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malvino
il blog di Luigi Castaldi


Diario


28 febbraio 2007

Ciao, Italia!



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28 febbraio 2007


che palle




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27 febbraio 2007


Per darci la proporzionata misura del loro impegno coerente, gli irriducibili difensori del matrimonio tradizionale sono pregati di farsi venire le convulsioni, grazie.




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27 febbraio 2007


«La pubblicità delle automobili va proibita, come per il fumo. In un tranquillo week end di morte se ne è andata una parte della nostra meglio gioventù, 9 ragazzi tra i 17 e i 30 anni. Non per tragedia, non per fatalità. Per la vendita del mito della velocità. Spacciata come si spaccia l’eroina. Ma alla luce del sole. Con la complicità dei media. […] Qual’è [sic!] il limite di velocità in Italia? 110, 130? Bene, se una macchina va più veloce, va ritirata dal mercato. Chi la pubblicizza commette un reato di istigazione al suicidio. E deve andare in galera».

L’ha scritto Beppe Grillo, ma al solo copia-incolla io sono arrossito di vergogna al posto suo.


Talvolta mi lasciano commenti che diventano irresistibilmente parte del post. Questo, di MM, è uno di quelli:

Durante la seconda guerra mondiale la Gran Bretagna veniva rifornita dagli Stati Uniti mediante viavai di navi che solcavano l'oceano Atlantico. I tedeschi con i loro sottomarini presidiavano l'oceano e affondavano quelle barche. In una trasmissione radiofonica Bob Hope, noto attore comico, disse: "Io ho la soluzione. Facciamo bollire l'oceano così i sottomarini vengono a galla come pesci lessi." Il conduttore gli risposa: "Bella idea, ma come facciamo a far bollire l'oceano?" E Bob Hope serafico: "Io sono un comico, non un tecnico."




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27 febbraio 2007



Senza parole, va’, ché è meglio.





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26 febbraio 2007

Occhio, ragazzi!

Ho bel gruzzolo di segnalazioni da fare:
1)     
Tra poco esce il libro di Francesco Nardi, state in campana, è una bomba.
2)     E’ on line l’ultimo numero di LibMagazine, succoso come sempre.
3)     Aronne promuove una pièce teatrale da non perdere.
4)    Il Collettivo Soda sta per partorire un altro dei suoi stupendi numeri monotematici.
5)  
Aumenta vistosamente (a, 1999; b, 2006) lo spessore dell’anello irideo esterno (c) di Benedetto XVI [*].


[*] In semeiotica clinica, segnala l’indurimento delle arterie causato da un eccesso di colesterolo; in iridologia, depressione.

                                                        




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26 febbraio 2007


Andreotti e Pininfarina annunciano che, a differenza dell’altra, questa settimana voteranno sì.

Capisco Andreotti. Alcuni retroscenisti ne hanno vellicato la vanità con troppa insistenza, neanche un santo avrebbe resistito. Sicché ha ceduto, ha creduto d’essere davvero un uomo di Ruini. E, giacché tra i 12 punti di Prodi non ha visto un solo cenno ai Dico, ha pensato che non se ne parlasse più: missione compiuta - avrà pensato - se ne riparla alla prossima, laudetur Jesus Christus.
Capisco Andreotti, dicevo. In effetti, adesso che Barbara Pollastrini gli fa presente che la discussione dei Dico era già calendarizzata e che i 12 punti di Prodi non la scalendarizzano (peraltro, Rosy Bindi l’aveva già fatto presente nel corso della crisi), capirei Andreotti solo se votasse no, o se si facesse suggerire da Ruini un motivo per votare sì, rendendolo pubblico, eventualmente. Ma anche se non ci fosse un altro e valido motivo per votare sì, lì dove la settimana scorsa il voto è stato un no - anche se non ce ne fosse uno che pur valido possa anche esser reso pubblico, voglio dire - voglio capire Andreotti, a scatola chiusa, e non intendo fargli alcun processo. Figurarsi.

Non riesco a capire Pininfarina, piuttosto: perché questa settimana vota sì? Cioè: perché la settimana scorsa ha votato no?
Sì, è stato vellicato pure lui - uomo della Confindustria, hanno sussurrato i soliti retroscenisti, poi va’ a sapere - ma che c’è di tanto rassicurante per gli industriali nei 12 punti di Prodi che non fosse già nelle 281 pagine di programma?




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26 febbraio 2007



E’ un Messori indignato, quello sul Corriere della Sera del 31 gennaio: “I cattolici […] dovrebbero seguire l’esempio di un’altra minoranza, quella ebraica. Dovrebbero, cioè, creare anch’essi un’Anti Defamation League che intervenga sui media a ristabilire le verità storiche deformate”. Ancora una volta è stata deformata una verità storica, ancora una volta per diffamare la Chiesa di Roma, “un episodio, tra mille altri, di manipolazione ideologica”, stavolta sui fatti di Béziers del 1209.
La calunniosa vulgata anticattolica recita che lì, per ordine di Innocenzo III, sarebbero stati sgozzati migliaia e migliaia di eretici càtari; ora, “un divulgatore di storia come Roberto Gervaso [su Il Messaggero di qualche giorno prima] non esita a dare per buona la replica di dom Arnaldo Amalrico, abate di Citeaux e ‘assistente spirituale’ dei Crociati, ai baroni che gli chiedevano che cosa fare della città conquistata. La risposta è stata resa famosa dagli innumerevoli ripetitori: «Uccideteli tutti! Dio riconoscerà i suoi». Ne seguì un massacro che, stando a Gervaso – seguace, anche qui, della vulgata corrente – avrebbe fatto fino a quarantamila morti”.

