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Diario


31 agosto 2006

Il caso Robert Lanza, ennesima "svista" del Foglio

L’affaire Lanza dà ennesima prova che nelle sue guerre culturali il Foglio è disonesto o è maldestro. Diamo per certo che non si tratti di disonestà: delle due ipotesi è quella indimostrabile, e perciò vale meno di niente. Vediamo quanto è maldestro, perché lo è di brutto. E questa, invece, è ipotesi dimostrabilissima.

In breve, per quanto possibile, il fatto. Un ricercatore dell’Advanced Cell Technologies, tale Robert Lanza, pubblica su Nature uno studio nel quale, ai media, pare che la cosa più interessante sia la seguente affermazione: «
Here we demonstrate that single blastomeres can be used to establish hES cell lines using an approach that does not interfere with the developmental capacity of the parent embryo». Traduzione: «Qui dimostriamo che singoli blastomeri [cellule che compongono la blastocisti, uno stadio dello sviluppo embrionario] possono essere usate per ottenere linee cellulari staminali [embrionali, ovviamente] utilizzando una tecnica che non interferisce con la capacità di sviluppo dell’embrione [cioè della blastocisti] dal quale essi vengono prelevati [“parent”]».
E’ questa la grande novità che i media s’affrettano a diffondere come possibile via d’uscita all’
empasse
etico rappresentato dalla distruzione dell’embrione per ottenere cellule staminali embrionarie? Non proprio.
Prelevare un singolo blastomero da una blastocisti senza distruggerla si fa
già, da tempo: nella cosiddetta
diagnosi pre-impianto
. Qui, si preleva una cellula dalla blastocisti, la si studia e, se risulta priva di difetti, si impianta quella blastocisti, che – a Dio piacendo – ha un regolare sviluppo, anche se le è stata asportata quella cellula da studiare.

Diciamo la verità: i media sono da tempo assai eccitati su ciò che avviene sul ring bioetica e seguono con palpitante orgasmo (qui “uno strabiliante trionfo del progresso scientifico”, lì “un’apocalisse della disumanizzazione”) ogni round del match tra libertà di ricerca e tuziorismo. Tifando coi toni che sono propri di questo o quello stile, i media tendono a marcare e, per ciò che loro compete e vien d’utile, a rimarcare quel bipolarismo etico entro il quale il tuziorismo arriva ad assimilare il concetto di persona umana al Dna, e la libertà di ricerca arriva ad assimilare la scoperta scientifica all’importanza del brevetto. I media non amano i toni misurati, perché non catturano l’attenzione, e poi la fretta nel trattare la notizia (spesso da semplificare fino ad esaurirla nello strillo d’un titolo) arriva talvolta – per non dire spesso – ad alimentare paure e speranze, rispettivamente assai al di sopra delle pur estreme e opposte implicazioni. Anche qui è assai difficile distinguere tra disonestà e maldestrezza, tra cialtroneria e pressappochismo, tra grancassa propagandistica e passaparola tra sordi.

I media battevano che finalmente era superato l’ostacolo prima insormontabile all’allestimento di linee di cellule staminali embrionali: si poteva prelevare una cellula dalla blastocisti senza provocare la morte della persona che essa rappresenta, indimostrabilmente. C’era dolo o malizia nello studio di Lanza che potesse dare il via al tam tam? Mah, chissà. Fatt’è che nel suo studio Lanza aveva scritto: «The biopsy procedure is similar to that used in IVF clinics worldwide, and could be used without affecting the clinical outcome». E cioè: «La procedura di prelievo è simile a quella comunemente approntata per la diagnosi pre-impianto e potrebbe essere impiegata senza rilevanze d’ordine clinico». Ma, allora, in cosa consisteva esattamente la novità? Nel fatto che prelevando un solo blastomero da una blastocisti, ma non a scopo diagnostico, si può ottenere una linea cellulare staminale; e che questo non significa necessariamente distruggere l’embrione.

Il fatto è, dunque, che prelevare una sola cellula da un embrione senza distruggerlo è già dimostrato possibile, si fa comunemente in tutti i paesi nei quali è consentita la diagnosi pre-impianto: quello che ha dimostrato Lanza è che da quella singola cellula si può ottenere una linea cellulare. Non è poco.

A Lanza interessava questo, non di dimostrare il già largamente dimostrato, cosa che avrebbe potuto fare solo impiantando la blastocisti privata di un blastomero. Che ha fatto della blastocisti privata di un blastomero? L’ha progressivamente smantellata per avere altre cellule per approntare successive linee staminali.

