|
Diario
12 ottobre 2008
La terra ti sia lieve, Jeorg, ma sia tanta

Si dovrebbe fare un po’ di chiarezza riguardo al sentimento che ci piglia davanti al morto, per non truffarci a vicenda, a meno che non lo si voglia considerare necessario, e continuare a farlo ogni volta. La morte è argomento forte, dalla barzelletta improvvisata all’azione liturgica, e dunque non voglio sottovalutare la necessità di regole che ne stabiliscano il corretto uso. Se la truffa è tra queste regole, truffiamoci a vicenda: chiamiamolo rispetto e diciamo che il morto – per definizione – è sacro.
Non parlo del morente, che merita sempre rispetto e pietà, e che è sacro a prescindere, in quanto soggetto (ancora) vivente. E non parlo nemmeno del corpo senza vita, che è la parte più trascurabile del morto. Parlo del “chi era” – del chi fosse – il morto. Qui, preliminarmente, dobbiamo metterci d’accordo con la nostra coscienza e chiederci: la morte lo ha reso migliore? Se sì, io mi sto servendo della sua morte per farlo migliore di quanto fosse. E perché lo faccio? Su questo permettetemi d’essere spietato, cioè impossibilitato a concedere pietà: se lo faccio, lo faccio perché non considero quella morte una perdita, ma un guadagno. Personale o collettivo. E si tenga presente che per guadagno collettivo indico comunque una sottospecie di guadagno personale perché la collettività che presumo tragga guadagno è una mia proiezione. Fatemi dire: che schifo. E dunque? Non dovrei impormi un più onesto rispetto verso il morto? Non dovrei evitare l’orrore morale di sorprendermi a pensare “uno stronzo in meno”? E come posso evitarlo? Io penso di poterlo fare in un solo modo e così faccio: m’impongo sempre di trattare il morto come se fosse ancora vivo. È il mio modo di rispettarlo, senza guadagnarci nulla, anzi, ricavandoci solo il sentirmi onesto dinanzi a me stesso, che è roba di un egoismo bestiale.
Ecco perché mi sentirei di dire che la morte non ha reso migliore Joerg Haider: anche da morto penso che rimanga quel gran pezzo di merda che era. Fascista, razzista e xenofobo, un conservatore della peggior specie, quella puzzolente. La terra ti sia lieve, Jeorg, ma sia tanta.
| inviato da malvino il 12/10/2008 alle 5:48 | |
|