Non ci fu lo sgozzamento? Il punto non è questo: “la strage ci fu”, ammette Messori, ma quella frase non fu mai detta dall’abate di Citeaux. E allora chi fu il diffamatore anticattolico che gliela mise in bocca? Fu Cesario di Heisterbach, rivela il dotto Messori. Càtaro pure lui? Macché, era un pio monaco “che viveva in un’abbazia del Nord della Germania”, fedelissimo all’ortodossia: almeno in questo caso, grazie alla rivelazione di Messori, sappiamo chi abbia messo in giro la calunnia anticattolica. Certo è, parimenti, che l’abate di Citeaux non dovesse essere un tipetto mite: all’indomani della strage scrive al papa rallegrandosi della carneficina e augurandosi che i “ventimila morti siano di monito per i futuri assediati”.
Messori non cita questa lettera – che certamente non ignorerà, dotto com’è – anche perché nello stesso articolo cerca di tirare sul numero dei morti: “L’eccidio principale ebbe luogo tra coloro che si erano rifugiati nella chiesa della Maddalena, nella quale non potevano affollarsi più di mille persone”. Fatto sta che Messori, pur cercando di tirare sul numero degli sgozzati, non nega che lo sgozzamento ci sia stato, ma scrive che “in realtà, a Béziers, in quel 1209, i cattolici volevano così poco una strage che inviarono ambasciatori agli assediati perché si arrendessero”: non vollero arrendersi, che altro bisognava fare?

Lo sgozzamento era “comprensibile con la mentalità di allora”, quella per la quale era normale esser sgozzati dagli uomini del papa se eri un eretico: “lo storico vero non giudica il passato con le categorie del suo tempo” (fatta eccezione per la crocifissione di Cristo e le persecuzioni dei cristiani).
Tornare continuamente a Béziers è strumentale e specioso, sicché chi ci ritorna dovrebbe avere quel che si merita: l’Anti Defamation League cui pensa Messori a questo dovrebbe servire.




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25 febbraio 2007


Sergio De Gregorio ricoverato. Per un calcolo. 




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25 febbraio 2007

Tra surrealismo e iperrealismo

Confetti & Bomboniere by Pandora (largo Ferruccio Parri, 41/E – Parma) ha un sito web molto attento a costume e società.




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25 febbraio 2007


“Qui avremmo dovuto mandare un’intervista che Simona Ventura ha fatto a Hugh Grant nei giorni scorsi, ma ci è sembrata terribilmente insulsa: al suo posto, mandiamo il cartone animato Pluto e la zanzara”, e che grande pagina televisiva sarebbe stata.




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25 febbraio 2007


Un modello totalitario da brividi:
“Diventa sempre più evidente come l’adeguamento progressivo, il continuo confondersi dei tratti essenziali della fede, non apra alcuna via verso il futuro. Per la Chiesa cattolica è importante possedere una chiara consapevolezza della sua universalità, sia nella prospettiva sincronica sia in quella diacronica: essa unisce uomini e culture di tutti i luoghi e di tutti i tempi. La Chiesa cattolica è una forza che unisce in un mondo minacciato dai particolarismi. Questo nel contempo sta a significare il suo carattere metapolitico: in se stessa la Chiesa non è uno strumento politico, la fede ha il suo ambito proprio, che costituisce un correttivo di tutto ciò che è politico e contemporaneamente è forza morale per la sua giusta configurazione. In definitiva, la fede dà all’essere umano i contenuti essenziali sul suo ‘da dove’ e sul suo ‘verso dove’: una certezza che ci accomuna e ci sostiene durante la vita e al momento della morte”.
Per questo teorico del cattolicesimo realizzato (realizzazione nella quale la fede “costituisce un correttivo di tutto ciò che è politico”), quale sarebbe la migliore “via verso il futuro”? Semplice: dev’esserci “una certezza che ci accomuna e ci sostiene durante la vita e al momento della morte”, tutti, sempre, una certezza sola, la certezza sua.
Dimenticavo: Joseph Ratzinger, Annuario di Filosofia (Mondadori 2002). E riesce pure a dirle come se fossero cose di buon senso.




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24 febbraio 2007


“Sono un pitocco di primo ordine, uno straccione innalzato alla potenza ennesima e per non morire fallito ho dovuto quest’anno assicurare una somma, colla quale pagare i debiti”

                                                                                       
Pio X




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24 febbraio 2007


“Per mezzo del suo potere sessuale, la donna è pericolosa per la comunità, la cui struttura sociale è basata sulla paura dislocata del padre. Il re viene assassinato dal popolo, non affinché esso sia più libero, ma affinché esso prenda su di sé un giogo più pesante, un giogo che più sicuramente lo protegga dalla madre”

Otto Rank, Il trauma della nascita, Guaraldi 1972




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24 febbraio 2007


Giulio Andreotti spiega la sua astensione al Senato: “Non firmo cambiali in bianco”. Infatti, risulta che il presidente firmi solo assegni.




