ogni Popieluszko c’è sempre almeno un Wielgus
(10.1.2007)

162.
La pieta e la chiarezza di Francesco D’Agostino
(9.1.2007)

161.
Bernard-Henry Levy e i blog
(8.1.2007)

160.
Le esequie ecclesiastiche a Gabriele Cagliari
(2.1.2007)

159.
Assuntina Morresi davanti a Piergiorgio Welby
(20.12.2006)

158.
Ratzinger e i «terminali»
(18.12.2006)

157.
Il concubinaggio
(14.12.2006)

156. La «sana laicità»
(11.12.2006)

155.
Cantalamessa
(6.12.2006)

154.
Lo Sdi e la massa critica
(4.12.2006)

153.
Caro Punzi
(28.11.2006)

152.
Il diabete dell’ateo devoto
(27.11.2006)

151.
Alasciarli dire, a lasciarli fare
(24.11.2006)

150.
Il metodo di Antonio Socci
(23.11.2006)

149.
Salvo forellini
(22.11.2006

148.
L’olio e le erbe medicamentose di San Francesco
(20.11.2006)

147.
Chissà se il mercato globalizzato accetterà l’authority della Chiesa
(15.11.2006)

146.
La Curia di Bologna
(10.11.2006)

145.
Simpatica carognetta
(8.11.2006)

144.
Una sana competizione inter-religiosa
(23.10.2006)

143.
Lo spazio dove stanno i radicali
(17.10.2006)

142.
Si accettano scommesse
(12.10.2006)

141.
Capolavoro di ipocrisia!
(10.10.2006)

140.
La radice dell’antisemitismo è più cristiana o più musulmana?
(9.10.2006)

139.
Nessuna paura d’aver paura
(5.10.2006)

138.
Nessuna costrizione nelle cose di fede?
(2.10.2006)

137.
“Lucidamente Piergiorgio Welby chiede…” 
(29.9.2006)

136. 
Ipotesi su Milingo
(27.9.2006)

135.
Ohilà, nequiziosi!
(26.9.2006)

134.
Come il tassidermista riempie di paglia la carogna
(25.9.2006)

133.
Ignoranza o mistificazione?
(21.9.2006)

132.
O secolarizzazione o violenza
(19.9.2006)

131.
Un tranquillo weekend di paura
(18.9.2006)

130.
La teologia nell'universitas scientiarum
(14.9.2006)

129.
“In fondo la Cisa vende serrature”
(13.9.2006)

128.
Limature
(12.9.2006)

127.
Auflegen, befehlen o gebieten?
(11.9.2006)

126.
Robert Spaemann, incommensurabile sagomaccia
(6.9.2006)

125.
James Hillmann: diagnosi spietata, terapia di sempre
(5.9.2006)

124.
Il caso Robert Lanza, ennesima svista del Foglio
(1.9.2006)

123.
Caro Pullia
(31.8.2006)

122.
Pannella si è fermato a Bose
(29.8.2006)

121.
Dobbiamo avere una grande pazienza
(28.8.2006)

120.
Trittico libanese
(24.7.2006)

119.
Schola Scholae
(19.7.2006)

118.
“Drogarsi non è un diritto”
(14.7.2006)

117. 
Rosa nel Pugno. Appunti di viaggio
[con Federico Punzi]
(6.7.2006)

116.
Comunitari o liberal?
(29.6.2006)

115.
Di cani e di figli
(27.6.2006)

114. Una fiction, neh
(23.6.2006)

113. Signore, signori, malgiogli assortiti...
(21.6.2006)

112.
Lobby? Andiamo piano con le parole
(16.6.2006)

111.
“Talora la stampa si presta…”
(13.6.2006)

