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malvino
il blog di Luigi Castaldi


Diario


30 settembre 2007

Su un'intervista che Daniele Capezzone ha rilasciato a Libero (30.9.2007)



Lo scoiattolo della Duplo e quello della Vigorsol
sono le due facce della stessa scoiattolitudine.



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30 settembre 2007

Napoli-Genoa 1-2

In città non si sente un solo clacson, neanche a sollecitare chi si attardi al semaforo verde. Ai bruti la sconfitta dona. Bene, molto bene.




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30 settembre 2007

Pro castitate ac fidelitate

“Arrivano più fondi alle Regioni per favorire la rapida esecuzione della vaccinazione contro il cancro della cervice uterina per le ragazze di 12 anni. La vaccinazione, la prima efficace contro il cancro, sarà garantita gratuitamente ogni anno a circa 250 mila ragazze italiane” (ilsole24ore.com, 30.9.2007). Non s’è levata ancora – o ancora non m’è giunta – una voce contraria a questa voce della Finanziaria 2008, ma vivo in un paese di merda e scommetto che si leverà.
Dall’opposizione, innanzitutto, quella ispirata dallo Spirito Santo, mediante i diktat della Cei: il cancro della cervice uterina colpisce le donne che hanno avuto un più precoce esordio della vita sessuale e molti partners, quei soldi non sarebbero spesi meglio – verso un più alto fine etico – se investiti in una campagna pro castitate ac fidelitate?
Di poi, da qualche settore della maggioranza: siamo sicuri che la vaccinazione non sia una scusa per arricchire qualche multinazionale che non si farebbe scrupoli a mettere sul mercato un prodotto farmaceutico non sicuro? E ancora: si tratta di vaccinare delle minori con ciò influenzando la loro libera scelta futura tra l’essere sessualmente continenti o zoccole, è lecito ipotecare l’altrui libero arbitrio?
(Lo so, quest’ultima obiezione alla vaccinazione è speciosa, ma proprio per questa può andare benissimo per quel cattolico della Margherita che volesse obbedire al diktat della Cei, ma solo di sponda, giusto per far mostra di quanto è adulto nelle brevi di agenzia.)




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30 settembre 2007

La finalità etica delle autorità civili

Nel perfetto silenzio di chi negli ultimi anni ne ha dovute sentir davvero tante, troppe, e sempre più sfacciate, sicché nemmeno ha più la forza di reagire, se non con uno sconsolato scrollar di capo, il cardinal Renato Raffaele Martino ne ha fatto risuonare una davvero eccezionale: “La ragione intrinseca del potere politico è data dalla finalità etica della società-stato che è il bene comune in campo temporale. Al di là di questo limite non vi è potere legittimo, ma arbitrio e violenza, cioè immoralità”. Nostalgia di un primato perso da lungo tempo, quando a incoronare l’Imperatore era il Papa – ieri, infatti, avevo liquidato la dichiarazione di Sua Eminenza col solo commento di una miniatura del XII sec. raffigurante Carlo Magno nell’attimo in cui Leone III gli conferisce il “potere legittimo”. Nostalgia rigurgitante, oggi, in esigenza di uno stato etico – esigenza pudicamente negata, ma prepotentemente avanzata con perifrasi gentili – ed è superfluo dire che l’etica ce la metterebbe il magistero morale della Chiesa: un Compendio del Catechismo come vademecum d’ogni eletto dal popolo.
“Il bene comune” è una “finalità etica” dello stato: a cosa sono tenute, dunque, le autorità civili? “A promuovere il rispetto della dignità della persona” (Compendio del Catechismo della Chiesa cattolica, 494). Due gli strumenti: “contribuire a creare un ambiente favorevole” (ibidem, 494) alla virtù morale; ma “anche impedendo con leggi adeguate la diffusione di talune delle suddette gravi offese” (ibidem, 494) alla morale. Un esempio? La castità: “La castità è una virtù morale” (ibidem, 488). E quali sono le “offese” a questa “virtù morale” che le “autorità civili” dovrebbero reprimere, se è il caso, con “leggi adeguate”? “L’adulterio, la masturbazione, la fornicazione, la pornografia, lo stupro, gli atti omosessuali” (ibidem, 492). Sia chiaro: prima di reprimere con “leggi adeguate” – per esempio – la masturbazione, le “autorità civili” dovrebbero “contribuire a creare un ambiente favorevole” alla “virtù morale” della castità, quindi sfavorevole alla masturbazione. Vedo le cose assai difficili.