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23 febbraio 2007

Il surrogato dell'autorevolezza

“… al presidente del Consiglio è riconosciuta l’autorità di esprimere in maniera unitaria la posizione del governo stesso in caso di contrasto…”

Gli è riconosciuta l’autorità di esprimere un’assenza di contrasti, nel caso ci siano contrasti. Può reggere solo fino a quando i contrasti vorrano convincersene.




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23 febbraio 2007


                       

Caro Piero,
appena ci avranno riconsegnato la tua salma, fammi sapere quand’è che ritieni utile che io faccia la sortita pubblica che abbiamo concordato a suo tempo, e annunci a tutti: “Welby è risorto”, mi bastano solo 48 ore di preavviso. Mi permetterei di consigliarti: a inizio settimana, dopo Sanremo, se non ci sono partite di coppa.
E’ tutto pronto, ho ammaestrato una dozzina di compagni a dire: “L’ho visto”, senza cadere in contraddizione l’uno con l’altro – ti lascio immaginare il mazzo che mi son dovuto fare – e il Punzi è pronto per la sua parte: “Non volevo crederci, ma lui m’ha afferrato un polso e m’ha fatto infilare un dito nello stoma tracheale!”, trasale nel dirlo che è una meraviglia.
Intanto, ho rifinito quella teologia a prova di scetticismo materialistico, che avevi chiesto. E’ sulla falsariga di quella cristiana, non ho avuto tempo di elaborarne una originale, ma penso che possa essere addirittura meglio, così scivola più agevolmente. Nei punti fragili ci mettiamo due o tre dogmi, vedrai che reggeranno benone.
Mancano solo alcuni dettagli e vorrei sottoporteli:
1°) Preferisci che lasciamo fuori tua mamma o ci costruiamo sopra un culto laico? Non voglio influenzarti, ma sappi che, se venisse assunta in cielo (Cerrone ha trovato un casolare isolatissimo sul beneventano), ci farebbe la figura della ciliegina sul babà.
2°) Vuoi che Pullia inizi a scrivere subito il suo vangelo o aspettiamo qualche anno? Anche qui, non vorrei influenzarti, ma l’evangelista scalpita, e non ti dico altro.
3°) Bandinelli comincia a rompere il cazzo, dice che non gli basta reggere la sindone e vorrebbe fare il sordo al quale tu hai ridato l’udito apparendogli in sogno. Se tu dici no – un no dolce, ma fermo, mi raccomando – lui desiste, sono certo. Insomma, vedi tu.
4°) Bordin non parla, ma ho come il sospetto che non approvi il nostro piano, per una sorta di insofferenza mista ad onestà intellettuale, un cocktail micidiale, non so se mi spiego. Al momento, non obietta. Gli ho trasmesso gli ordini che mi hai dato sulla conduzione della radio quando faremo il botto, e non ha detto una parola, ma da certe smorfiette ironiche, da certe alzate di sopracciglia… Beh, insomma, a Bordin dovresti parlargli di persona tu, sennò ho come la sensazione che possa non dare il meglio.
In attesa di ragguagli, ti abbraccio

                                                                                               L.




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23 febbraio 2007

Enciclopedia popolare (Sermone su Gv 6, 15)

Si sparge la voce: Gesù ridà la vista ai ciechi e fa camminare gli storpi. E’ un successone, perché la salute viene prima di tutto, e la salute dell’anima – chissà perché – uno se la immagina sempre godevole come quella del corpo, sicché “la folla lo seguiva” (Gv 6, 2).
Sono 5.000, non sanno che Gesù li sta evangelizzando prim’ancora che i vangeli siano stati scritti, e perciò l’appetito riesce a distrarli, hanno fame. Ennesimo miracolo, moltiplicazione dei pani e dei pesci. Strafacendo pure: con cinque pani e due pesci, non solo i 5.000 “sono saziati” (Gv 6, 12), ma addirittura ne rimane per riempire “dodici canestri” (Gv 6, 13).
Che viene subito dopo la salute? Soddisfare la fame. Accorrete, accorrete, quest’uomo ci fa sani e sazi, provvede lì per lì, al momento: è provvidenza, ma anche un embrione di previdenza sociale.
Il successone arriva fin dove può arrivare, “stavano per venire a prenderlo per farlo re” (Gv 6, 15). Sono i precursori di tutti i cristiani che successivamente vorranno un Cristo Re, quelli che prenderanno molto alla lettera la metafora dell’esser sani e sazi nel corpo usata per intendere la salute e la sazietà dell’anima. Se allarghiamo il campo su di loro: “Ma Gesù, sapendo che stavano per venire a prenderlo per farlo re, si ritirò di nuovo sulla montagna, tutto solo” (Gv 6, 15). Quelli che vogliono la sovranità sociale di Cristo – e questi della Tiberiade sono i primissimi – sono smentiti da Cristo stesso. Poco ci manca che Cristo sbotti: “Io non sono cristiano!. E’ l’embrione del laicismo, forse, ma – toh, caso! – è in Cristo: meglio tutto solo sulla montagna che re.

[Qui, Gesù comprende che le sue metafore possono pure essere fraintese, e ne rimane sconvolto. Nei giorni successivi vaga da solo senza meta, fino a quando non viene intercettato dai discepoli: camminava sulle acque, soprappensiero, in mezzo al lago.]