110.
Negli assolutismi accade
(8.6.2006)

109.
La “libertà di vietare”
(7.6.2006)

108. Ratzinger e Maggiolini, problemi di stile
(30.5.2006)

107.
Rispiegare la modernità?
(26.5.2006)

106.
Zuavi in Parlamento
(22.5.2006)

105.
A chi spetta?
(19.5.2006)

104. Ancora su Marcello Pera
(18.5.2006)

103.
Dopo la famiglia, lo Stato
(16.5.2006)


102. Occhio, fratres!
(8.5.2006)

101. Diciotto volte Emma Bonino, fino alla fine
(5.5.2006)

100. 
Il cardinal Martini e la "resa alla modernità"
(2.5.2006)

99.
Un'altra trappola: il Manifesto di Euston
(27.4.2006)

98.
Faranno al cardinal Martini un trattamento alla Milingo?
(24.4.2006)

97.
Dopo Rocca, Ferrara manda Bellasio
(21.4.2006)

96.
"C'è un'Italia reale e un'Italia virtuale"?
(19.4.2006)

95.
I piccoli exit poll di Christian Rocca
(13.4.2006)

94.
Il giorno dopo
(11.4.2006)

93.
Viva Romano Prodi!
(10.4.2006)

92.
Lectio magistralis
(5.4.2006)

91.
Not negotiable
(4.4.2006)

90.
L'Appello a Prodi: il bluff della guerra civile
(31.3.2006)

89.
Il gentilissimo Christian Rocca
(28.3.2006)

88.
Bastardo sarà lei!
(27.3.2006)

87.
Ruini non fa ingerenza, rimanda a quella di sempre
(21.3.2006)

86.
Divertente come la catastrofe
(20.3.2006)

85.
Mutua comprensione tra integralismi?
(13.3.2006)

84.
Benedetto figliolo!
(7.3.2006)

83.
Quel che trattiene Magdi Allam
(1.3.2006)

82.
Vieni, Gunther, qui c'è un albero, è un pero
(27.2.2006)

81.
Un editoriale che vorrei lasciare incompiuto e senza titolo
(21.2.2006)

80.
Cavar soldi dal “matto”: in Vaticano ci si fa un pensierino
(17.2.2006)

79.
Escludendo che monsignor Maggiolini si sia presa una cotta per la Bonino
(9.2.2006)

78.
La questione è la libertà di espressione
(7.2.2006)

77.
Si tratta pur sempre di un sant’uomo
(1.2.2006)

76.
“La verità, vi prego, sulla carità”
(31.1.2006)

75. Ci dica l’ottimo Panebianco…
(23.1.2006)

74.
La figlia del console
(19.1.2006)

73.
Ratzinger e il decalogo
(18.1.2006)

72. “Il vero Israele” 
(17.1.2006)

 

71. Una dimenticanza di Angelo Panebianco

(16.1.2006)

70. Bonino o Santanché?
(10.1.2006)

69. Niente antidepressivi, grazie!
(4.1.2006)

68. “Ah, se Dio sopprimesse i peccatori!”
(2.1.2006)

67. Del Concilio Vaticano II non avete capito niente, gonzi!
(27.12.2005)

66. Un’altra mina l’Occidente: la pornografia
(23.12.2005)

65. “Fratello spermatozoo”
(20.12.2005)

64.
La mia superstizione è migliore della tua
(19.12.2005)

63. Riforma della Curia, anno 0
(14.12.2005)

62.
La goccia di veleno
(12.12.2005)

61. Non lo fo’ per piacer mio…
(Lettera aperta a Carlo V)
(6.12.2005)

60. Venerdì, sabato e domenica
(5.12.2005)

59.
Contrordine, figlioli, il limbo è una cazzata!
(2.12.2005)

58.
Tomista quanto non mai, il Ratzinger. Anzi assai tomo.
(28.11.2005)

57. Il seminarista sia munito di certificato medico

(24.11.2005)

