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il blog di Luigi Castaldi


Diario


29 ottobre 2006

Una lettera lasciata incompleta

Signor direttore, sul giornale da lei diretto, sabato 28 ottobre, in prima pagina, pezzo d’apertura, su due colonne, c’era un articolo dal titolo Morte di un’anima; stesse colonne, taglio basso, ce n’era un altro dal titolo Un problema filosofico, non scientifico. La prego di ascoltare bene ciò che ho da dire riguardo ad essi, perché motiva la diffida che apporrò alla fine di questa mia. Per il rilievo che il giornale da lei diretto dà alle cose scritte in quegli articoli, la mia diffida è a lei, anche se è fin troppo evidente che quella prosa non sia la sua, ma quella di un garzone di bottega, forse due, in omaggiante Variation. Mettiamola così. Uno, o forse due dei suoi garzoni di bottega hanno messo sul banco di vendita un prodotto pesantemente adulterato. O, meglio, un po’ più adulterato del solito. Suppongo che ci fosse il suo placet, e in ogni caso di chi vuole che sia la responsabilità? Da consumatore, dunque, le porto in direzione il prodotto in questione, e le dico: state un po’ più attenti a quello che smerciate.
C’è un “attacco neodarwinista all’idea di anima”. Si tratta di tipacci come Stephen Pinker, del quale si riporta la seguente frase: “La supposta anima immateriale può essere dissezionata con un coltello…”. Già che c’era, il suo garzone avrebbe potuto tradurre con scalpello lo scalpel della frase originale in lingua inglese, che su ogni dizionario sta per bisturi. Ma un bisturi, via, non è un coltello? E allora coltello ci sta a pennello: regge benissimo la suggestione dell’atroce violenza che questo darwinista vorrebbe fare all’anima immateriale (e pure alla persona, c’è da supporre) con la ricerca sul sistema nervoso centrale. Voilà, s’è messo un coltello in mano a Pinker, il darwinista: ora, a lasciarlo fare, quello ci affetta le meningi, come altri darwinisti vorrebbero affettare l’embrione. Per loro, “la coscienza è un prodotto dell’evoluzione”. La loro è “una dottrina che incoraggia la sopravvivenza degli adatti e l’estinzione dei deboli”, come dice Madeleine Cosman del City College nella convinzione che sia stato Charles Darwin a staccare la spina a Terri Schiavo. Ma, poi, il darwinismo è “una dottrina”? E, nel caso, “incoraggia” o si limita a descrivere un fenomeno detto selezione? Domande superflue, stabilito che Darwin e Hitler erano cugini.
“Secondo Francis Crick la coscienza è il risultato dell’oscillazione elettrica nei neuroni e la sua decifrazione certificherà la «morte dell’anima». Crick non ha fatto in tempo, è morto nel 2004”
. Hip-hip-hurrà (o alleluia) per la morte del cattivo, perché cercava di decifrare l’oscillazione elettrica dei nostri neuroni: se ci riusciva, ci ammazzava l’anima (e pure alla persona, c’è da supporre). Tipacci, ‘sti darwinisti. Per esempio, c’è quello che ha detto: “La filosofia sta alla scienza come la pornografia sta al sesso”, e già questo dà conto della loro rozzezza. Scostumati, poi. Per esempio, c’è quello che ha detto: “La visione di noi come «persone» è sbagliata quanto quella del sole che ruota intorno alla terra”. Ora dico: non è scostumatezza ricordare che la Chiesa sosteneva il geocentrismo come ora sostiene “la visione di noi come «persone»”?
Dov’è questo nido di vipere? “Al Salk Institute di La Jolla, in cima a una collina”. Qui, se era un film, il rumorista sparava un tuono. Zoom, macchina avanti: “Plotino e Ivan Pavlov, Cartesio e William James si amalgamano in un orizzonte filosofico, genetico e biochimico al centro di un’industria mastodontica e degli sforzi di truppe di neurologi, psicologi cognitivi, specialisti dell’intelligenza artificiale e, a profumare la melassa scientista, di filosofi”. Un’altra centrale darwinista è “il Neurosciences Institute, a pochi chilometri dal Salk”, fondato da Gerald Edelman – immaginatevelo con la faccia di Adolfo Celi in Goldfinger.
Che vogliono, ‘sti darwinisti delle neuroscienze? Dimostrare che la coscienza è una funzione organica, “il comportamento di un vasto agglomerato di cellule nervose”. E Dio? Veluti si Deus daretur, Dio ci azzeccherebbe niente?

