|
Diario
5 dicembre 2008
“Vai, Oscar, non stare zitto, digli qualcosa di liberale”
Sono molto contento, lo dico senza ironia e senza metterci neanche un’ombra di iattanza: Jimmomo finalmente ammette – anche se solo come serio rischio – una “metamorfosi culturale nel centrodestra”, un suo “approccio regressivo sia sui valori che in economia: tradizionalismo + statalismo” *. Ciò che oggi Jimmomo ritiene almeno un serio rischio, per me è da tempo nei fatti: a considerare le matrici culturali dalle quali questo centrodestra ha pescato e pesca, era ragionevolmente prevedibile come inevitabile. Ragionevolmente prevedibile a dispetto del programma elettorale di Berlusconi, per quanto già da quello si potesse intuire qualcosa. Posizione assai più radicale di quella di Jimmomo, evidentemente assai più pessimista, perfino un po’ paranoica. Così almeno la giudicava Jimmomo, e mi esortava alla speranza in Sacconi e in Brunetta, e mi faceva presente che nel centrodestra c’erano pure Martino, e Della Vedova, e Capezzone. Cioè, no, devo essere onesto: almeno a me ha sempre evitato di portare Capezzone a esempio di antidoto liberale al “tradizionalismo + statalismo” che io paventavo come inevitabile approdo di questa immonda cricca di postdemocristiani, postfascisti e leghisti.
Oggi sono molto contento, perché Jimmomo è “andato a dormire avvilito ieri notte e avvilito mi [è] risvegliato questa mattina”: teme – al momento è un timore – che in questo centrodestra non ci sia spazio per uomini e idee davvero liberali, e lamenta che Martino, Brunetta, Della Vedova e Capezzone – perfino Capezzone, non lo cheta manco il Padreterno – siano ridotti al silenzio di fronte alla più naturale incarnazione della sincresi del peggio di queste culture del centrodestra: il malefico Tremonti. Anche Oscar Giannino – lamenta Jimmomo – non apriva bocca, ieri sera, a Porta a porta. Povero Jimmomo, lo immagino davanti alla tv: “Vai, Oscar, non stare zitto, digli qualcosa di liberale”, e Oscar niente.
Senza ironia e senza iattanza: sono molto contento. Però vorrei permettermi un consiglio: l’analisi sia laica, Jimmomo eviti di pensare che Tremonti sia un daimon, è solo l’ennesima faccia prestata all’Italietta di Dio-Patria-Famiglia. Fesso o servo (o tutte e due le cose) chi pensasse altro. Adesso sappiamo che Jimmomo non è né l’una né l’altra cosa.
| inviato da malvino il 5/12/2008 alle 19:37 | |
|