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malvino
il blog di Luigi Castaldi


Scrivi, Malvino ti risponde.


13 dicembre 2005

Scrivi, Malvino ti risponde

                               

Caro Malvino, […] leggendo il suo post “Il liberalismo ben temperato” mi sono chiesto se per lei ci sia un ‘liberalismo migliore di un altro’…

                                                                               M.D.L.

Gentile M.D.L., credo che lei abbia voluto pormi la domanda che solitamente capita a fagiolo in un’intervista: qual è la sua Bibbia? Apprezzo il modo cortese col quale l’ha posta, per quanto nella sostanza – capirà – ora io mi senta proprio fagiolo. E dunque a una domanda posta con tale cortesia rispondo, epperò con un po’ di timidezza, con la paura di farci la figura di qualcosa che abbia la stessa forma di un fagiolo. Faccio per farle un esempio: ha presente quel fessacchiotto che prima scacazzava in rete con molta maggior frequenza e oggi – lode a Dio! – si limita a un post ogni dieci giorni, più che altro per bisbeticare di/a/da/in/con/su/per/tra/fra il suo aggregator, L’Isola-che-non-c’è? Ha presente? Sì, quello. Bene, ha notato? Ha scelto per il suo blog il nome di battesimo di von Hayek, un po’ come avrebbe fatto la blogger sedicenne fanatica del Pitt col suo www.brad.it. Sarà che ho un’indole barbina, ma di Scritture e relativi Estensori non m’è mai piaciuto far stendardo. Mi piace Kafka, ma non direi sono un Franzista, insomma. Fatta questa premessa (avrà visto ch’era piena di premure), le trascrivo alcuni stralci dall’introduzione di un libro che mi ha – come dire – lasciato l’impronta che oggi mi si legge in faccia. Questo tipo di liberale io son. E in calce al brano che le allego troverà il nome del liberale cui sono più vicino. Ma senza troppa confidenza. In fondo, chissà se ha l’alito che gli puzza, chissà se il libro l’ha scritto veramente lui, chi cazzo lo conosce personalmente? Eppoi, che abbia preso pure un premio Nobel mi fa esser diffidente. Comunque…

“Coloro che vanno alla ricerca di descrizioni specifiche sulla ‘buona società’ non le troveranno in questo scritto. Dar conto delle mie preferenze private non sarebbe né producente, né interessante. Non rivendico al cun diritto di imporre agli altri queste preferenze, anche se mi dovessi limitare ad un ‘opera di meta persuasione. Con queste asserzioni introduttive voglio esprimere implicitamente il mio dissenso nei confronti di quanti credono come Platone che ci sia una ‘verità’ nella politica, che non vi sia altro da fare se non scoprirla, e che, una volta scoperta, si possa essere in grado di spiegarla a uomini dotati di ragione. Noi viviamo in società in quanto l’organizzazione sociale ci fornisce mezzi efficaci per il conseguimento dei nostri obiettivi individuali e non perché la società ci offra i mezzi per arrivare a qualche beatitudine comune e trascendetale. […] Il mio approccio è profondamente ‘individualistico’, in senso ontologico-metodologico, sebbe l’adesione piena a questo principio sia abbastanza problematica così come sono differenti le sue interpretazioni. Il che non implica che si tratti di un approccio personale, e che all’individualista metodologico sia necessariamente preclusa la proiezione dei suoi propri valori. Il suo ruolo deve rimanere più circoscritto rispetto a quello del collettivista-elitista al quale si si richiede di specificare gli obiettivi dell’azione sociale indipendenti dai valori individuali, diversi dai suoi obiettivi personali e da quelli del suo gruppo. Al contrario, l’individualista è indotto a riconoscere la reciproca esistenza di individui associati, che hanno anch’essi dei valori; l’individualista viola i suoi precetti fin dall’inizio quando e nella misura in cui valuta gli uomini secondo pesi e misure differenti. Egli non può semplicemente giocare a essere Dio, non importa quanto pretenda di farlo per divertimento; la tracotanza non può rendere il senso del suo atteggiamento. […] L’approccio deve essere ‘democratico’, e in questo senso costituisce una semplice variante alla regola che definisce l’individualismo. Ciascun uomo conta per uno, e questo è quanto. Una volta accettata per intera tale premessa di base, sembra presentarsi una via di fuga dal cinismo. Una situazione è giudicata ‘buona’ nella misura in cui consente agli individui di realizzare quel che vogliono, qualunque cosa sia, con l’unico limite costituito dal principio dell’accordo reciproco. […] Nei miei pensieri più intimi e personali possono non ‘piacermi’ i risultati che si osservano in un regime che permette agli altri uomini di essere liberi, ed inoltre posso perfino non assegnare un alto valore soggettivo alla mia stessa libertà ottenuta a prezzo della coercizione di altri individui. Tali ordinamenti soggettivi di valori possono pure esistere, ma il punto che merita di essere sottolineato è che il ruolo dominante della libertà individuale è imposto dalla metodologia individualistica e non da valutazioni soggettive di questa o quella filosofia sociale” (James Buchanan, I limiti della libertà, Rusconi 1998). Opacamente, ma riconoscibilmente mi rispecchio. Sì, sarei quello, suo 
                                             
Malvino




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20 settembre 2005

Scrivi, Malvino ti risponde ("Ah, che andazzo!")