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22 febbraio 2007


“I Pirroniani pensavano che, se una persona si fosse astenuta dal fare affermazioni e dall'avere opinioni sulla natura del mondo, allora ci sarebbe stata una conseguenza molto importante: una persona avrebbe condotto una vita serena, quieta e felice. Può sembrare un po’ strano che non avere opinioni, o almeno rinunciare ad averne, procuri la tranquillità. Certamente, però, in alcuni casi ciò può essere plausibile, se consideriamo per esempio una persona attiva politicamente che è turbata e preoccupata da fatti politici; queste problematiche interiori derivano chiaramente da un certo credo, per esempio dall'opinione che lo Stato dovrebbe fare questo o quello. Pertanto, quando ciò non avviene, si creano dei turbamenti. Se questa persona accantona questo credo, il turbamento, la preoccupazione cessa di esistere”

Jonathan Barnes




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22 febbraio 2007


Non è per dire, ma io posi il problema tre anni e mezzo fa, lamentando «la cattiva abitudine […] di chiamare “radicali” i truci massimalisti di casa nostra» (Il Riformista, 23.9.2003), scorrettezza politica, ancorché lessicale, nella quale era caduto anche il direttore di allora, Antonio Polito, in un suo editoriale: da lì la mia lettera.
Scrivevo: «
Sarà fors’anche un vezzo mutuato da disinvolte dimestichezze col mondo anglosassone, ma ammetterà, voglio augurarmi, che usare “radicale” per significare un profilo politico, e relativa sagoma, d’un Asor Rosa o d’un Bertinotti è almeno inappropriato, se non vera e propria scaturigine di fraintendimento e confusione. A meno che, cavalcando a pelo l’equipollenza, non si voglia definire, all’americana, “repubblicano” un Fisichella, dalle note simpatie per la monarchia, e “democratico” un aristocratico come Cacciari. O, ancora, più risicatamente e all’inglese, “tory” i miti ovini di certo centrodestra e “labourist” un Rutelli, che, com’è noto, non ha mai “labourato” in vita sua nemmeno un giorno. Piuttosto che “radicali”, converrebbe chiamarli “massimalisti di sinistra”, perché in un modo o nell’altro voi riformisti dovrete pur sempre averli alleati di governo, almeno per fare maggioranza, se proprio la vorrete fare».
Chiudevo in questo modo: «Per “radicali”, qui in Italia, sarebbe meglio continuare a intendere gente come Ernesto Rossi, Marco Pannella ed Emma Bonino. Tutta un’altra cosa, come sono sicuro lei sarà disposto ad ammettere. Con simpatia…».

Meglio tardi che mai, i Radicali si decidono alla diffida formale, per mezzo del loro avvocato, Giuseppe Rossodivita. E, ciò nonostante, segnalo che l’uso improprio del termine “radicali” per indicare i “massimalisti di sinistra” ha un po’ contaminato i Radicali stessi. Perché Marco Pannella – salvo rettifiche per errato relatodice ai cronisti: «
Se ci fossero le premesse per una nuova forza di governo dell’Unione, bisogna evitare che la sinistra radicale sia di nuovo nelle condizioni di poter affidare la responsabilità di governo al centrodestra».
Salvo tempestiva rettifica dell’interessato, la diffida formale è una battaglia persa.




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22 febbraio 2007


Prodi cade, che si dice in sagrestia? C’è un’agguerritissima beghina che ha una sua affascinante tesi. E’ Assuntina Morresi, e scrive:

“Ma perché i due senatori a vita [Andreotti e Pininfarina] hanno giocato quel brutto scherzo al governo? […] Da queste parti circola un’ipotesi, suggerita anche da un amico architetto [sarà mica un massone bianco?]. Andreotti ha sempre detto che tutti i suoi guai giudiziari lui li ha avuti perché c’è la sua firma sotto la legge 194, quella che legalizza l’aborto. Erano le terribili settimane del sequestro Moro. E se lo ‘zio Giulio’ avesse pensato una mossa geniale per evitare i Dico, e prendersi la sua personalissima rivincita, riscattando in un certo senso la firma di trent’anni fa? E se avesse fatto tutto con la benedizione di qualche vecchio amico, magari di un cardinale che prima di lasciare un prestigioso incarico si è preso un ultimo sfizio? Di fatto, la prima conseguenza di tutto questo putiferio è che i Dico sono morti e sepolti. E  se anche continuerà ad esserci un governo di centro-sinistra, se ne guarderanno bene dal ripetere il muro contro muro con la Chiesa, come abbiamo visto in questi giorni. Dovranno stare attentissimi. Il governo è caduto, i Dico sono morti e  non possono certo prendersela con Ruini. Ma certo che un dubbio gli rimarrà sempre, a Prodi, D’Alema & C. … Sarà stato il solito scherzo da prete?”.

Millanta? Millanta: la Santa Sede ha sempre detto che non fa politica.