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30 settembre 2007

L’autorità non merita alcuna fede

“La domanda d’ordine metapolitico che precede la politica è: come deve essere la politica quando possiamo in essa affermare noi stessi in base al fondamento delle cose? La riposta è […]: solo la libertà politica può farci diventare compiutamente uomini. La violenza ha da essere imbrigliata dalla politica in favore della forza del diritto e della libertà personale. Per quest’ultima c’è un solo limite: essa vale finché può coesistere con la libertà degli altri. […] Solo per brevi periodi c’è stata finora questa sicura libertà politica, modello e incoraggiamento perenne per noi posteri. Ma c’è un aspetto inquietante: nella stessa libertà si annida un motivo di corruzione. Il mondo della libertà politica va perduto senza grandi uomini di stato che si rinnovino di generazione in generazione alla scuola degli uomini liberi. In tutto quello che essi fanno, si esprime la lotta per la libertà nei limiti delle possibilità a questa concesse. Essi conoscono il pericolo. Affrontano il rischio in perfetta coscienza perché ne va del supremo bene dell’esistenza dell’uomo. Possiedono coraggio, capacità di giudizio, pazienza. Vale per loro quello che fu detto di Pericle: che nessuno l’aveva più visto ridere da quando era alla guida di Atene. Diversamente accade con i politici. Costoro sono dei realisti opportunisti, faccendieri, uomini astuti e pronti al ricatto. In nome della libertà operano con sconsiderata energia contro le condizioni stesse della libertà. Si sottraggono, se vengono smascherati, con menzogne e motti di spirito. Con il loro comportamento insultano l’assemblea parlamentare, la quale, composta generalmente di individui della stessa risma, quasi non se ne avvede e non pensa affatto a toglier di mezzo simili profanatori dello spirito della politica. Con rancida mozione degli affetti fingono una serietà che non posseggono. Essi sono i corruttori e gli affossatori della libertà. Questa genia di politici considera il suo compito, senza averne la vocazione, alla stregua di una professione, ricca di prospettive, con ottimi proventi e diritto alla pensione. Ritengono che sia priva di rischi. Essi pensano da irresponsabili. Per questo si sottomettono, inermi come sono nel pericolo, a qualunque potere che presumono dia loro la salvezza o almeno li metta al sicuro […]. Noi, popoli liberi, politicamente non siamo ancora affatto liberi. […] Di fronte ai sintomi dell’epoca nostra che minacciano sventura per la libertà, le obiezioni fondamentali che vengono mosse contro la sua stessa possibilità assumono un rilievo seducente. La libertà politica non è forse un’utopia? […] L’alternativa alla libertà politica è di fatto l’autorità fondata sulla violenza, il dominio di una piccola minoranza sulla grande maggioranza in nome di un’autorità che tutti debbono riconoscere. Contro la condizione di dominio autoritario si erge tuttavia invincibilmente l’assunto: sono pur sempre uomini coloro che dominano su altri uomini. Dio o la verità assoluta non albergano nel mondo. Sono sempre e soltanto uomini quelli che nel nome di dio o della verità assoluta si arrogano l’autorità, non sono dio o la verità stessa. Sono soltanto uomini che pongono la violenza al servizio della loro autorità. L’autorità non merita alcuna fede. In ciascuna delle forma che assume è screditata da azioni vergognose, nefande, malvagie. […] Nella libertà è grande la corruzione, la corruzione totale possibile. Ma senza libertà la corruzione è certa”

Karl Jaspers, Piccola scuola del pensiero filosofico, SE 1998 – pagg. 73-83




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30 settembre 2007

La cagion di stato

                      

“La ragione intrinseca del potere politico è data dalla finalità etica della società-stato che è il bene comune in campo temporale. Al di là di questo limite non vi è potere legittimo, ma arbitrio e violenza, cioè immoralità”

Cardinal Renato Raffaele Martino, 28.9.2007




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30 settembre 2007

Cazzi amari per la "Periodici San Paolo" (P. Iva 00980500045)

“Il DiarioG 2008 [è] l’agenda scolastica tradizionalmente pubblicata da «il Giornalino», lo storico settimanale a fumetti per ragazzi edito dalla Periodici San Paolo (quella di Famiglia cristiana). […] Diffuso capillarmente in molte scuole cattoliche, è interamente dedicato alla tutela dell’ambiente e si apre con le parole ineccepibili di Benedetto XVI: «Non vivete da egoisti e non abusate della Terra». Come sanno tutti, al Papa non verrebbe mai in mente di risolvere il problema ambientale sfoltendo il numero degli esseri umani. Peccato che, leggendo il DiarioG, ci si imbatta in concetti di questo genere: «Uno dei principali problemi dell’Asia è la sovrappopolazione. Ne è un esempio l’India: se il Paese del Gange non prende accorgimenti per controllare la crescita demografica, la sua popolazione nel 2050 potrebbe superare quella della Cina». […] Il DiarioG pullula di luoghi comuni sulla «bomba demografica» e sull’uomo «cancro del Pianeta» […] alla faccia del «crescete e moltiplicatevi». Ecco come, magari senza volerlo, un editore cattolico tira la volata alle idee di Malthus”

Mario Palmaro e Alessandro Gnocchi, il Giornale, 26.9.2007




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30 settembre 2007

So' soddisfazioni

“Usa il suo abituale tono pacato ma tagliente, Daniele Capezzone, ma quelli che fa piovere sulla stessa maggioranza di cui fa parte sono autentici macigni…”

Guido Mattioni, ilgiornale.it, 30.9.2007

 