 La palloccolosa maieutica di un lettore malmostoso 

     Caro Malvino - Venerdì usando un procedimento maieutico ero riuscito a far capire ad una ragazza che lei voleva a tutti i costi andare al cinema con me. Avevamo trovato l'accordo per questa sera alle 22:35 al multisala per vedere "The island". Ieri mi ha spedito un SMS chiedendomi se avevo nulla in contrario se veniva anche un suo amico. A me il film interessa poco o nulla, ma poter stare solo con lei non mi dispiacerebbe: ne consegue che qualcosa in contrario lo avrei. Come faccio a farle sapere, senza dirlo esplicitamente, che le mie intenzioni non si limitavano alla visione di un film (che la critica ha anche definito mal riuscito, usando un eufemismo) ma soprattutto allo stare un po' in sua compagnia, soli nella moltitudine della gente. Uso l'induzione? Cordiali saluti,

 Mirko Morini, via Internet    

     “Opzioni”, “Rispondi”, “Mi dispiace sì, che domande. Secondo te perché avevo scelto un film insulso e noioso?”. Io, però, non mi sarei messo nella sua situazione, gentile Morini. Maieutica per maieutica, sarà che l’induzione non si spreca, avrei cercato di farle capire che lei voleva a tutti i costi essere legata sul letto di casa mia.
                                                                                                                                      




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26 maggio 2005

Scrivi, Malvino ti risponde

Caro Malvino, leggo Mary Warnock sul Foglio: "non so quanto sia realistica questa paura o se si rivelerà essere una semplice fantasia.  Sono certa di una cosa: permettere ai genitori di stabilire che i figli siano di un certo tipo sarebbe un disastro".  Ora capisco cosa intendano fare quelli, illuminati, che non battezzano i figli. Ti abbraccio 
                                                               Francesco Nardi

Caro Francesco, ho pensato la stessa cosa, quando stamattina ho letto la signora, ma non riguardo al battesimo, piuttosto al condizionamento catechistico dell'infanzia. Ne ho cavato una letterina al Riformista che ora ti spedisco via e-mail, perché postarla qui in anticipo irriterebbe il caro Antonio, dovresti sapere. Ti saluto e ne approfitto per invitarti a Roma il 17-19 giugno all'Ergife: per discutere di cosa fare della vittoria, se si raggiunge il quorum, o di come organizzare la resistenza, se non lo si raggiunge (pisciare nelle acquasantiere, per esempio).
 


                    




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7 marzo 2005

Scrivi, Malvino ti risponde

Egregio Malvino, una domanda secca: un aborto spontaneo è omicidio colposo o suicidio? Distinti saluti,
                                                                                     Mirko Morini

Egregio Morini, una risposta secca: è volontà di Dio, vallo a capire. Cordiali saluti,

                                                                                     Malvino




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28 febbraio 2005

Scrivi, Malvino ti risponde

Egregio Malvino, secondo lei il dott. Castaldi è consapevole del fatto che con il comportamento che sta tenendo si preclude la possibilità di seguire un'eventuale gravidanza del Papa (sappiamo tutti che non ci dobbiamo sorprendere di nulla, benché l'età sia avanzata) e di presenziare alle conseguenti puntate speciali in prima serata di Porta a Porta? Distinti saluti,

                                                                       Mirko Morini

Caro Morini, lei era una così bella penna, che le succede? 

                                                                       Malvino

Replica

Le cause della regressione sono presto identificate: impiego a tempo pieno in attività di ricerca ingegneristica che implica la lettura di articolo in inglese e scritti da ingegneri (da leggersi con voce fantozziana); abbandono della quotidiana lettura dell'Indipendente per incompatibilità (giornale non sostituito per fedeltà); abbondono della casa natia con conseguente impossibilità di usufruire dei programmi di Sky (checché se ne dica la TV fa bene al cervello) e della TV in generale; imbarbarimento del dibattito politico in generale; pornografia; varie ed eventuali; aggiunga lei.

                                                                      Mirko Morini

Lei è perfettamente scusato, d'altronde non m'era mai cascato dal cuore.

                                                                      Malvino




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17 febbraio 2005

Scrivi, Malvino ti risponde

Caro Malvino, Lino Jannuzzi ha le stesse iniziali di Jennifer Lopez. Tu che te ne intendi, non credi che, con la grazia, abbia avuto pure lo stesso culo? Tuo
                                                                              Francesco Nardi
Lino Jannuzzi è sempre stato un gran donnaiolo e non ha mai perso lo smalto. Ciampi è stato messo alle strette: dargli Grazia era il modo più indolore di fargliela far Franca. Tuo
                                                                              Malvino
P.S.: Diamoci una calmata, ché ci stiamo natalinorussoseminarizzando.

 