Signor direttore, parto da questo: “Il neodarwinismo […] vuole dimostrare che la coscienza è un fenomeno biologico, al pari della digestione e del battito cardiaco […] Ma se fosse così, potremmo riflettere su noi stessi? Quale agglomerato chimico potrebbe elaborare un giudizio morale?”.
La risposta è affidata a Roger Scruton: “Il problema della coscienza è filosofico, non scientifico. Possiamo osservare i processi cerebrali, i neuroni e le sinapsi, mai la coscienza”. Si intende dire che non si potrà mai arrivare a decifrarli tutti? Può darsi, ma perché mai nuocerebbe tentare? O, piuttosto, si intende dire che la coscienza non sarebbe un insieme di processi cerebrali? In tal caso: non lo sarebbe in parte, o del tutto? Se non lo fosse in parte, nella coscienza dovrebb’esserci qualcosa di extracerebrale, senza la qualcosa i processi cerebrali non arriverebbero mai a realizzare coscienza; se non lo fosse del tutto, l’extracerebralità della coscienza dovrebb’essere totale, e dunque la coscienza si realizzerebbe fuori dal cervello.
Di grazia, di quale natura è l’extracerebralità della
coscienza? E soprattutto: perché mai la coscienza dovrebb’esserne composta, in parte o del tutto? Perché sarebbe “materia che la scienza non può investigare”? Una risposta mi pare che si possa trovare nel punto in cui il suo garzone scrive: “La biopsia della coscienza, tirata a lustro sotto il prefisso neuro, svilisce l’uomo raffigurandolo come un pezzo di Dna in un involucro di membrana e mucosa. Vita fertilizzata, ispezionata, compressa, iniettata, testata, gradata e approvata. […] Se l’origine di felicità e tristezza, virtù e vizio, affonda nel pantano biologico…”. Ecco il punto: quello “biologico” è sentito come il “pantano” dell’uomo.
E tenuto conto che ciascuno può parlare soprattutto per la propria coscienza, mi pare che la cosa riveli il malessere profondo di una coscienza che ha seri problemi col suo “pantano”, col suo “biologico”: al punto dal non farsi scrupoli nell’invocare l’aiuto di un “anziano filosofo ateo” (Anthony Flew) a dire che “parlare di coscienza significa parlare di fede”.
[Non saprei dire quanto corretto sia presentarlo come “ateo”, visto che Flew ha recentemente affermato che “prove scientifiche mostrano l’esistenza di Dio”. Eventualmente, ci fa sapere lei. Faccia con comodo.]

A questo stiamo. I neodarwinisti vorrebbero costringere la coscienza nel “pantano biologico”, riducendola a “comportamento di un vasto agglomerato di cellule nervose”, e questo “svilisce l’uomo”. Si può tollerare che i neodarwinisti lo sviliscano? Vogliamo fermarli? Fermiamoli dicendo loro che “parlare di coscienza significa parlare di fede”. E vediamo se così si fermano. Ma teniamoci pronti ad usare le maniere forti, giacché apporre il sigillo della fede sul geocentrismo non lo risparmiò. La Terra fu costretta a girare come un sasso qualsiasi, non più al centro dell’universo ma nel “pantano” di questa nostra molto periferica galassia. Un po’ più attento a quello che smercia, signor direttore…  




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(19.7.2006)

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104. Ancora su Marcello Pera
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102. Occhio, fratres!
(8.5.2006)

101. Diciotto volte Emma Bonino, fino alla fine
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Un'altra trappola: il Manifesto di Euston
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Benedetto figliolo!
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Quel che trattiene Magdi Allam
(1.3.2006)

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Vieni, Gunther, qui c'è un albero, è un pero
(27.2.2006)

81.
Un editoriale che vorrei lasciare incompiuto e senza titolo
(21.2.2006)

80.
Cavar soldi dal “matto”: in Vaticano ci si fa un pensierino
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79.
Escludendo che monsignor Maggiolini si sia presa una cotta per la Bonino
(9.2.2006)

78.
La questione è la libertà di espressione
(7.2.2006)

77.
Si tratta pur sempre di un sant’uomo
(1.2.2006)

76.
“La verità, vi prego, sulla carità”
(31.1.2006)

75. Ci dica l’ottimo Panebianco…
(23.1.2006)

74.
La figlia del console
(19.1.2006)

73.
Ratzinger e il decalogo
(18.1.2006)

72. “Il vero Israele” 
(17.1.2006)

 

71. Una dimenticanza di Angelo Panebianco

(16.1.2006)

70. Bonino o Santanché?
(10.1.2006)

69. Niente antidepressivi, grazie!
(4.1.2006)

68. “Ah, se Dio sopprimesse i peccatori!”
(2.1.2006)

67. Del Concilio Vaticano II non avete capito niente, gonzi!
(27.12.2005)

66. Un’altra mina l’Occidente: la pornografia
(23.12.2005)

65. “Fratello spermatozoo”
(20.12.2005)