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30 settembre 2007

Origliando all'uscio di casa radicale

“Io vi chiedo, e ve lo chiedo proprio: cosa si fa – cosa facciamo (anche se lo fanno anche gli altri, non m’importa) – per questa storia della Birmania, punto interrogativo? E, per favore, se decidete di fare qualche cosa, non tra il 6 e il 14, ché la sottoscritta è in un ospedale e non potrebbe partecipare. Perché vi chiedo di farlo? Perché voi non potete non farlo. Perché non è lo stesso se lo fa An o i Ds. Tutti hanno il dovere di farlo, ma, più di tutti, voi. […] Che cosa si può fare? Qualsiasi cosa che sia colorata. Benissimo scalzi davanti all’ambasciata. Benissimo col capo cosparso di ceneri come in un Mercoledì Santo. Benissimo vestiti di sacco. E’ una provocazione. Certo che lo è, ma ci sono volte in cui è il caso di fare queste cose. E lo lo avete insegnato a me. Io volevo entrare nel partito radicale quand’ero ragazzina perché mi piacevano queste cose, e mi piacciono ancora. Infatti mi sono vestita da terrorismo… [indica il giubbotto rosa senza maniche che indossa] … da terrorismo della guerriglia della giungla urbana. Però in rosa, perché è una guerriglia spirituale […] Diceva ieri Valter Vecellio delle cose giustissime: dice che prima gli sembravo, così, caduta dal cielo – in senso negativo – e che poi s’è dovuto rendere conto che ero in buona fede. E poi s’è dovuto anche rendere conto che sto ai margini. Perché ci sto? Ci sto perché io sono brava a convincere e a trascinare e io non voglio che voi facciate una cosa solo perché l’ho detta io, perché vi ho convinto a farla. Quindi me ne sto nell’angolino in attesa che qualcuno chieda il mio aiuto, se lo vuole”

                                                                                                                    Maria Fida Moro,
                                                                         Comitato nazionale di Radicali italiani,
                                                                                                                                 29.9.2007




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30 settembre 2007

La brevitas di Caffarra

Da quando è diventato cardinale – bisogna ammettere – i testi dei suoi discorsi sono diventati molto più brevi. Sono finiti i tempi di quella bella media di 40.000 battute spazi inclusi anche per un solo salutino di circostanza all’apertura di un convegnuccio. Tutta quella formidabile estensione d’ali sul genere della meditazione pubblica in forma di fervorino, metà criptato e metà smargiasso, serviva solo ad arraffare una mozzetta cardinalizia? Speriamo di no, speriamo stia solo a tirare un po’ il fiato, a godersela nel ruolo di neoprincipe della Chiesa giusto il tanto da non scivolare, poi, nel peccato di accidia.

“Esiste una persona creata e puramente spirituale, «colui che chiamiamo il diavolo e satana», che possiede un immenso potere di seduzione. Così potente da ingannare colla sua falsità un terzo degli angeli, e da «sedurre tutta la terra». Egli ha sedotto gli angeli; mediante Eva ha sedotto Adamo; ha sedotto Davide inducendolo a censire gli Israeliti; ha cercato di sedurre anche Cristo direttamente o servendosi di Pietro; cercherà di sedurre i discepoli di Cristo, «quelli che osservano i comandamenti di Dio e sono in possesso della testimonianza di Gesù»”.
Seduttore stronzissimo, ‘sto Satana.
“Pur mutando nella forma, la seduzione satanica ha sempre lo stesso contenuto: separare l’uomo da Dio inducendolo ad una vita contro la volontà divina. La strategia che segue per ottenere questo risultato è di convincere l’uomo che una vita vissuta nella disobbedienza alla divina volontà è migliore di quella vissuta nell’obbedienza”.
Schifate il magistero della Chiesa? È Satana che vi istiga a farlo: voi, poveracci, siete solo i suoi utili sciocchi. Somiglia al demonizzare il diverso-da-te, che dite?
“Nel cielo fu Michele coi suoi angeli a vincere la seduzione di Satana. Sulla terra sono i martiri che vincono, poiché essi combattono «per mezzo del sangue dell’Agnello». Nel martirio dei suoi discepoli si continua la testimonianza di Cristo. È una sola testimonianza: è un solo martirio; è un solo sacrificio. Quando il discepolo spezzasse questa continuità, quando la sua testimonianza non fosse più quella di Cristo, il discepolo o prima o poi viene vinto e sedotto. È da questa verità che deve iniziare ogni nostra programmazione pastorale, ogni nostro impegno nel mondo”.
Contro il diverso-da-te, ti costasse pure la vita. Poi dicono che gli imam istigano alla guerra di religione.
I sedotti da Satana attaccano tre verità: “La verità circa la persona umana, insidiata da una progressiva de-gradazione ontologica ed assiologia. La detronizzazione dell’uomo, pensato sempre più come un fortuito risultato di processi naturali, alla quale oggi assistiamo, è una delle grandi seduzioni. La verità circa il rapporto uomo-donna nella sua forma originaria matrimoniale. La disistima dell’amore coniugale cui oggi assistiamo, è l’altra grande seduzione che cerca di trasformare la verità di Dio nella falsità dell’uomo. La verità circa il sociale umano. Esso oggi è sempre più pensato prescindendo dalla o negando l’esistenza del bene umano comune, e quindi o come coesistenza regolamentata di opposti egoismi o come fragile miracolo della fortuita convergenza di opposti interessi”.
Combattere Satana significa dare alla Chiesa il controllo delle politiche sociali e della ricerca scientifica. Cristo, si sa, pretende poco: tutto.

Detto in meno di 7.000 battute, chissà se Sua Eminenza, il cardinal Carlo Caffarra, potrà durare a lungo a questo regime. Volesse Dio.