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26 gennaio 2005

Scrivi, Malvino ti risponde

Caro Malvino, sono una donna di 43 anni, sposata e con prole. Ho ricevuto un'educazione cattolica e peraltro ho pure frequentato la Parrocchia e una Comunità di base, negli anni '70, e ci credevo in Gesù. Nonostante tutto la mia femminilità e la mia sessualità sono cresciute esuberanti e il maschio mi piaceva sin da ragazzina e crescendo ho capito che il cazzo mi piaceva un casino. Però sai qualche senso di colpa lo provavo e infatti spesso i miei fidanzati impazzivano: prima con i miei pompini, poi con le mie menate e la mia freddezza. Ero un po' mattachiona, lo ammetto. Poi sono cresciuta, mi sono sposata e ho fatto dei bei figli. Con mio marito scopo ancora bene, ma negli ultimi tempi mi sono concessa qualche trasgressione. Un paio di amici ai quali non gliela avevo data (giusto qualche sega), un antico fidanzato che ancora mi attizzava, e insomma ci abbiamo dato dentro tutti e quattro e loro mi hanno scopato per ore, venendomi contemporaneamente sulla faccia e sulle tette: un'apoteosi... Dopo però, gli amici e l'antico moroso, sono stati un po' in ansia. Conoscendomi hanno pensato: magari questa ci spara una grana, è sempre un po' mattacchiona. Beh, caro Malvino, quando li ho visti sospettosi e tutti carini carini, ho capito cosa gli frullava per la testa. E uno di loro allora mi ha chiesto: come va?, tutto bene? Benissimo, ho detto io, anzi: mi sta venendo il senso di colpa di non avere nessun senso di colpa. Ne abbiamo riso a crepapelle e dopo un po' ho scopato nuovamente con il vecchio fidanzato. Due giorni dopo sono tornata a casa contenta di rivedere mio marito e i miei pargoli. Ero serena. Poi ho cominciato a leggere il tuo blog, tutta questa storia della religione cristiana, dei dogmi, degli atei devoti eccetera. Ma io dopotutto mi sento una buona cristiana anche se il cazzo e i cazzi, mi piace e mi piacciono. Che ne pensi? Ciao
                                                                      Eva Passera
Cara Eva, permettimi innanzitutto di raccogliere tutta la materia davvero enorme che mi metti innanzi (forse neppure immaginando quanto sia enorme)  nelle due tracce che fanno della tua lettera un falso. Primo, parli di sesso come se fossi un maschio. E che maschio, accipicchia. La tua sessualità è da fumetto primi anni Settanta, insomma "SWAAAP", "TROMB TROMB" e "SBOOOOOOARRRR". E poi una donna, quando parla dei suoi figli non può mai fare a meno di dire almeno quanti sono, se maschi o femmine, tu sei troppo vaga; una donna spende entusiasmi descrittivi su quello che viene prima del coito, sul coito stesso, non sulla lisi d'esso. "Apoteosi" poi - solo un maschio definisce a quel modo un'eiaculazione. Secondo, tu sei cristiana come io sono induista, faccio per dire. Prima di passare a rispondere alla tua domanda, però, se cioè io veda una contraddizione tra il tuo essere cristiana e il fatto che ti piaccia il cazzo in metonimia e in litote, permettimi di chiarire perché ogni possibile risposta non possa che esaurirsi in queste due tracce. Parto dalla seconda. Tu dovresti ben sapere che il Magistero affiderebbe al tuo esser donna (se davvero lo sei, nonostante il tuo parlar da maschio) diverso fare, diverso dire. La fedeltà al tuo sposo, il sesso come suggello al sacramento di carne e anima che sarebbe il matrimonio, il senso del peccato, il timor di Dio - permettimi, cara Eva, anche se al cristiano piace fare gli affarini e gli affaracci suoi con la scusa che poi basta pentirsi e gli viene perdonato tutto, dov'è il tuo pentimento? Il cristiano dà il meglio di sé stesso quando si batte il petto. Tu stessa, invece, ammetti che l'unico rimorso che hai avuto in queste tue sei pagine di fumetto sia stato quello di non averne avuto alcuno. Non lo stai chiedendo a me, sei tu che lo stai chiedendo a te stessa: come posso essere cristiana? E poni la domanda a me solo perché in questo blog si fa riferimento spesso (pure troppo, forse) all'assurdo razionale dell'esserlo che si risolve (non può risolversi diversamente che) con la fede, l'abiura della ragione, l'abbandonarsi alla rivelazione. E la rivelazione ci va giù di brutto, come in un fumetto primi anni Settanta, "ZAC", STUMP", "SCIAFF". Ecco perché - e passo al primo punto - secondo me tu non sei donna, ma un maschio che proietta sulle donne il suo desiderio, amandone riavere (oserei dire: esigendone, sennò mette su il broncio) il ritorno di investimento libidico. Una donna di quel genere - permettimi - non esiste. Nel senso che non ragiona come ragioni tu nella tua lettera, al massimo lo lascia credere perché si è affezionata all'uomo che se lo aspetta. E dunque riassumendo: tu sei un maschio; sei un maschio che è cristiano solo perché è stato battezzato e ama le tradizioni come se fossero la lasagna di mamma, il campetto di calcio delle scuole medie, l'odore di lavanda che viene dal cassettone delle mutande. In te la tradizione non è viva, né culturalmente (perché di cristiano ha solo ciò che il cristianesimo ha rubato al mondo pagano), né religiosamente (ti risparmio i lemmi della catechesi in attinenza a ciò che raccontavi) - non ti vive dentro, ti agisce come appartenenza a un nucleo storico-antropologico, insomma è un habitus che togli e metti a piacimento. Sei dunque un deradicato - e, in questo, l'attaccamento a ciò che dici cristiano (parrocchia, comunità di base, ecc.) è un album di ricordi personali, l'ecclesia ci svuallarea dentro, "SWUALL SWUALL" . Saresti musulmano, se nato in Iran, e, se nato in Thailandia, saresti un buddista, ma ovviamente pro pagoda tua. Qui, in questo blog, non s'è mai detto che il cristiano ce l'ha moscio e la cristiana è frigida - s'è fatto intendere che gli si drizza e le si bagna, solo se (in quanto "perché") peccato: di cui pentirsi. E infatti il primo e il secondo punto di cui qui ti parlavo, cara Eva, sono nell'uso che fai della parola "trasgressione": né da donna, né da cristiana, né (il che non è la somma, né il prodotto delle due cose) da donna cristiana. Ecco quello che - "MUMBLE MUMBLE MUMBLE" - io ne penso. Coi miei rispetti,
                                                                     Malvino




