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Diario
25 aprile 2009
Intervistare
Mi hanno segnalato l’intervista di Daria Bignardi a Renato Brunetta (L’Era Glaciale – Raidue, 24.4.2009), che ho recuperato su Youtube, in tre spezzoni, qui, qui e qui. L’ho trovata assai istruttiva: mi ha lasciato convinto che a una grande scrittrice non si dovrebbe far condurre una trasmissione televisiva, innanzitutto per il suo bene, ma anche per quello della trasmissione. Dal punto in cui Brunetta rimprovera alla Bignardi di non sapere chi fosse Brodolini, e la Bignardi intuisce che quel Brodolini non debba essere stato un fesso qualunque, venendo poi a sapere nel corso della stessa intervista che era un nientepopodimeno, e dallo stesso intervistato – da quel punto la Bignardi sbaglia tutto. Non le interessa più l’intervista, non ha più presente l’intervistato, cura il suo onore ferito, e lo fa con un puntiglio petulante e soprattutto inefficace. Invece di deglutire e far finta di niente, invece di prendere pubblico impegno di preparare meglio le sue interviste, la grande scrittrice tiene il punto e si dichiara permalosa come se fosse un argomento in suo favore per il lavoro di intervistatrice, dando dell’antipatico a chi sta intervistando. Insomma, siamo alla parodia dell’intervista di Oriana Fallaci all’ayatollah Khomeini. Che non è un’intervista, ma un capitolo della biografia della grande scrittrice. Qui, a L’Era Glaciale, il risultato è imbarazzante: si tratta di una pessima pagina televisiva – e Brunetta ne esce da gigante, addirittura simpatico. Se l’intervista fosse continuata ancora un poco, Brunetta sarebbe riuscito a farci credere di essere biondo – e grazie alla Bignardi.
Di recente, Claudio Sabelli Fioretti ha intervistato la Bignardi: è un’intervista che bisogna rileggere dopo aver visto questa mezz’ora de L’Era Glaciale. Pare evidente che, da grande scrittrice, la Bignardi non tolleri che i suoi personaggi – intervistati o intervistatori – si ribellino al canovaccio che ha preparato per loro. Tutto bene, anzi benissimo, quando avviene nel laboratorio che produce il romanzo autobiografico,dove è necessario che ogni cosa sia sotto controllo; assai meno quando si sta in tv, si è pagati per un servizio, e quel servizio – nello statuto che dichiara – è un’intervista. Io non voglio sapere se e quanto Brunetta e Bignardi non si sopportino, eventualmente vorrei essere lasciato libero di sbagliare al riguardo, contando sulle mie impressioni errate: io voglio domande e risposte.
| inviato da malvino il 25/4/2009 alle 22:34 | |
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