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29 settembre 2007

Telereportage da Ferrara

                                           

Caro Luigi,
di fronte alla Cattedrale di Ferrara sta avendo luogo un concerto organizzato dall’Azione Cattolica dell’Arcidiocesi di Ferrara-Comacchio intitolato Justice, do it.
Ore 20.25, suona un gruppo: due chitarre, una tastiera, una batteria e una voce. All’angolo destro del palco, dietro il tastierista un mongolino con il piffero, non amplificato. Ma più del suono poté l’immagine del mongolino in tuta bianca. Il piffero fiabesco che tenta di trattenere. Vado a cenare. Ciao

                                                                                                               
Mirko


Caro Mirko,
di questa cartolina che mi mandi – ho le lacrime agli occhi, giuro – la cifra di tutto è in quel piffero non amplificato: il Down era ornamentale. Ho scritto già tanto su questo volgarissimo mezzuccio retorico: ultimamente, la propaganda reazionaria di stampo clericale ne va matta. Non darò alcun giudizio morale su come venga usato, vorrei limitarmi a segnalare la maldestrezza della tecnica. Che rivela l’elemento surrettizio di ciò che vorrebbe spacciarsi per autoevidente.
Justice, do itper offrire […] un momento di festa”, di “convivialità positiva”, per “affianc[are] al divertimento e all’entusiasmo la riflessione e la presa di coscienza su urgenti problemi sociali”, la diocesi promuove iniziative pregne di carità cristiana: torneo di calcetto interparrocchiale, stand gastronomico, recital di un coro di voci bianche (castrati?) e – ops, dimenticavo – una tavola rotonda su Quale giustizia?, intervengono due chierici e due parachierici, si prevede un serrato contraddittorio dialettico. La mascotte dell’evento – omnia munda mundi – è il Down.
Sarebbe volgare, ma quel piffero non amplificato lo rende volgarissimo. E come mezzuccio retorico può funzionare solo su coloro che usano il termine anima per intendere quel loro grumo di suggestioni sentimentaloidi. Acqua della fonte miracolosa di Lourdes in bottigliette di plastica dalla forma di madonnina (50 cl, tappo a vite), € 1,50 – il loro orizzonte etico-estetico non si scolla dalla cifra del cattivo gusto che spacciano per semplicità, innocenza e diosolosacosaltro.
Beh, caro Mirko, dovremmo recensirle: queste eccellenze propagandistiche della Seconda Controriforma avrebbero bisogno di un loro archivio storico. Nella scheda, in testa, il produttore: Sua Eccellenza, monsignor Paolo Rabitti, membro della Pontificia Commissione per i Beni Culturali della Chiesa, tra l’altro, cioè persona di grossa caratura etica e di finissima sensibilità estetica.
 

           




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29 settembre 2007

Prefazione a un post (tit. provv.: "Telereportarge da Ferrara")

                                

“Ferrara, di fronte alla cattedrale, concerto organizzato dall’Associazione Cattolica: gruppo musicale di gggiovani con mongolino suonatore di piffero non amplificato”

sms “anonimo” ricevuto alle ore 20.44 di sabato 29 settembre


Risposta (ore 20.46 dello stesso giorno)
Grandioso, ne scrivo subito, ma puoi mandarmi altri dettagli via mail? A proposito, chi sei? Non ho il tuo numero nella memoria del cellulare, ne smarrisco uno al mese.




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29 settembre 2007

E di Otto Kernberg io ho enorme stima

Quello che me lo fa detestare è il fatto che rappresenta nella forma più detestabile il carattere umano che detesto di più: quello dell’ipocrita, dell’uomo che per unica dignità ha la sua paura, la sua diffidenza, il suo malumore – il carattere umano del verme che è debole con i forti e forte con i deboli, godendo di entrambe le cose. È un detestare che non va oltre il disprezzo, e Otto Kernberg ha scritto che questo spiega bene un iniziale ed ingannevole artefatto di aurea fascinosa dell’oggetto che, quando cade, lascia al disprezzo una malinconia un po’ livida. E devo dire che di Otto Kernberg io ho enorme stima.
E quindi mi ritengo in pieno diritto di poter dire: stasera – a Otto e mezzo – Giuliano Ferrara – che pena! Una persona così miserevole non merita neppure che si faccia tutto l’elenco di tutti i suoi mezzucci coatti nel piegare disonestamente gli altrui argomenti a propria persuasione: basti dire che Tariq Ramadan gliene ha smontati quattro o cinque, buttandogliene i pezzi sotto il muso. E devo dire che di Tariq Ramadan io non ho alcuna stima.
Solo per dirne una: Giuliano Ferrara piglia le prove di una presunta doppiezza dolosa di Tariq Ramadan da una prefazione che questi ha scritto qualche tempo fa; e ammette che non l’ha letta, ma solo quando è ormai evidente dal doveroso accoglimento di numerose eccezioni sollevate dalla difesa. Nel gergo mediatico-giudiziario si direbbe: il pm ha fatto una grande figura di merda. In questo caso, il pm è uno che non conosce il senso della vergogna: Tariq Ramadan è colpevole di doppiezza dolosa soprattutto perché non ammette la sua doppiezza dolosa, che il pm dà per certa sulla base della fiducia che ripone in chi gliel’ha assicurato.
A questo stiamo: le categorie dell’argomentazione prendono valore da due chiacchiere scambiate con un conoscente. Se a lui Tariq Ramadan sta sul cazzo, sta sul cazzo pure al pm, e l’istruttoria è chiusa. Salvo a vedersela smerdata in diretta televisiva. Per fortuna c’è di mezzo il fine settimana, e poi Giuliano Ferrara digerisce tutto molto velocemente.