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21 gennaio 2005

Scrivi, non è detto che Malvino possa risponderti

Simpaticamente compulsato da due affezionati lettori di codesto blog, esprimo qui le mie impressioni su due interessanti aspetti da essi sollevati in relazione alle recenti disposizioni del Ministero della Salute in ordine a prevenzione di sovrappeso e obesità: (1) Qual'è il corretto uso della cintura misura-pancia che gli esperti di Sirchia hanno intenzione di inviarci a casa? [Carlo] (2) Perché i prodotti ipercalorici non recano scritte analoghe a quelle dei preparati a base di tabacco? [Guido]. Orbene, il tono un po' stronzetto, e spocchiosino, che ho fin qui tenuto - avete percepito? sembrava l'inizio di una riposta di Sergio Romano - è forse il più verace indicatore del mio imbarazzo. Sono queste le volte che io ho vergogna d'esser medico - intendo dire: vi giuro sul sangue di mia madre, non tutti i medici inventano cinture di quel tipo, non tutti i medici considerano un babà stricnina. Io sarò atipico, non nego, ma penso che non spetti al medico dire "tu devi fare questo", ma più semplicemente " se fai questo, è probabile che accada questo; se fai quest'altro, quell'altr'ancora; e a questo che è accaduto, per questo, questo e questo, si può riparare in questo modo, o in questo o quello; stop, prego, ottanta euro, di là la signora le fa la ricevuta". "Tu devi fare questo" lo può dire mamma, la direttrice del collegio, la moglie scassacazzi, quella brunetta sexy col guinzaglio nel carcere iracheno - non un medico. Ordunque, caro Carlo, intendo la venatura ironica della tua domanda. E' chiaro che 102 cm per i maschietti e 88 cm per le femminucce siano misure scelte a cazzo di cane, perché questa soglia non può valere per chi è alto un metro e trenta e per chi due metri. Né ovviamente per chi è affetto da priapismo con pene dal diametro di otto centimetri che come l'ago d'una bussola punta fisso a nord. Neppure per gemelli siamesi, tantomeno per donne incinte, meno che mai per chi è secco secco ma è afflitto da meteorismo, o ha una cirrosi con copiosa ascite, o ha un cistoma ovarico di dodici chili, o ha un alien in sedia a sdraio nella pancia. In quanto al memento mori sul bicchierone di Nutella, caro Guido (ohilà, sappi, carino, ti penso sempre) io credo che dovremo attendere parecchio: innanzitutto perché sarebbe impromptum di coerenza (il che da un Ministero è vano attendersi), eppoi perché mangiare in modo scombinato compensa sessualità, aggressività, fallimenti, sensi di vuoto, gran gamma di scontenti - tutta roba impossibile a contenere neanche se il Ministero chiama come consulente Hegel. Ecco, questo è tutto. 

Poscritto: La rubrichetta "Scrivi, Malvino ti risponde" era nata per domande meno serie. Io come esperto di cose mediche sono molto, ma molto poco divertente. Se è questo che ci si aspettava. Che cazzo, nessuno mai che scriva: "Ho un fidanzato con le creste di gallo in culo? Che dici, Malvinuzzo, è ricchione?", oppure - ecchennesò - "La mia ragazza ha ingoiato una gruccia. Donde gliela sfilo?". Mai. Solo domande di quelle che fanno a Sergio Romano. Che sfiga.




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8 gennaio 2005

Scrivi, Malvino ti risponde

Caro Malvino, io non so più dove nascondermi. Essì, perché potevo sopportarne una, isolata, ma non due. Insomma, come faccio, adesso, a prendere il mandolino e a cacare i timpani alla gente, serenamente, come sono solito fare ogni giorno, dopo che mi sono preso un altro cazziatone da Pierluigi Diaco?[scusate la parola]  E ci vuole una certa faccia tosta a buttare ancora le carte dal finestrino dopo che lui ci ha regalato un concerto, e ci vuole proprio la capa di merda  a dimenticare  sulla panchina, così,  impunemente,  la carta delle nocelle della festa dell’unità. No, no, è inutile che ci affolliamo alla Feltrinelli a fare finta di leggere, saremo pure liberali o acquaiuoli di sinistra ma siamo napoletani; Diaco[scusate la parola] se ne è accorto, e questa volta non sembra proprio intenzionato  a farcela passare. Ma noi abbiamo avuto Giambattista Vico e Benedetto Croce! E chi se ne fotte; abbiamo pure  Marco De  Marco e  Diaco[scusate la parola] ce lo dobbiamo tenere in prima pagina sul Corriere del Mezzogiorno. Oggi,  proprio mentre impastavo la pettola della pastiera, me lo sono ritrovato sulla prima pagina del Foglio. Si, si, per me è la prima pagina, io di solito prima sputo in faccia a Boncompagni e poi mi leggo il giornale.  E che ti devo dire, Malvino mio? Tu non sei dolce di sale, lo so, e una mala parola ti sarà scappata pure a te. Essì, perchè  farsi cazziare da Diaco[scusate la parola], così bello-e-buono,  ti intossica ragionevolmente la rassegna stampa del sabato, che poi per me è quella ricca, perché supero la soglia psicologica dei 5 euro di quotidiani.  Io non voglio dire che Diaco[scusate la parola] sia un cattivo uaglione,  mi sta antipatico ma questo non significa niente, mi sta antipatica tanta gente. Io penso che una persona sia apprezzabile se si dimette da SkyTg24 perchè non vogliono farla parlare di Napoli e dei suoi problemi[in questo periodo non l’ho nominato, scusate il pensiero] ma se poi di sabato, tra la rassegna stampa e la pettola della pastiera di cui sopra, uno mi viene a dire “non fare il napoletano” io poi che faccio? E’ capace che mi sento male, mi si arravogliano gli intestini e mi passa pure la fame. E siccome tu mi capisci, e tieni una rubrica su un quotidiano, devi dirglielo a Diaco[scusate la parola], e pure a nome mio, Caro-come-ti-chiami, grazie dell’ interessamento, ma stavolta hai cacato fuori del Foglio.                                   

