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Diario
22 dicembre 2008
La sfacciataggine
“Vos, in die quem dicunt Solis, Solem colitis. Sicut autem nos eumdem diem Dominicum dicimus”
Agostino, Contra Faustum Manichaeum, 18, 5
Certe volte è davvero sfacciato e allora ti verrebbe voglia di buttarlo giù da quella finestra. Non si può, non ti fanno salire, il Palazzo Apostolico è blindatissimo, e peraltro tu sei un liberale, sei a favore della libertà di espressione, compresa quella sfacciata, e devi lasciarlo dire. Stavolta dice che la Chiesa ha sempre avuto apprezzamento per la scienza, in particolare per l’astronomia.
È falso, e dirlo è una vera sfacciataggine. L’astronomia fu sempre disprezzata dai cristiani, fin dai Padri della Chiesa, perché implicava regole nel divenire dei fenomeni celesti, regole che piegavano a leggi matematiche e fisiche la volontà creatrice di Dio: una specie di blasfemia. Lattanzio, che pure spese la sua vita a saccheggiare tutto quanto si potesse saccheggiare della sapienza pagana per farla diventare cristiana, schifava la cosmologia di Pitagora e asseriva che la Terra fosse piatta. E siamo al IV secolo. Per tutto il millennio successivo, nel quale la Chiesa diverrà sempre più forte conquistando il monopolio della cultura e della ricerca, non sarà fatto un solo passo avanti: i chierici guarderanno i cieli solo per calcolare cicli. Disprezzata perché tendenzialmente blasfema e rigettata nei suoi assunti filosofici, la saggezza astronomica pagana fu fatta bottino per ciò che aveva saputo produrre come prontuario tecnico, e i calcoli per definire orari e date del calendario liturgico o per orientare la pianta di una cattedrale erano pagani.
Alla scienza astronomica la Chiesa non diede nulla, non apportò nulla, e anzi frenò ogni interesse che potesse portare a conclusioni difformi dalla visione cosmologica semita del Vecchio Testamento. Vogliamo dimenticare che il caso Galilei fu istruito sulla lettera della Scrittura nel punto in cui Giosuè chiede a Dio di fermare il Sole? I risultati degli studi di Galilei smentivano la Scrittura, questo è tutto, c’era bisogno che ritrattasse. Che tipo di apprezzamento è per la scienza, in particolare per l’astronomia, quello di cui ci viene a dire questo buffo professorino dalla sua finestra?
Ha la sfacciataggine di ricordare che la ricorrenza del Natale fu sovrapposta dai cristiani a quella del Sol invictus (ma non la cita), antecedente di secoli all’avvento di Cristo, e di farla diventare cristiana. Come? Dice che il Natale ha una “dimensione cosmica” oltre che “storica”. Rompe il cazzo da una vita sul fatto che il cristianesimo è puro evento e adesso, pur di dimostrare che la Chiesa non disprezzava l’astronomia, mi scivola nel paganesimo della New Age.
Il modo in cui questo pontificato sta imbrogliando sul passato della Chiesa è vergognoso. Nel 2009 sarà celebrato il quarto centenario delle prime osservazioni telescopiche galileiane e la Chiesa cerca di pigliarsene qualche merito, come se le avesse incoraggiate. A favore della libertà di espressione, compresa quella sfacciata, dobbiamo lasciarla fare.
| inviato da malvino il 22/12/2008 alle 6:8 | |
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