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28 settembre 2007

Scrivi, Malvino ti risponde

                                    

Caro Malvino, il gip del Tribunale di Vigevano, Giulia Pravon, ha rigettato la richiesta di convalida del fermo di Alberto Stasi disposto lunedì scorso dal pubblico ministero Rosa Muscio. La motivazione non è ancora chiara ma Angelo Giarda, legale dell’unico indagato per l’omicidio di Chiara Poggi, ha spiegato così la decisione: «Insufficienza di gravi indizi». Considerato che il fermo di indiziato di delitto secondo il codice di procedura penale può essere disposto soltanto qualora ricorra, oltre ai gravi indizi, un fondato pericolo di fuga, confesso che appresa la notizia ho dubitato della buona fede del pubblico ministero. Ammesso che la dottoressa Muscio ritenesse di avere rilevato gravi indizi di delitto, come avrebbe potuto dimostrare al gip il fondato pericolo di fuga di un indagato che fino ad allora aveva trascorso chiuso in casa ogni giorno dal delitto? Così mi sono chiesta se la procura di Vigevano, magari perché messa alle strette dai media e dal solito articolo di Giorgio Bocca, non si fosse infine decisa a giocare l’asso nella manica di ogni pubblico ministero: il fermo con l’obiettivo di indurre l’indagato alla confessione nella consapevolezza che un giudice avrebbe potuto scarcerarlo soltanto da lì a qualche giorno. Ecco, di questo cattivo pensiero faccio pubblicamente ammenda. Se penso che la vicenda si svolge nella Lombardia di Cesare Beccaria, il quale contro la tortura scrisse le sue più belle pagine (e il carcere, la limitazione della libertà ai fini di una confessione, cos’è se non una forma di tortura?), mi rendo conto di quanto ho peccato.

Robba


Cara Robba, con il fermo di Alberto Stasi ho avuto anch’io il sospetto che stesse venendo meno l’impegno di cui gli inquirenti s’erano fatto bel vanto: l’impegno – lo chiamerei così – alla ortodossia procedurale. In realtà, quel vanto m’aveva istigato già un mezzo sospetto: o era superfluo (e quindi enfatico, cioè retorico, che sempre vuol dire strumentale) o era necessario (e di necessità virtù, cioè di virtù necessitata, che non sempre vuol dire necessità virtuosa). “Lo metteremo in gattabuia solo quando avremo prove schiaccianti, e potrebbe volerci tempo, molto tempo, ma la giustizia è lenta quanto inesorabile”, e vai con la colonna sonora. Sfiorato dal sospetto, però – confesso – ammirato. Sarà stata la colonna sonora. Quando c’è stato il fermo di Alberto Stasi, ho pensato: “Hanno la prova schiacciante”. E ho soggiunto: “O non ce l’hanno”. Qui, come vede, ho commesso il suo stesso peccato. Macchie di sangue della vittima su un pedale della bicicletta dell’indagato, poi non era sangue, cioè, non era sicuro se lo fosse: la prova, dunque, non era schiacciante? Su una cosa, però, non sono d’accordo con lei. “Fino ad allora – lei scrive – [Alberto Stasi] aveva trascorso chiuso in casa ogni giorno dal delitto”. Il pm potrebbe obiettarle: “Perché non sapeva di aver lasciato sangue della vittima sul pedale della bicicletta. Adesso potrebbe sentirsi senza via d’uscita e scappare”. Ma, lei lo sa, di ortodossia procedurale mastico assai poco.

Malvino




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28 settembre 2007

La mignatta


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28 settembre 2007

Linee guida

I monaci buddhisti stanno a pigliarsi randellate e pallottole, ma non pensiate che d’intanto la Chiesa cattolica birmana stia lì a far niente: “«In questo difficile momento tutti i cattolici sono impegnati nella preghiera e nell’offerta di messe speciali», ha confermato questo mercoledì alla Radio Vaticana l’Arcivescovo di Rangoon e segretario generale della Conferenza Episcopale della Birmania, monsignor Charles Maung Bo” (Zenit.org, 27.9.2007). Però, Sua Eccellenza chiarisce: “In linea con il Codice di Diritto Canonico e la Dottrina Sociale della Chiesa, i sacerdoti e i religiosi non sono coinvolti nelle attuali proteste e non fanno parte di alcun partito politico”.
Pare evidente che le preghiere e le messe speciali sono spese perché cessi tutto quel baccano in piazza, i soldati smettano di sparare e i bonzi smettano di costringerli a sparare. Ma il punto in cui Sua Eccellenza mostra che un chierico è sempre una gran merda d’uomo, a tutte le latitudini e longitudini, è quando dice: “I cattolici, come cittadini, sono liberi di agire secondo coscienza. I sacerdoti e i religiosi possono offrire linee guida appropriate”. Manco il coraggio di illustrarle pubblicamente, ‘ste linee guida. E però conosciamo quali siano: “La Chiesa non preferisce e non respinge nessuna forma di governo” (Paolo VI, 2.7.1963), la democrazia non è indispensabile al cattolico, perché pigliarsi randellate e pallottole?