                                                                                       Francesco Nardi

Martedì gliene dedichiamo due.

 




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27 ottobre 2004

Scrivi. "Malvino" ti risponde.

Caro Malvino, oggi ho buttato un eurino. Nardi, dirà,  ne butta via tanti che vuole che sia uno in più... Ed invece si da’ il caso che a quell’eurino d’oggi ero particolarmente affezionato. Sarà che l'ho sottratto ad un parcheggiatore, simpaticissimo,  pluri-operato al cervello che davvero se lo merita, l’eurino; sarà che un caffè alla faccia di gbg ha sempre il suo fascino. Insomma st' eurino me lo sono proprio intossicato. Ci avvisi, nostro faro dell’epistola,  quando non ci si concede né gratis né a pagamento,  che qui si è disoccupati. Indipendente-mente suo, 
                                                                       Francesco Nardi
Gentile Nardi, diletto mio, fulgido esempio del perfetto lettore delle mie povere e affaticate cosucce, solido virgulto, cumulo ben assemblato di molte specchiate virtù - insomma, gentile Nardi: io la ringrazio di questa letterina, perché mi dà l'occasione di spiegare alcune cose che mi premevano. Io, vede, sono un atipico. Come blogger, non c'è nemmeno bisogno di spiegarlo - lei m'ha conosciuto di persona: non porto basette lunghe, non ho piercing, non sono in cerca d'una prima occupazione, non m'ha lasciato la ragazza, non mi drogo, non voglio diventare giornalista - insomma, una gran chiavica di blogger. Come scrittore, non ne parliamo: diciamo, piuttosto, scrivente. Sul tipo di scrittura, poi, sorvoliamo ch'è meglio: leggo la prosa di Ardengo Soffici, e mi viene l'ulcera dall'invidia: non riuscirò mai a cavar niente di buono da questo mozzicone di matita. Non paia vana ciancia questo sperpetuare, ché arrivo al punto, al suo punto. E visto che a un atipico del mio genere non poteva che capitare anche un direttore atipico - atipicissimo, in verità: nello specifico che qui s'adatta a mo' di lucchetto, un direttore che mi è lettore di blog (ma, dico - e lo dico anche a lui, se sta leggendo: un direttore legge blog? vergogna!) - visto questo, nell'ordine dell'atipia fin qui espressa, ergo: 1) al direttore piace, che dico "piace", il direttore gode a rispondere alle mie letterine che gli invio; se è fuori sede e non può meditare la risposta, la mia letterina non esce; è la quarta volta, o quinta,  che accade su una sessantina di mail, e non posso farci niente: una volta la Fiera di Francoforte, una volta la cacarella, un'altra volta una passione misteriosa e travolgente che ce lo tiene via sei giorni - e tac, ci salta il continuum. Né lo so io, in anticipo. E' fatto così, fa disperare caporedattore, corrispondenti e segretarie: mi chiede un pezzo entro le 17.00 e urla che è maledettamente urgente, poi me lo pubblica 12 giorni dopo. L'ho minacciato, gentile Nardi, non creda che non l'abbia minacciato, lei mi conosce: ho detto "lo faccia un'altra volta e la sfregio con l'acido", ma niente, m'ha sorriso al telefono. Come si possa percepire un sorriso al telefono, non mi dilungo. Però, va bene. Mi vizia, mi rispetta e, più passa il tempo, più gli voglio bene: poi, ovviamente, si sa, le cose possono cambiare da un momento all'altro. In quanto al suo eurino, non tema: metta da parte le copie che ha comprato e sulle quali non c'ero, ché quando ci vediamo la prossima volta, facciamo il saldo. 2) Con molto affetto e qualche salamelecco, suo
                                                                                                         Malvino




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1 settembre 2004

Scrivi. "Malvino" ti risponde.

Caro Malvino, se l'acronimo F.C. è utile a fanculizzare un "giornalista" e quello F.N. è in grado di fascistizzare Barnaba in "Forza Nuova". Anagrammando L.C. e svelando il relativo acronimo si riesce ad intossicare un amico dandogli di adepto di Comunione e Liberazione? E non mi risponda: Fanculo Nardi.
                                                                                                                Francesco Nardi
 
Fanculo, Nardi!
                                                                                            




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15 luglio 2004

Scrivi. "Malvino" ti risponde. (3)

Caro Malvino, confessalo, siete in più di uno a scrivere su questo blog, se no é impossibile che uno solo scrive tanto. (...)  M. D. G.