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22 febbraio 2007


         

Il governo Prodi cade, non mi dispiace. Mi si chiedesse se ha fatto qualcosa di buono, non escluderei ne abbia fatto (a chi non capita di fare del buono?); mi si chiedesse cosa, dovrei dare un’occhiata ai miei appunti e per mettervi ordine dovrei fare due o tre telefonate, perché sono certo di averli presi assai disordinatamente, saranno pieni di lacune.
Il governo Prodi è stato un governo cocciutamente convinto che la sua debolezza fosse la sua forza, che gli bastasse agitare lo spauracchio di Berlusconi per zittire i mugugni e far chinare le creste.
Lo spauracchio, sia chiaro, è importante: ora, per esempio, sarà proprio quello a catalizzare un Prodi bis, perché – strano! – nessuno vuole davvero le elezioni.
Neanche la Cdl, direi, perché ci mette troppa poca convinzione nel chiederle, il che è come non chiederle.
E poi: c’è ancora la Cdl? Follini è tentato a un non so che, Casini gioca al centro (ovviamente) e sarebbe disposto a fare anche un pochetto il “volenteroso” pur di quagliare con Mastella e con qualche petalo della Margherita: dov’è più la Cdl? Solo se la Cdl prendesse il 50% più uno senza l’Udc, l’Udc tornerebbe organica alla Cdl, berlusconiana per necessità.
A tale degrado è giunto il sistema politico italiano: la vitale necessità di sopravvivere come ceto burocratico della partitocrazia costringe a cercare la visibilità del proprio fottuto specifico in perfetto equilibrio con la gran foia di grandi formazioni che superino la fase delle coalizioni. Non solo nel centrosinistra, anche nel centrodestra: l’idea di perdere il posticino nell’apparato (e le piccole comodità che ne derivano), o di trovarselo ridimensionato nell’assonometria bipartitica, fa diventare secondario essere all’opposizione o al governo, “l’importante non è vincere ma partecipare” se non vogliamo usare l’impattante immagine pannelliana dei “palermitani” e dei “corleonesi”.
Ma questo è uno sguardo troppo dall’alto, dà le vertigini, io quasi sento un po’ di nausea. Se permettete, scenderei più in basso, ad altezza d’uomo.

Vada per il Prodi bis, sottoscrivo auspicio e intento di Radicali italiani. Ma penso sia necessaria una postilla: lo spauracchio di Berlusconi per la Rosa nel Pugno vale fino in fondo. Perché la Cdl (anche se un po’ destrutturata) è ormai l’esatto contrario di ciò che di laico, di liberale e di radicale può interessare ai Radicali italiani, e lo Sdi dovrebbe considerarla almeno l’esatto contrario di ciò che di socialista può interessargli.
E allora, dopo aver detto un “no” (assai soffice) a Fassino per il Pd, Boselli ne dicesse uno (anche se soffice) a quei socialisti estemporaneamente sodali di Berlusconi che continuano a sventolargli sotto il mento quella fighissima autonomia socialista che un tempo si vendeva al meglio, nel caso, pure  al Vaticano.

 

* Posa morbida dei polsi e dolce inarcamento lombare. E’ da rivedere la giustezza dell’affermazione di Silvio Berlusconi circa il fatto che “i gay stanno tutti dall’altra parte”.




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22 febbraio 2007


“Mi meraviglio che a nessuno sia mai venuto in mente che possa essere peccato grattarsi quando prude, e che non si sia mai deciso che l’unico modo naturale di grattarsi fosse con questo o quest’altro dito, e fosse innaturale usarne un altro”

Jeremy Bentham, 1785




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21 febbraio 2007





BUBUSÉTTETE!







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21 febbraio 2007


Non si è nemmeno presa in considerazione, finora, la possibilità che i Dico non facciano diminuire, ma aumentare il numero dei matrimoni. Per effetto-traino.




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21 febbraio 2007


Quando quelli dell’appartamento contiguo gemono incastrati l’uno dentro l’altra, e li senti, perché accipicchia se si fanno sentire, di che puoi lamentarti? Sono due sposini, lasciali fare, chissà che non sia proprio in quel gemito – no, in questo – che stanno concependo. Dall’esterno può apparire anche buffo, ma è un sacramento.
“Mamma, si sentono male?”
“No, piccolo mio, fanno l’amore. Sospirano perché si vogliono tanto bene. Ti ho già spiegato, ricordi? E’ il modo col quale si fanno i bambini”
“Ah, sì, la faccenda del semino…”
“Ecco, bravo, quella…”
Domani, poi, parlargli, a quei due: “Si sente tutto, anche quando la signora urla: «Sfondamelo, porco!». Moderatevi, per piacere”.

Ma se nell’appartamento contiguo convivono due gay? Imbarazzante, senza dubbio. I gemiti che vengono dall’appartamento in cui vive una coppia eterosessuale sono sempre virtualmente fecondi, ma i gemiti di quei due?
“Mamma, si sentono male?”
“No, piccolo mio, fanno l’amore”
“Così poi fanno un bambino?”
Che rispondi al piccolo, se passano i Dico? Meglio non passino, sennò ti devi complicare la vita spiegandogli che pure una coppia eterosessuale ogni tanto non è feconda, nonostante i gemiti: lui la sta inculando, ed entrambi sospirano perché si vogliono tanto bene. Ma, glissando sul dettaglio, la spiegazione al piccolo scorre liscia.
La legge naturale a quello serve: a far scorrere liscia la spiegazione al piccolo. Perciò la chiamano “naturale”.




