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Diario
11 febbraio 2010
Mucillagini
Christian Rocca segnala come assai sensato un post di Francesco Costa sulle ultime decisioni della commissione vigilanza Rai. Vado a leggerlo e devo ammettere che è assai sensato. Francesco Costa spiega in modo chiaro, preciso e onesto tutta la faccenda che nel Pd ha fatto mugugnare al tradimento radicale, e dimostra che s’è mugugnato a torto, perché “la norma approvata dalla commissione di vigilanza sulla Rai (su iniziativa del deputato radicale Beltrandi) non «sospende» i talk show, non li «taglia», non li «oscura», tantomeno li «censura» [ma] prevede invece una più esigente e rigida applicazione di una legge votata dal centrosinistra diversi anni fa […]: la par condicio”. Altro che serpe nel seno. In realtà, il radicale ha richiamato al rispetto di una legge voluta, approvata e mai ripudiata dallo schieramento col quale il suo partito corre nella prossima tornata elettorale: nessun tradimento radicale, nessun danno al Pd dall’iniziativa di Beltrandi, e dunque la vicenda non può assolutamente essere presa a dimostrazione che l’alleanza elettorale con i radicali sia stato un cattivo affare (non qui, non per ora, vedremo più in là). E allora il titolo che Christian Rocca dà alla segnalazione – “L’avete voluta la Bonino?” (e mi pare che ci manchi pure una virgola) – che cazzo mi significa? Solitamente, una domanda del genere è retorica, e sta per “chi è causa del suo mal, pianga se stesso”: se Francesco Costa ha dimostrato che non è derivato alcun “mal” dall’alleato radicale, di cosa dovrebbe piangere, il Pd, secondo Camillo?
È senza dubbio un infortunio lessicale, ultimamente ne capitano molti alle penne de Il Foglio. Si prenda Paolo Rodari, per esempio, il vaticanista. Il 23 gennaio scorso spaccia notizie “che non hanno fondamento” (così a detta del Papa, che manda a dire di sentirsene anche un po’ offeso). E sì che Rodari dava lezioni di galateo vaticanistico, dal suo blog, non più di qualche mese fa: “Il giornalista in Vaticano non deve mai venire meno alla legge dell’ospitalità: può scrivere la verità con garbo, usando l’espediente di far intendere invece che dire”. Che mi fa, il 23 gennaio, questo campione del tatto sopraffino? Spara una ricostruzione del caso Boffo che per il Vaticano configura “una campagna diffamatoria contro la Santa Sede, che coinvolge lo stesso Romano Pontefice”. E meno male che Rodari è un maestro di garbo, sennò al Ratzinger venivano le stimmate e al Bertone le crisi epilettiche.
| inviato da malvino il 11/2/2010 alle 19:54 | |
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