Caro M.D.G., tralascio il resto della sua lettera, perché senza adeguate indagini non mi vorrei esprimere circa i disturbi della sua ragazza. Supporrei Thrycomonas, ma sarebbe necessario un tampone vaginale o almeno un vetrino a fresco. Mi limito invece a rispondere ai problemi sollevati nel suo incipit, qui riportato. Su "Malvino" scrive uno solo; è possibilissimo, sì, che uno solo scriva tanto; al posto di "é" le consiglierei "è"; e, mi raccomando, benedetto ragazzo con la fidanzata leucorroica, i congiuntivi: "è impossibile che uno solo scriva", invece di "é impossibile che uno solo scrive". Comunque sì, gli ovuli si possono mettere anche durante le mestruazioni, il loro effetto è attenuato solo in minima misura. Saluti.




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3 luglio 2004

Scrivi. "Malvino" ti risponde. (2)

Caro Malvino, sono due mesi che in questa casa io e il mio coinquilino litighiamo per una padella. Lui ritiene di averla comprata in un raffinato negozio di pentole firmate, e ha pure un testimone che conferma la sua versione. Io, invece, ribadisco che è proprio con quella padella che faccio dei sovrumani spaghetti alla carbonara. Il punto è che questo piatto lo preparavo con quell'arnese ancor prima di venire a vivere in questa casa. Ora che devo di nuovo cambiare casa, la padella la rivoglio indietro, perché è mia. Lui, ovviamente, non me la vuole ridare. Cosa devo fare? La prego, mi aiuti. E' questione di vita o morte o carbonara.

Daria Camera

Se c'è un testimone che conferma la versione del suo coinquilino, le cose sono due: o s'è messo d'accordo col testimone o la padella è veramente sua. In tutte e due i casi, gentile Daria, non le resta che impossessarsene con destrezza. Al momento, faccia finta di aver rinunciato ad accampare pretese sul prezioso oggetto. Organizzi una cena d'addio la sera prima della partenza da quella casa e inviti, tra gli altri, un complice che si presenterà con sacca o zainetto, come dopo una seduta in palestra. Insisterà a voler rigovernare dopo cena e passerà la padella al complice, dopo averla lavata.


 




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2 luglio 2004

Scrivi. "Malvino" ti risponde. (1)

Cazzo, ce ne sono maniaci delle lettere in giro! Veri serial mail, madonna mia! Neanche il tempo di postare il post qui sotto e mi arriva la prima letterina:

"Caro Malvino, il mio fidanzato insiste, vuole che mi faccia il piercing clitorideo, dice che l'idea l'arrapa. In un momento di debolezza gli ho detto sì ed oggi alle 17.30 mi ha fissato un appuntamento con un piercer di sua fiducia. Sono disperata, che devo fare?

Ornella Ognissanti, Afragola"

Dàgli buca.




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2 luglio 2004

Scrivi. "Malvino" ti risponde.

'Sto blog va bene, cazzarola. Va meglio di quanto prevedessi. E a chi devo esserne grato? Via, ché lo sapete, ciccini miei: a voi. A voi che pien di rispettosa devozione venite qui ogni giorno o quasi. Fatevelo dire: vi adoro, siete strepitosi, ecc. Ergo, ho interrogato la mia gratitudine: "Che posso fare per questi 7 disperati che cliccano ciascuno 30 volte al giorno per un totale medio di 210 accessi/die?" La gratitudine ha risposto: "Apri un angoletto della posta, fesso". Pur constatando, in tal guisa, che forse do troppa confidenza alla mia gratitudine, ho convenuto ch'era una bella idea. E dunque: scrivete, "Malvino" pubblicherà le vostre lettere, con congrua risposta. Volete un consiglio per le mestruazioni dolorose? Un parere sulla fidanzata che ve lo succhia con distacco e sufficienza? Un consiglio sugli investimenti mobili, immobili e semimoventi? La ricetta della frittata di maccheroni? Un'analisi sul medio-oriente? Una parolina buona prima di andare a letto? Nulla sarà lasciato inevaso, tranne ciò che palesemente risulterà oziosa insolenza o, peggio, molestia. Vi prego, nulla v'è che non possa dirsi in 900 battute e 15 righe, contenetevi. Scrivere a: ivan_malvino@libero.it . Ho l'antivirus, però cerchiamo di non fare gli stronzi. Bacini.




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Gli editoriali per Notizie Radicali