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21 febbraio 2007


E’ rinviata a data da destinarsi la manifestazione del 25 marzo che avrebbe dovuto portare in piazza il mondo cattolico ostile ai Dico. Una buona idea sarebbe farla a Pasqua, l’8 aprile. Un po’ come s’è fatto col referendum sulla legge 40, quando le gerarchie ecclesiastiche decisero di ammassare gli ostili alla fecondazione assistita agli strafottenti cronici, e i primi si trovarono perfettamente a loro agio ammassati ai secondi. A Pasqua le piazze sono sempre stracolme, nel pigia-pigia è impossibile sapere chi sia a favore o contro i Dico. Eminenze, vi ricordo che sareste nel legittimo, una volta tanto. E potreste aprire a ruota di pavone il vostro delizioso cinismo.




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21 febbraio 2007

À la guerre comme à la guerre

“Sei un rappresentante del popolo italiano e prendi ordini da emissari di un capo di stato estero. Prendi, traditore!”

Orchestra. Sipario.




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21 febbraio 2007


                                        

Meno di due settimane fa, se n’era venuto con una dichiarazione bella densa e intensa: «Non ho nessun dubbio sull’esistenza di Satana e sulla sua azione nel cuore delle persone per indurle al male». Solo chiacchiere? Macché, Sua Eminenza è uno serio: di recente il suo staff s’è arricchito di ben quattro nuovi esorcisti, tutti seri professionisti. A Torino, insomma, la Chiesa non sta certo con le mani in mano nella battaglia contro il Maligno: di chi, il merito, se non dell’arvivescovo, il cardinal Severino Poletto?
Stavolta, nel discorso tenuto all’inaugurazione dell’anno giudiziario ecclesiastico, Sua Eminenza non lo ha nominato, ma è chiaro che il Maligno fosse sottinteso come artefice della «confusione sovente imperante», sulla quale s’è trattenuto per fare diagnosi, terapia e prognosi. Chi, se non il Maligno, rende seducente quell’«effimero e [quel] provvisorio che costituisce l’idolo e la tendenza di questi tempi», dacché le persone ne risultano indotte? Se non è la forma di un incantesimo satanico, cos’altro è questa «temperie dello sconcerto attuale»? Cos’altro è questa «varietà di opinioni e fantasie», se non il veleno che Satana insuffla «nel cuore delle persone»? Si badi bene: «opinioni e fantasie», insieme, inseparabili le une dalle altre.
Cos’è, in fondo, un’opinione? Via, non è una fantasia? Vuoi mettere con la Verità? Se non volete correre il rischio che Satana vi faccia l’insufflamento a tradimento, figlioli cari, non lasciatevi andare a fantasie, o a opinioni. Non pensate. Per amor di Dio, non fate guai, niente opinioni. Affidatevi alla Verità. Evitate il Maligno. Riparate in Chiesa.




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21 febbraio 2007


                 ;-)




Vorrei da Jimmomo un editoriale dei suoi sull’ultimissima, il ritiro delle truppe dall’Iraq deciso da Blair. Quando dico “dei suoi”, intendo dire uno di quei bei pezzi da 7-8.000 battute, tesi e brillanti, spietati e sferzanti, epperò assai corretti e senza fronzoli, forti della stessa forza degli argomenti, innervati da quella severa onestà intellettuale che non concede alcuna indulgenza – insomma, me lo trattasse come trattò Zapatero, quando questi si macchiò dell’istessa viltà. Dovrebbe trattarsi di un tradimento alla causa della democrazia mondiale, mi pare. E lo vorrei tempestivo, l’editoriale, diciamo entro domattina. Senza pensarci troppo sopra, mettendo l’automatic pilot, ok? Ché poi vediamo se è venuto meglio il suo o quello del compagno Christian Rocca.




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Gli editoriali per Notizie Radicali