64.
La mia superstizione è migliore della tua
(19.12.2005)

63. Riforma della Curia, anno 0
(14.12.2005)

62.
La goccia di veleno
(12.12.2005)

61. Non lo fo’ per piacer mio…
(Lettera aperta a Carlo V)
(6.12.2005)

60. Venerdì, sabato e domenica
(5.12.2005)

59.
Contrordine, figlioli, il limbo è una cazzata!
(2.12.2005)

58.
Tomista quanto non mai, il Ratzinger. Anzi assai tomo.
(28.11.2005)

57. Il seminarista sia munito di certificato medico

(24.11.2005)

56. Scherziamo? Scherziamo
(21.11.2005)

55.
La pazienza degli italiani
(17.11.2005)

54. Il fuoco amico di Croce e Gramsci
(16.11.2005)

53. Marcello Pera, croque-mort
(15.11.2005)

52. Semo romani, damose da fa’
(11.11.2005)

51. Coi soldi di Sir Templeton
(8.11.2005)

50.
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(27.10.2005)

49. Chi glielo dice a Marcello Pera, di farsi da parte?
(20.10.2005)

48.
Sua Santità, Anacoluto I
(17.10.2005)

47.
Un dubbio: mettere in dubbio il dubbio?
(14.10.2005)

46.
Capriccio
(10.10.2005)

45.
Buona conversione!
(7.10.2005)

44. Se il legislatore non è un fesso (e non è un fesso)
(4.10.2005)

43. L’orecchio di Dionigi
(29.9.2005)

42. Fiuggi: i tg di prima sera non possono più glissare
(26.9.2005)

41. La colomba e il leopardo
(21.9.2005)

40. Ratzinger apre la caccia al ricchione
(19.9.2005)

39. Caro Silvio Viale, vai avanti!
(15.9.2005)

38. “I politici cattolici lo sono in particolare”
(12.9.2005)

37. L’aggettivo “clerico-fascista”
(6.9.2005)

36. Il “vuoto” liberale
(1.9.2005)

35. Troppo vento a Colonia
(29.8.2005)

34. Gli ebrei, il solito nervo scoperto
(28.7.2005)

33.
Plinio Corrêa de Oliveira
(22.7.2005)

32. Questo non è altro che quello
(19.7.2005)

31. Due etti di quello buono (salumeria Sodano)
(13.7.2005)

30. A che serve più il vocabolario?
(8.7.2005)

29. Orsina, cioè Ferrara, cioè Ruini
(5.7.2005)

28. Vediamo se esistono ancora, quei socialisti
(1.7.2005)

27. Neofascisti, cielli, foglianti: bingo!
(27.6.2005)

26. Si lasci riposare in pace Benedetto Croce
(23.6.2005)

25. Se il pastore lo chiama gregge, ci sarà un motivo
(21.6.2005)

24. Se poi vengono bene, l’autorità centrale vidima
(15.6.2005)

23. Un occhio di riguardo per il Testaccio
(13.6.2005)

22. Fides et Ratio: un esempio e un paradigma
(7.6.2005)

21.
Ancora un piccolo sforzo, legalizziamo lo stupro
(3.6.2005)

20.
A chi fa i conti senza l’utero
(31.5.2005)

19.
Forse una destra decente è possibile
(27.5.2005)

18.
Il rischio di blandire i suscettibili
(24.5.2005)

17.
Toh, guarda, “la tentazione di passare al fronte dell’astensione”
(18.5.2005)

16.
Parlando serenamente, si trova sempre il modo di uscirne
(13.5.2005)

15.
Tra l’art. 7 e l’art. 8 della Costituzione
(10.5.2005)

14.
“I politici non capiscono mai niente, mai”
(5.5.2005)

13.
Parlare di embrioni da ex embrioni: non più
(3.5.2005)

12.
Beccaria e la misura di Ratzinger
(29.4.2005)

11.
Non invitate un falso liberale a un matrimonio gay
(27.4.2005)

10.
I cattolici liberali? Rivolgersi a Ratzinger, prego 
(22.4.2005)

9.
Il ricatto
(20.4.2005)

8.
Sotto chiave
(18.4.2005)

7.
Tirare sassi ai lumi
(14.4.2005)

6.
Promemoriam per Miriam
(12.4.2005)

5.
Semo ‘na manica de gente assai lasciva
(8.4.2005)

4.
No Taliban no Vatican: al di qua dello slogan
(7.4.2005)

3.
Il latinorum degli atei devoti
(5.4.2005)

2.
Il nodo genetico
(1.4.2005)

1.
La cosa per bene
(29.3.2005) 

 

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