172. Urbi et orbi, la Marcia di Pasqua è inesistente
(11.4.2007)

171.
Addio, radicali. Arrivederci, liberali
(4.4.2007)

170.
La materia oscura
(30.3.2007)

169.
L’eroica lotta del prode Bandinelli
(20.2.2007)

168.
E a questo stiamo
(19.2.2007)

167.
Tra il sacro e la secolarizzazione
(16.2.2007)

166.
La smetta, Binetti, si curi!
(31.1.2007)

165.
Ignobile scoop
(29.1.2007)

164.
In memoria di Alfredo Ormando, ex seminarista, gay, arso vivo
(12.1.2007)

163.
Per ogni Popieluszko c’è sempre almeno un Wielgus
(10.1.2007)

162.
La pieta e la chiarezza di Francesco D’Agostino
(9.1.2007)

161.
Bernard-Henry Levy e i blog
(8.1.2007)

160.
Le esequie ecclesiastiche a Gabriele Cagliari
(2.1.2007)

159.
Assuntina Morresi davanti a Piergiorgio Welby
(20.12.2006)

158.
Ratzinger e i «terminali»
(18.12.2006)

157.
Il concubinaggio
(14.12.2006)

156. La «sana laicità»
(11.12.2006)

155.
Cantalamessa
(6.12.2006)

154.
Lo Sdi e la massa critica
(4.12.2006)

153.
Caro Punzi
(28.11.2006)

152.
Il diabete dell’ateo devoto
(27.11.2006)

151.
Alasciarli dire, a lasciarli fare
(24.11.2006)

150.
Il metodo di Antonio Socci
(23.11.2006)

149.
Salvo forellini
(22.11.2006

148.
L’olio e le erbe medicamentose di San Francesco
(20.11.2006)

147.
Chissà se il mercato globalizzato accetterà l’authority della Chiesa
(15.11.2006)

146.
La Curia di Bologna
(10.11.2006)

145.
Simpatica carognetta
(8.11.2006)

144.
Una sana competizione inter-religiosa
(23.10.2006)

143.
Lo spazio dove stanno i radicali
(17.10.2006)

142.
Si accettano scommesse
(12.10.2006)

141.
Capolavoro di ipocrisia!
(10.10.2006)

140.
La radice dell’antisemitismo è più cristiana o più musulmana?
(9.10.2006)

139.
Nessuna paura d’aver paura
(5.10.2006)

138.
Nessuna costrizione nelle cose di fede?
(2.10.2006)

137.
“Lucidamente Piergiorgio Welby chiede…” 
(29.9.2006)

136. 
Ipotesi su Milingo
(27.9.2006)

135.
Ohilà, nequiziosi!
(26.9.2006)

134.
Come il tassidermista riempie di paglia la carogna
(25.9.2006)

133.
Ignoranza o mistificazione?
(21.9.2006)

132.
O secolarizzazione o violenza
(19.9.2006)

131.
Un tranquillo weekend di paura
(18.9.2006)

130.
La teologia nell'universitas scientiarum
(14.9.2006)

129.
“In fondo la Cisa vende serrature”
(13.9.2006)

128.
Limature
(12.9.2006)

127.
Auflegen, befehlen o gebieten?
(11.9.2006)

126.
Robert Spaemann, incommensurabile sagomaccia
(6.9.2006)

125.
James Hillmann: diagnosi spietata, terapia di sempre
(5.9.2006)

124.
Il caso Robert Lanza, ennesima svista del Foglio
(1.9.2006)

123.
Caro Pullia
(31.8.2006)

122.
Pannella si è fermato a Bose
(29.8.2006)

121.
Dobbiamo avere una grande pazienza
(28.8.2006)

120.
Trittico libanese
(24.7.2006)

119.
Schola Scholae
(19.7.2006)

118.
“Drogarsi non è un diritto”
(14.7.2006)

117. 
Rosa nel Pugno. Appunti di viaggio
[con Federico Punzi]
(6.7.2006)

116.
Comunitari o liberal?
(29.6.2006)

115.
Di cani e di figli
(27.6.2006)

114. Una fiction, neh
(23.6.2006)

113. Signore, signori, malgiogli assortiti...
(21.6.2006)

112.
Lobby? Andiamo piano con le parole
(16.6.2006)

111.
“Talora la stampa si presta…”
(13.6.2006)

110.
Negli assolutismi accade
(8.6.2006)

109.
La “libertà di vietare”
(7.6.2006)

108. Ratzinger e Maggiolini, problemi di stile
(30.5.2006)

107.
Rispiegare la modernità?
(26.5.2006)

106.
Zuavi in Parlamento
(22.5.2006)

105.
A chi spetta?
(19.5.2006)

104. Ancora su Marcello Pera
(18.5.2006)

103.
Dopo la famiglia, lo Stato
(16.5.2006)


102. Occhio, fratres!
(8.5.2006)

101. Diciotto volte Emma Bonino, fino alla fine
(5.5.2006)

100. 
Il cardinal Martini e la "resa alla modernità"
(2.5.2006)

99.
Un'altra trappola: il Manifesto di Euston
(27.4.2006)

98.
Faranno al cardinal Martini un trattamento alla Milingo?
(24.4.2006)

97.
Dopo Rocca, Ferrara manda Bellasio
(21.4.2006)

96.
"C'è un'Italia reale e un'Italia virtuale"?
(19.4.2006)

95.
I piccoli exit poll di Christian Rocca
(13.4.2006)

94.
Il giorno dopo
(11.4.2006)

93.
Viva Romano Prodi!
(10.4.2006)

92.
Lectio magistralis
(5.4.2006)

91.
Not negotiable
(4.4.2006)

90.
L'Appello a Prodi: il bluff della guerra civile
(31.3.2006)

89.
Il gentilissimo Christian Rocca
(28.3.2006)

88.
Bastardo sarà lei!
(27.3.2006)

87.
Ruini non fa ingerenza, rimanda a quella di sempre
(21.3.2006)

86.
Divertente come la catastrofe
(20.3.2006)

85.
Mutua comprensione tra integralismi?
(13.3.2006)

84.
Benedetto figliolo!
(7.3.2006)

83.
Quel che trattiene Magdi Allam
(1.3.2006)

82.
Vieni, Gunther, qui c'è un albero, è un pero
(27.2.2006)

81.
Un editoriale che vorrei lasciare incompiuto e senza titolo
(21.2.2006)

80.
Cavar soldi dal “matto”: in Vaticano ci si fa un pensierino
(17.2.2006)

79.
Escludendo che monsignor Maggiolini si sia presa una cotta per la Bonino
(9.2.2006)

78.
La questione è la libertà di espressione
(7.2.2006)

77.
Si tratta pur sempre di un sant’uomo
(1.2.2006)

76.
“La verità, vi prego, sulla carità”
(31.1.2006)