172. Urbi et orbi, la Marcia di Pasqua è inesistente
(11.4.2007)

171.
Addio, radicali. Arrivederci, liberali
(4.4.2007)

170.
La materia oscura
(30.3.2007)

169.
L’eroica lotta del prode Bandinelli
(20.2.2007)

168.
E a questo stiamo
(19.2.2007)

167.
Tra il sacro e la secolarizzazione
(16.2.2007)

166.
La smetta, Binetti, si curi!
(31.1.2007)

165.
Ignobile scoop
(29.1.2007)

164.
In memoria di Alfredo Ormando, ex seminarista, gay, arso vivo
(12.1.2007)

163.
Per ogni Popieluszko c’è sempre almeno un Wielgus
(10.1.2007)

162.
La pieta e la chiarezza di Francesco D’Agostino
(9.1.2007)

161.
Bernard-Henry Levy e i blog
(8.1.2007)

160.
Le esequie ecclesiastiche a Gabriele Cagliari
(2.1.2007)

159.
Assuntina Morresi davanti a Piergiorgio Welby
(20.12.2006)

158.
Ratzinger e i «terminali»
(18.12.2006)

157.
Il concubinaggio
(14.12.2006)

156. La «sana laicità»
(11.12.2006)

155.
Cantalamessa
(6.12.2006)

154.
Lo Sdi e la massa critica
(4.12.2006)

153.
Caro Punzi
(28.11.2006)

152.
Il diabete dell’ateo devoto
(27.11.2006)

151.
Alasciarli dire, a lasciarli fare
(24.11.2006)

150.
Il metodo di Antonio Socci
(23.11.2006)

149.
Salvo forellini
(22.11.2006

148.
L’olio e le erbe medicamentose di San Francesco
(20.11.2006)

147.
Chissà se il mercato globalizzato accetterà l’authority della Chiesa
(15.11.2006)

146.
La Curia di Bologna
(10.11.2006)

145.
Simpatica carognetta
(8.11.2006)

144.
Una sana competizione inter-religiosa
(23.10.2006)

143.
Lo spazio dove stanno i radicali
(17.10.2006)

142.
Si accettano scommesse
(12.10.2006)

141.
Capolavoro di ipocrisia!
(10.10.2006)

140.
La radice dell’antisemitismo è più cristiana o più musulmana?
(9.10.2006)

139.
Nessuna paura d’aver paura
(5.10.2006)

138.
Nessuna costrizione nelle cose di fede?
(2.10.2006)

137.
“Lucidamente Piergiorgio Welby chiede…” 
(29.9.2006)

136. 
Ipotesi su Milingo
(27.9.2006)

135.
Ohilà, nequiziosi!
(26.9.2006)

134.
Come il tassidermista riempie di paglia la carogna
(25.9.2006)

133.
Ignoranza o mistificazione?
(21.9.2006)

132.
O secolarizzazione o violenza
(19.9.2006)

131.
Un tranquillo weekend di paura
(18.9.2006)

130.
La teologia nell'universitas scientiarum
(14.9.2006)

129.
“In fondo la Cisa vende serrature”
(13.9.2006)

128.
Limature
(12.9.2006)

127.
Auflegen, befehlen o gebieten?
(11.9.2006)

126.
Robert Spaemann, incommensurabile sagomaccia
(6.9.2006)

125.
James Hillmann: diagnosi spietata, terapia di sempre
(5.9.2006)

124.
Il caso Robert Lanza, ennesima svista del Foglio
(1.9.2006)

123.
Caro Pullia
(31.8.2006)

122.
Pannella si è fermato a Bose
(29.8.2006)

121.
Dobbiamo avere una grande pazienza
(28.8.2006)

120.
Trittico libanese
(24.7.2006)

119.
Schola Scholae
(19.7.2006)

118.
“Drogarsi non è un diritto”
(14.7.2006)

117. 
Rosa nel Pugno. Appunti di viaggio
[con Federico Punzi]
(6.7.2006)

116.
Comunitari o liberal?
(29.6.2006)

115.
Di cani e di figli
(27.6.2006)

114. Una fiction, neh
(23.6.2006)

113. Signore, signori, malgiogli assortiti...
(21.6.2006)

112.
Lobby? Andiamo piano con le parole
(16.6.2006)

111.
“Talora la stampa si presta…”
(13.6.2006)

110.
Negli assolutismi accade
(8.6.2006)

109.
La “libertà di vietare”
(7.6.2006)

108. Ratzinger e Maggiolini, problemi di stile
(30.5.2006)

107.
Rispiegare la modernità?
(26.5.2006)

106.
Zuavi in Parlamento
(22.5.2006)

105.
A chi spetta?
(19.5.2006)

104. Ancora su Marcello Pera
(18.5.2006)

103.
Dopo la famiglia, lo Stato
(16.5.2006)


102. Occhio, fratres!
(8.5.2006)

101. Diciotto volte Emma Bonino, fino alla fine
(5.5.2006)

100. 
Il cardinal Martini e la "resa alla modernità"
(2.5.2006)

99.
Un'altra trappola: il Manifesto di Euston
(27.4.2006)

98.
Faranno al cardinal Martini un trattamento alla Milingo?
(24.4.2006)

97.
Dopo Rocca, Ferrara manda Bellasio
(21.4.2006)

96.
"C'è un'Italia reale e un'Italia virtuale"?
(19.4.2006)

95.
I piccoli exit poll di Christian Rocca
(13.4.2006)

94.
Il giorno dopo
(11.4.2006)

93.
Viva Romano Prodi!
(10.4.2006)

92.
Lectio magistralis
(5.4.2006)

91.
Not negotiable
(4.4.2006)

90.
L'Appello a Prodi: il bluff della guerra civile
(31.3.2006)

89.
Il gentilissimo Christian Rocca
(28.3.2006)

88.
Bastardo sarà lei!
(27.3.2006)

87.
Ruini non fa ingerenza, rimanda a quella di sempre
(21.3.2006)

86.
Divertente come la catastrofe
(20.3.2006)

85.
Mutua comprensione tra integralismi?
(13.3.2006)

84.
Benedetto figliolo!
(7.3.2006)

83.
Quel che trattiene Magdi Allam
(1.3.2006)

82.
Vieni, Gunther, qui c'è un albero, è un pero
(27.2.2006)

81.
Un editoriale che vorrei lasciare incompiuto e senza titolo
(21.2.2006)

80.
Cavar soldi dal “matto”: in Vaticano ci si fa un pensierino
(17.2.2006)

79.
Escludendo che monsignor Maggiolini si sia presa una cotta per la Bonino
(9.2.2006)

78.
La questione è la libertà di espressione
(7.2.2006)

77.
Si tratta pur sempre di un sant’uomo
(1.2.2006)

76.
“La verità, vi prego, sulla carità”
(31.1.2006)