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28 settembre 2007

Due di due

Nel Trecentonovelle (Franco Sacchetti, 1392) si narra di una ragazza che giunge terrorizzata alla prima notte di matrimonio, perché le è giunta voce che il marito abbia un pene enorme. Questi la tranquillizza, dicendole che non l’hanno informata a dovere. Egli ne ha due, rivela: uno è davvero enorme, come ella ha sentito dire, ma l’altro assai più piccolo, e per i primi tempi inizierà ad usare quello. Tutto fila liscio – è il caso di dire – senonché, dopo qualche tempo, la giovane moglie gli dice che si sente pronta a provare il pene più grosso, al che il marito scoppia a ridere. Risata assai inopportuna.




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27 settembre 2007

Paleontologia



- fossile di sanguisuga -




Da domani, su la Repubblica,
parte un’inchiesta su quanto il Vaticano costa all’Italia.
Non perdetevela, ci saranno molte sorprese.





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27 settembre 2007

Cortesie tra diversi

Il Presidente della Società Italiana di Urologia ha dichiarato: “Noi maschi non ci faremo mai controllare la prostata da una lei, né gradiremmo che una mano femminile ci prescrivesse un farmaco per l’impotenza”. Invece - pensateci - non sarebbero due cose tra le più naturali al mondo?




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27 settembre 2007

L'obbligo della sguaiatezza

                                  

Alle 5.40 di mercoledì 26 settembre licenziavo un post sul quale – lo pubblico o non lo pubblico? – avevo meditato più di un’ora, cosa più unica che rara, v’assicuro.
Avevo appreso la cosa da Galatea. In un supermarket di Cagliari – era la sua prima volta – un pensionato era stato sorpreso a rubare per fame, ma era stato subito perdonato dal proprietario che, preso da una irrefrenabile magnanimità, s’era fatto promotore di una colletta per dare un aiuto a tutti i pensionati del quartiere. Commentavo: “Notizia dalla esemplarità un po’ troppo didascalica”. Non mi limitavo ad insinuare, scrivevo: “Da copione”.
Lo pubblico o non lo pubblico? Lo pubblico: lo giudicheranno un post mezzo cinico e mezzo stronzo, ma lo pubblico.
Si fa l’alba, è il meriggio, cala il sole, si fa notte, e comincia a girare voce che la notizia sia falsa. Si fa ancora l’alba, s’alza il sole e sta per calare ancora, quando è ormai certo: la notizia è falsa.
Sono quelle situazioni nelle quali è d’obbligo la sguaiatezza di un “l’avevo detto, io”: nessuno sa mai rinunciarci, neppure un servo dei servi di Dio.




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27 settembre 2007

“Ho imparato ad amare follemente Gesù” (Ornella Vanoni, 27.9.2007)

“... proviamo anche con Dio, non si sa mai...” [ * ]



 




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27 settembre 2007

Rap

Ci sono religioni con le quali non ho mai avuto alcun problema. Il buddhismo, per esempio. Nessun buddhista m’è mai venuto a rompere il cazzo su cosa sia vero, giusto, bello, e cosa no, pretendendo per giunta che io ne prendessi atto con l’obbedienza alla precettistica di complemento. Tanto meno ha preteso di convincermi dopo il primo “no, grazie”. Meno che mai dandomi del disumano, antiumano, subumano e simili, se non mi convincevo. Né mettendoci la faccia tosta di aggiungerci qualche maledizione, che è pure scostumatezza. Perciò, con il buddhismo, mai avuto problemi. Inoltre – devo dire – nessun buddhista ha mai preteso di imporre per legge il raggiungimento del nirvana nel mio paese; né ha mai preteso – né con le buone, né con le cattive – che, da contribuente, contribuissi a riempire la ciotola di riso a una gran manica di bonzi, sempre untuosi, quasi sempre ipocriti, spesso psicopatici e qualche volta pure un poco pedofili. Insomma, col buddhismo, sempre lutto liscio. Devo dire che poi avrò letto una quarantina di chili di libri sul buddhismo e che, sì, si tratta pur sempre di una religione – il difetto intrinseco ce l’ha pure il buddhismo, senza dubbio – epperò, chessò, faccio un esempio, rispetto a quella gran merda della teologia cattolica non c’è paragone. Il buddhismo sembra fisica – fisica dei macrosistemi – e quanto ha di metafisico può sembrare addirittura fisicamente verosimile. Poi c’è la storia. I monaci buddhisti si sono arsi vivi, qualche volta, ma nessuno è rimasto arso vivo da loro. Poi c’è la musica, e qui veniamo all’argomento definitivo: i canti gregoriani, due palle – le musiche tibetane, uno sballo.

Per dire? Per dire che questo blog fa uno strappo alla regola del “sei chierico? crepa pure!” e appoggia con solidale commozione la lotta dei monaci buddhisti in quel buco del culo dell’Asia chiamato Myanmar. Forza, bonzi, Malvino è con voi.