56. Scherziamo? Scherziamo
(21.11.2005)

55.
La pazienza degli italiani
(17.11.2005)

54. Il fuoco amico di Croce e Gramsci
(16.11.2005)

53. Marcello Pera, croque-mort
(15.11.2005)

52. Semo romani, damose da fa’
(11.11.2005)

51. Coi soldi di Sir Templeton
(8.11.2005)

50.
La Chiesa è sempre uguale a sé stessa
(27.10.2005)

49. Chi glielo dice a Marcello Pera, di farsi da parte?
(20.10.2005)

48.
Sua Santità, Anacoluto I
(17.10.2005)

47.
Un dubbio: mettere in dubbio il dubbio?
(14.10.2005)

46.
Capriccio
(10.10.2005)

45.
Buona conversione!
(7.10.2005)

44. Se il legislatore non è un fesso (e non è un fesso)
(4.10.2005)

43. L’orecchio di Dionigi
(29.9.2005)

42. Fiuggi: i tg di prima sera non possono più glissare
(26.9.2005)

41. La colomba e il leopardo
(21.9.2005)

40. Ratzinger apre la caccia al ricchione
(19.9.2005)

39. Caro Silvio Viale, vai avanti!
(15.9.2005)

38. “I politici cattolici lo sono in particolare”
(12.9.2005)

37. L’aggettivo “clerico-fascista”
(6.9.2005)

36. Il “vuoto” liberale
(1.9.2005)

35. Troppo vento a Colonia
(29.8.2005)

34. Gli ebrei, il solito nervo scoperto
(28.7.2005)

33.
Plinio Corrêa de Oliveira
(22.7.2005)

32. Questo non è altro che quello
(19.7.2005)

31. Due etti di quello buono (salumeria Sodano)
(13.7.2005)

30. A che serve più il vocabolario?
(8.7.2005)

29. Orsina, cioè Ferrara, cioè Ruini
(5.7.2005)

28. Vediamo se esistono ancora, quei socialisti
(1.7.2005)

27. Neofascisti, cielli, foglianti: bingo!
(27.6.2005)

26. Si lasci riposare in pace Benedetto Croce
(23.6.2005)

25. Se il pastore lo chiama gregge, ci sarà un motivo
(21.6.2005)

24. Se poi vengono bene, l’autorità centrale vidima
(15.6.2005)

23. Un occhio di riguardo per il Testaccio
(13.6.2005)

22. Fides et Ratio: un esempio e un paradigma
(7.6.2005)

21.
Ancora un piccolo sforzo, legalizziamo lo stupro
(3.6.2005)

20.
A chi fa i conti senza l’utero
(31.5.2005)

19.
Forse una destra decente è possibile
(27.5.2005)

18.
Il rischio di blandire i suscettibili
(24.5.2005)

17.
Toh, guarda, “la tentazione di passare al fronte dell’astensione”
(18.5.2005)

16.
Parlando serenamente, si trova sempre il modo di uscirne
(13.5.2005)

15.
Tra l’art. 7 e l’art. 8 della Costituzione
(10.5.2005)

14.
“I politici non capiscono mai niente, mai”
(5.5.2005)

13.
Parlare di embrioni da ex embrioni: non più
(3.5.2005)

12.
Beccaria e la misura di Ratzinger
(29.4.2005)

11.
Non invitate un falso liberale a un matrimonio gay
(27.4.2005)

10.
I cattolici liberali? Rivolgersi a Ratzinger, prego 
(22.4.2005)

9.
Il ricatto
(20.4.2005)

8.
Sotto chiave
(18.4.2005)

7.
Tirare sassi ai lumi
(14.4.2005)

6.
Promemoriam per Miriam
(12.4.2005)

5.
Semo ‘na manica de gente assai lasciva
(8.4.2005)

4.
No Taliban no Vatican: al di qua dello slogan
(7.4.2005)

3.
Il latinorum degli atei devoti
(5.4.2005)

2.
Il nodo genetico
(1.4.2005)

1.
La cosa per bene
(29.3.2005) 

 

 Add to Technorati Favorites Technorati Profile

 

 

 

 

(giusto
per saperne
qualcosa
)


 

 

CERCA