75. Ci dica l’ottimo Panebianco…
(23.1.2006)

74.
La figlia del console
(19.1.2006)

73.
Ratzinger e il decalogo
(18.1.2006)

72. “Il vero Israele” 
(17.1.2006)

 

71. Una dimenticanza di Angelo Panebianco

(16.1.2006)

70. Bonino o Santanché?
(10.1.2006)

69. Niente antidepressivi, grazie!
(4.1.2006)

68. “Ah, se Dio sopprimesse i peccatori!”
(2.1.2006)

67. Del Concilio Vaticano II non avete capito niente, gonzi!
(27.12.2005)

66. Un’altra mina l’Occidente: la pornografia
(23.12.2005)

65. “Fratello spermatozoo”
(20.12.2005)

64.
La mia superstizione è migliore della tua
(19.12.2005)

63. Riforma della Curia, anno 0
(14.12.2005)

62.
La goccia di veleno
(12.12.2005)

61. Non lo fo’ per piacer mio…
(Lettera aperta a Carlo V)
(6.12.2005)

60. Venerdì, sabato e domenica
(5.12.2005)

59.
Contrordine, figlioli, il limbo è una cazzata!
(2.12.2005)

58.
Tomista quanto non mai, il Ratzinger. Anzi assai tomo.
(28.11.2005)

57. Il seminarista sia munito di certificato medico

(24.11.2005)

56. Scherziamo? Scherziamo
(21.11.2005)

55.
La pazienza degli italiani
(17.11.2005)

54. Il fuoco amico di Croce e Gramsci
(16.11.2005)

53. Marcello Pera, croque-mort
(15.11.2005)

52. Semo romani, damose da fa’
(11.11.2005)

51. Coi soldi di Sir Templeton
(8.11.2005)

50.
La Chiesa è sempre uguale a sé stessa
(27.10.2005)

49. Chi glielo dice a Marcello Pera, di farsi da parte?
(20.10.2005)

48.
Sua Santità, Anacoluto I
(17.10.2005)

47.
Un dubbio: mettere in dubbio il dubbio?
(14.10.2005)

46.
Capriccio
(10.10.2005)

45.
Buona conversione!
(7.10.2005)

44. Se il legislatore non è un fesso (e non è un fesso)
(4.10.2005)

43. L’orecchio di Dionigi
(29.9.2005)

42. Fiuggi: i tg di prima sera non possono più glissare
(26.9.2005)

41. La colomba e il leopardo
(21.9.2005)

40. Ratzinger apre la caccia al ricchione
(19.9.2005)

39. Caro Silvio Viale, vai avanti!
(15.9.2005)

38. “I politici cattolici lo sono in particolare”
(12.9.2005)

37. L’aggettivo “clerico-fascista”
(6.9.2005)

36. Il “vuoto” liberale
(1.9.2005)

35. Troppo vento a Colonia
(29.8.2005)

34. Gli ebrei, il solito nervo scoperto
(28.7.2005)

33.
Plinio Corrêa de Oliveira
(22.7.2005)

32. Questo non è altro che quello
(19.7.2005)

31. Due etti di quello buono (salumeria Sodano)
(13.7.2005)

30. A che serve più il vocabolario?
(8.7.2005)

29. Orsina, cioè Ferrara, cioè Ruini
(5.7.2005)

28. Vediamo se esistono ancora, quei socialisti
(1.7.2005)

27. Neofascisti, cielli, foglianti: bingo!
(27.6.2005)

26. Si lasci riposare in pace Benedetto Croce
(23.6.2005)

25. Se il pastore lo chiama gregge, ci sarà un motivo
(21.6.2005)

24. Se poi vengono bene, l’autorità centrale vidima
(15.6.2005)

23. Un occhio di riguardo per il Testaccio
(13.6.2005)

22. Fides et Ratio: un esempio e un paradigma
(7.6.2005)

21.
Ancora un piccolo sforzo, legalizziamo lo stupro
(3.6.2005)

20.
A chi fa i conti senza l’utero
(31.5.2005)

19.
Forse una destra decente è possibile
(27.5.2005)

18.
Il rischio di blandire i suscettibili
(24.5.2005)

17.
Toh, guarda, “la tentazione di passare al fronte dell’astensione”
(18.5.2005)

16.
Parlando serenamente, si trova sempre il modo di uscirne
(13.5.2005)

15.
Tra l’art. 7 e l’art. 8 della Costituzione
(10.5.2005)

14.
“I politici non capiscono mai niente, mai”
(5.5.2005)

13.
Parlare di embrioni da ex embrioni: non più
(3.5.2005)

12.
Beccaria e la misura di Ratzinger
(29.4.2005)

11.
Non invitate un falso liberale a un matrimonio gay
(27.4.2005)

10.
I cattolici liberali? Rivolgersi a Ratzinger, prego 
(22.4.2005)

9.
Il ricatto
(20.4.2005)

8.
Sotto chiave
(18.4.2005)

7.
Tirare sassi ai lumi
(14.4.2005)

6.
Promemoriam per Miriam
(12.4.2005)

5.
Semo ‘na manica de gente assai lasciva
(8.4.2005)

4.
No Taliban no Vatican: al di qua dello slogan
(7.4.2005)

3.
Il latinorum degli atei devoti
(5.4.2005)

2.
Il nodo genetico
(1.4.2005)

1.
La cosa per bene
(29.3.2005) 

 

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