75. Ci dica l’ottimo Panebianco…
(23.1.2006)

74.
La figlia del console
(19.1.2006)

73.
Ratzinger e il decalogo
(18.1.2006)

72. “Il vero Israele” 
(17.1.2006)

 

71. Una dimenticanza di Angelo Panebianco

(16.1.2006)

70. Bonino o Santanché?
(10.1.2006)

69. Niente antidepressivi, grazie!
(4.1.2006)

68. “Ah, se Dio sopprimesse i peccatori!”
(2.1.2006)

67. Del Concilio Vaticano II non avete capito niente, gonzi!
(27.12.2005)

66. Un’altra mina l’Occidente: la pornografia
(23.12.2005)

65. “Fratello spermatozoo”
(20.12.2005)

64.
La mia superstizione è migliore della tua
(19.12.2005)

63. Riforma della Curia, anno 0
(14.12.2005)

62.
La goccia di veleno
(12.12.2005)

61. Non lo fo’ per piacer mio…
(Lettera aperta a Carlo V)
(6.12.2005)

60. Venerdì, sabato e domenica
(5.12.2005)

59.
Contrordine, figlioli, il limbo è una cazzata!
(2.12.2005)

58.
Tomista quanto non mai, il Ratzinger. Anzi assai tomo.
(28.11.2005)

57. Il seminarista sia munito di certificato medico

(24.11.2005)

56. Scherziamo? Scherziamo
(21.11.2005)

55.
La pazienza degli italiani
(17.11.2005)

54. Il fuoco amico di Croce e Gramsci
(16.11.2005)

53. Marcello Pera, croque-mort
(15.11.2005)

52. Semo romani, damose da fa’
(11.11.2005)

51. Coi soldi di Sir Templeton
(8.11.2005)

50.
La Chiesa è sempre uguale a sé stessa
(27.10.2005)

49. Chi glielo dice a Marcello Pera, di farsi da parte?
(20.10.2005)

48.
Sua Santità, Anacoluto I
(17.10.2005)

47.
Un dubbio: mettere in dubbio il dubbio?
(14.10.2005)

46.
Capriccio
(10.10.2005)

45.
Buona conversione!
(7.10.2005)

44. Se il legislatore non è un fesso (e non è un fesso)
(4.10.2005)

43. L’orecchio di Dionigi
(29.9.2005)

42. Fiuggi: i tg di prima sera non possono più glissare
(26.9.2005)

41. La colomba e il leopardo
(21.9.2005)

40. Ratzinger apre la caccia al ricchione
(19.9.2005)

39. Caro Silvio Viale, vai avanti!
(15.9.2005)

38. “I politici cattolici lo sono in particolare”
(12.9.2005)

37. L’aggettivo “clerico-fascista”
(6.9.2005)

36. Il “vuoto” liberale
(1.9.2005)

35. Troppo vento a Colonia
(29.8.2005)

34. Gli ebrei, il solito nervo scoperto
(28.7.2005)

33.
Plinio Corrêa de Oliveira
(22.7.2005)

32. Questo non è altro che quello
(19.7.2005)

31. Due etti di quello buono (salumeria Sodano)
(13.7.2005)

30. A che serve più il vocabolario?
(8.7.2005)

29. Orsina, cioè Ferrara, cioè Ruini
(5.7.2005)

28. Vediamo se esistono ancora, quei socialisti
(1.7.2005)

27. Neofascisti, cielli, foglianti: bingo!
(27.6.2005)

26. Si lasci riposare in pace Benedetto Croce
(23.6.2005)

25. Se il pastore lo chiama gregge, ci sarà un motivo
(21.6.2005)

24. Se poi vengono bene, l’autorità centrale vidima
(15.6.2005)

23. Un occhio di riguardo per il Testaccio
(13.6.2005)

22. Fides et Ratio: un esempio e un paradigma
(7.6.2005)

21.
Ancora un piccolo sforzo, legalizziamo lo stupro
(3.6.2005)

20.
A chi fa i conti senza l’utero
(31.5.2005)

19.
Forse una destra decente è possibile
(27.5.2005)

18.
Il rischio di blandire i suscettibili
(24.5.2005)

17.
Toh, guarda, “la tentazione di passare al fronte dell’astensione”
(18.5.2005)

16.
Parlando serenamente, si trova sempre il modo di uscirne
(13.5.2005)

15.
Tra l’art. 7 e l’art. 8 della Costituzione
(10.5.2005)

14.
“I politici non capiscono mai niente, mai”
(5.5.2005)

13.
Parlare di embrioni da ex embrioni: non più
(3.5.2005)

12.
Beccaria e la misura di Ratzinger
(29.4.2005)

11.
Non invitate un falso liberale a un matrimonio gay
(27.4.2005)

10.
I cattolici liberali? Rivolgersi a Ratzinger, prego 
(22.4.2005)

9.
Il ricatto
(20.4.2005)

8.
Sotto chiave
(18.4.2005)

7.
Tirare sassi ai lumi
(14.4.2005)

6.
Promemoriam per Miriam
(12.4.2005)

5.
Semo ‘na manica de gente assai lasciva
(8.4.2005)

4.
No Taliban no Vatican: al di qua dello slogan
(7.4.2005)

3.
Il latinorum degli atei devoti
(5.4.2005)

2.
Il nodo genetico
(1.4.2005)

1.
La cosa per bene
(29.3.2005) 

 

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