Ora vediamo come il Foglio porge la questione ai suoi lettori: «La mortificante smentita dell’ennesima conquista epocale in campo biomedico, e cioè lo sbugiardamento della scoperta di un sistema per ottenere staminali da embrioni umani senza distruggerli, annunciata con grande enfasi dai giornali di tutto il mondo la scorsa settimana, insegna che, prima di tutto, gli articoli scientifici andrebbero letti separatamente dagli annunci e dalle interviste piene di glamour pseudoscientifico». Sì, indubbiamente, e questo vale anche per il Foglio, anche se i suoi scopi sono diametricalmente opposti.
«Bastava leggere l’editoriale dell’ultimo Nature, infatti, per apprendere che “in the experiment, the embryos were dismantled cell by cell”, cioè “nell’esperimento gli embrioni sono stati smantellati cellula dopo cellula”» – e abbiamo già detto perché Lanza l’abbia fatto: non aveva da dimostrare il già abbondantemente dimostrato. Il Foglio riconosce che «Lanza ha utilizzato la stessa tecnica della diagnosi preimpianto, che per permettere il successivo impianto in utero degli embrioni manipolati [termine suggestivo, ma improprio per una diagnosi] prevede che da ciascuno di essi si isoli una sola delle otto-dieci cellule. Ma nel lavoro pubblicato su Nature questa tecnica è stata usata per prelevare la gran parte delle cellule», come appunto dicevamo.
«Tutti gli embrioni sono stati distrutti (non è stato scritto esplicitamente, lo si è solo lasciato intuire) perché la resa della tecnica è bassa. Lanza, come si è detto, ha infatti ottenuto solo due linee cellulari dalle novantuno cellule di partenza. Lo aveva notato, sul New York Times anche Leonard Kass, l’ex presidente del Consiglio di bioetica di Bush». «Non è stato scritto esplicitamente, lo si è solo lasciato intuire»: a chi lo si è lasciato intuire? Al Foglio e all’ex presidente del Consiglio di bioetica di Bush, che per la posizione dell’amministrazione Bush non è manco il massimo dell’imparzialità, oltre a essere pure un ex. Ma al Foglio basta per scrivere che Lanza ha raccontato balle in un’intervista sul sito della rivista Nature.
Che ha detto testualmente Lanza? Ha detto: 
«Quello che abbiamo fatto, per la prima volta, è creare cellule staminali embrionali umane senza distruggere l’embrione»
. E’ una bugia? E’ piuttosto un’improprietà da sbruffoncello. E’ sì la prima volta che da un singolo blastomero si ottiene una linea cellulare staminale (falliti due tentativi nel 1995 e nel 2005); ed è sì possibile non distruggere un embrione prelevando una sola cellula da esso, come si fa per una diagnosi pre-impianto; solo che non si è ancora certi che si stia prelevando la cellula giusta perché poi quella dìa la crescita della linea cellulare voluta.

Dimostrato in questo modo che uno sbruffoncello è uno scientista faustiano, il Foglio si affretta a mettere sugli altari l’esorcista di Mefistofele. E’ «Richard Doerflinger, vicedirettore delle attività pro life della Conferenza episcopale cattolica degli Stati Uniti», un altro campione al di sopra delle parti. Costui ha costretto «Robert Lanza ad ammettere che “gli scienziati hanno prelevato il maggior numero possibile di cellule da tutti gli embrioni, distruggendoli nel processo”», cosa che Robert Lanza aveva scritto bel bello nel suo studio. E’ quello che accade quando i lavori scientifici uno se li fa tradurre dalla Conferenza episcopale cattolica degli Stati Uniti [*].

[*] E’ comunque meglio che leggerli da soli. Infatti, per il Foglio, questa ennesima maldestrezza è molto meno grave di quella ormai famosa sul manifesto di Groningen. Ne abbiamo già parlato qui.
 




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57. Il seminarista sia munito di certificato medico

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30. A che serve più il vocabolario?
(8.7.2005)

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(21.6.2005)

24. Se poi vengono bene, l’autorità centrale vidima
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Ancora un piccolo sforzo, legalizziamo lo stupro
(3.6.2005)

20.
A chi fa i conti senza l’utero
(31.5.2005)

19.
Forse una destra decente è possibile
(27.5.2005)

18.
Il rischio di blandire i suscettibili
(24.5.2005)

17.
Toh, guarda, “la tentazione di passare al fronte dell’astensione”
(18.5.2005)

16.
Parlando serenamente, si trova sempre il modo di uscirne
(13.5.2005)

15.
Tra l’art. 7 e l’art. 8 della Costituzione
(10.5.2005)

14.
“I politici non capiscono mai niente, mai”
(5.5.2005)

13.
Parlare di embrioni da ex embrioni: non più
(3.5.2005)

12.
Beccaria e la misura di Ratzinger
(29.4.2005)

11.
Non invitate un falso liberale a un matrimonio gay
(27.4.2005)

10.
I cattolici liberali? Rivolgersi a Ratzinger, prego 
(22.4.2005)

9.
Il ricatto
(20.4.2005)

8.
Sotto chiave
(18.4.2005)

7.
Tirare sassi ai lumi
(14.4.2005)

6.
Promemoriam per Miriam
(12.4.2005)

5.
Semo ‘na manica de gente assai lasciva
(8.4.2005)

4.
No Taliban no Vatican: al di qua dello slogan
(7.4.2005)

3.
Il latinorum degli atei devoti
(5.4.2005)

2.
Il nodo genetico
(1.4.2005)

1.
La cosa per bene
(29.3.2005) 

 

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(giusto
per saperne
qualcosa
)


 

 

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