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27 settembre 2007

Qualunquismo + Spirito Santo

Nell’editoriale di prima pagina di Avvenire, domenica 23 settembre, Paolo Viana scrive: “L’impopolarità bipartisan della nostra classe politica, da cui scaturisce il fenomeno Grillo, non apparirebbe tanto maiuscola se l’Italia non fosse così clamorosamente migliore di chi la rappresenta. […] La vera sorpresa di questi giorni - purtroppo, tardano ad avvedersene proprio i politici - è che i trecentomila e più che applaudono Grillo e i moltissimi cittadini che, pur non amando il comico, condividono la stessa inquietudine di fondo, sono i veri protagonisti di una commedia il cui finale è tutt’altro che scritto. […] Il senso critico con cui la società contesta l’andazzo politico è degno del massimo rispetto, perché a esprimerlo è un Paese che paga ogni giorno un prezzo molto alto per coltivare la comune appartenenza a una società umana, una nazione, uno stato. Si pone, dunque, il problema di interpretare con sapienza questo sentimento critico, ma ancora costruttivo, degli italiani senza indulgere al nichilismo dei guitti”.
Beppe Grillo è un guitto nichilista, ma la vox populi è sempre vox Dei. Il cattolicesimo italiano del terzo millennio è qualunquismo + Spirito Santo.

.




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26 settembre 2007

Buona sera

“Ovunque i prezzi sono innaturali”

Robba




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26 settembre 2007

Un casino, insomma...

Natalia scrive: “Oggi ho visto Dr. House. Non lo faccio mai, ma in tv non c’era niente di meglio... La puntata era incentrata sulla storia di questa ragazza che si reca in ospedale perché stava male. Dr. House le aveva diagnosticato la clamidia, contratta per rapporto sessuale non protetto. Non era clamidia… Una settimana prima era stata stuprata e aspettava un figlio. Ha tentato il suicidio e poco prima di lasciare l’ospedale ha abortito. Un casino, insomma… Certo è che potrebbero fare dei telefilm più divertenti!!”.
Il blog di Natalia si chiama Il Nulla AssolutoNon a caso, penso.


Postilla  Natalia mi intima di rimuovere questo post, non ho capito bene a quale titolo visto che la sua produzione letteraria (chiamiamola così) non è protetta da alcun vincolo di copyright. Appena lo capisco, giuro, lo rimuovo. Hai un blog per farti leggere, carina? Brava, ti leggiamo e ti segnaliamo a chi non ti conosce, dovresti essere contenta, no?




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26 settembre 2007

Cercate di capire il pover'uomo

                         

Le prime uscite di monsignor Angelo Bagnasco da presidente della Cei non erano state felicissime, ricordate? Sicché dalla Segreteria di Stato gli era venuto, prima, il consiglio di stare un poco zitto e, poi, l’intimazione a farsi guidare diligentemente dal Segretario di Stato in persona. Non che avesse detto castronerie, ma neanche il tempo di sedersi sulla poltrona lasciatagli dall’eminentissimo cardinal Ruini e s’era subito buscato un Vergogna Bagnasco in vernice rosa sul portale della cattedrale e qualche imprecazione fraintesa per minaccia. Ma un monsignore sotto scorta può essere immagine del coraggio del martire cristiano un giorno, e due, e tre, poi diventa un boomerang: in un paese dove la Chiesa prospera meglio di una zecca, un presidente della Cei sotto scorta ci fa la figura di un fesso.
Insomma, l’avevano messo un poco in disparte. Succedi al cardinal Ruini, a un uomo dal potere immenso, e – paradosso! – devi dar conto delle reazioni che provochi mostrando lo stile col quale intendi esercitare quel potere. E hanno da ridire. Mettiamoci nei panni di Bagnasco: da mordersi il cazzo. Immaginate, dunque, cosa poteva uscirgli di bocca, appena gli avessero dato il permesso di riaprirla. Con la Prolusione all’Assemblea permanente è riuscito a contenersi, ma a Lourdes, tra luci e canti, stretto tra diaconi e paraplegici, un po’ rintronato dal viaggio aereo, non s’è riuscito a contenere.
“Senza moralità la vita umana diventa una giungla, dove vige la forza e la furbizia”. Concetto inerte, passi. Nella nostra società “regna una confusione”, dice Bagnasco. Siamo alla sociologia come la fa la sora Lella, ma passi. “Non esiste più il confine fra il bene e il male”, prosegue, e si capisce che si sta avvitando. Oggi, infatti, “pare che ogni desiderio soggettivo debba essere riconosciuto come diritto collettivo. Ma il potere di decidere fra bene e male non appartiene all’uomo ma solo a Dio”. Urca.
Quel “ma” è rivelatore: svela il salto di almeno un passaggio (ma ce ne voglio almeno due per dar senso alla disgiunzione) tra il chiedere a chi spetti di decidere fra bene e male, e l’affidare la cura del diritto collettivo a un ministro di Dio. Questo genere di salto argomentativo denota solitamente un orgasmo oratorio che non tarda a sbracare. Come da regola: “Quando c’è l’eclissi fra il bene e il male…”.
Com’è un’“eclissi tra il bene e il male”?




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26 settembre 2007

Motivazione! Motivazione!

“Il punto sul quale potrebbe basare la motivazione della sentenza, al momento non ancora depositata – azzardavo ieri su LibMagazine – [è che] la legge non fa menzione alcuna della diagnosi genetica di preimpianto, e dunque (alla lettera del testo) non ne fa divieto”. Be’, avevo imbroccato.

“La domanda è fondata e pertanto merita accoglimento, dovendo ritenersi praticabile, anche con riferimento al quadro normativo introdotto con la legge 19 febbraio 2004, n. 40 (Norme in materia di procreazione medicalmente assistita), l’accertamento diagnostico richiesto dagli attori. […] Nella legge n. 40/2004 non è infatti individuabile una disposizione che faccia specifico riferimento alla diagnosi preimpianto”

                                                                                             
Giudice Maria Grazia Cabitza




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26 settembre 2007

I limiti della satira

Galatea afferma che certe volte non si può far satira,
e non ho capito bene perché



Un pensionato è stato sorpreso a rubare in un supermercato, a Cagliari. Ha dichiarato che quella era la prima volta, e che l’aveva fatto per fame. Se le cose stanno tutte esattamente a questo modo, la notizia è di quelle da dare un pugno nello stomaco. A me l’ha dato, che pensate, sono mica un mostro. Ma, subito dopo, m’è sembrata notizia dalla esemplarità un po’ troppo didascalica, come se anche solo leggermente ritoccata. Voglio dire che la povertà (quella vera) è più brutta della morte, siamo tutti d’accordo. Ma un ladro beccato al suo primo furto – e per giunta perché tanto sprovveduto dal far cascare a terra la refurtiva nascosta sotto il giaccone – e proprio davanti alla cassa – è da copione. Se il pensionato avesse confessato che quella fosse la undicesima volta, o la quarta, o anche solo la seconda, avrei accusato il pugno nello stomaco più a lungo. Ma farsi beccare al primo tentativo, caro il mio pensionato, eccheccazzo.




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26 settembre 2007

Adiós, do widzenia, ciao.

“Nei giorni scorsi un centro di fertologia è stato autorizzato dalla sentenza di un Tribunale Civile ad eseguire una diagnosi genetica di preimpianto…”

[segue]




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26 settembre 2007

Due grandi a confronto (Il Foglio, 26.9.2007)

Al direttore - La invito alla lettura dell’articolo di Roberto Giachetti su Europa che…
[seguono 1.200 battute spazi inclusi]
                                                    Mario Adinolfi, candicato segreteria Pd

Risposta del Direttore
Ho capito nulla di quanto gentilmente lei ci ha scritto...
[seguono 200 battute spazi inclusi]
 




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Gli editoriali per Notizie Radicali


172. Urbi et orbi, la Marcia di Pasqua è inesistente
(11.4.2007)

171.
Addio, radicali. Arrivederci, liberali
(4.4.2007)

170.
La materia oscura
(30.3.2007)

169.
L’eroica lotta del prode Bandinelli
(20.2.2007)

168.
E a questo stiamo
(19.2.2007)

167.
Tra il sacro e la secolarizzazione
(16.2.2007)

166.
La smetta, Binetti, si curi!
(31.1.2007)

165.
Ignobile scoop
(29.1.2007)

164.
In memoria di Alfredo Ormando, ex seminarista, gay, arso vivo
(12.1.2007)

163.
Per ogni Popieluszko c’è sempre almeno un Wielgus
(10.1.2007)

162.
La pieta e la chiarezza di Francesco D’Agostino
(9.1.2007)

161.
Bernard-Henry Levy e i blog
(8.1.2007)

160.
Le esequie ecclesiastiche a Gabriele Cagliari
(2.1.2007)

159.
Assuntina Morresi davanti a Piergiorgio Welby
(20.12.2006)

158.
Ratzinger e i «terminali»
(18.12.2006)

157.
Il concubinaggio
(14.12.2006)

156. La «sana laicità»
(11.12.2006)

155.
Cantalamessa
(6.12.2006)

154.
Lo Sdi e la massa critica
(4.12.2006)

153.
Caro Punzi
(28.11.2006)

152.
Il diabete dell’ateo devoto
(27.11.2006)

151.
Alasciarli dire, a lasciarli fare
(24.11.2006)

150.
Il metodo di Antonio Socci
(23.11.2006)

149.
Salvo forellini
(22.11.2006

148.
L’olio e le erbe medicamentose di San Francesco
(20.11.2006)

147.
Chissà se il mercato globalizzato accetterà l’authority della Chiesa
(15.11.2006)

146.
La Curia di Bologna
(10.11.2006)

145.
Simpatica carognetta
(8.11.2006)

144.
Una sana competizione inter-religiosa
(23.10.2006)

143.
Lo spazio dove stanno i radicali
(17.10.2006)

142.
Si accettano scommesse
(12.10.2006)

141.
Capolavoro di ipocrisia!
(10.10.2006)

140.
La radice dell’antisemitismo è più cristiana o più musulmana?
(9.10.2006)

139.
Nessuna paura d’aver paura
(5.10.2006)

138.
Nessuna costrizione nelle cose di fede?
(2.10.2006)

137.
“Lucidamente Piergiorgio Welby chiede…” 
(29.9.2006)

136. 
Ipotesi su Milingo
(27.9.2006)

135.
Ohilà, nequiziosi!
(26.9.2006)

134.
Come il tassidermista riempie di paglia la carogna
(25.9.2006)

133.
Ignoranza o mistificazione?
(21.9.2006)

132.
O secolarizzazione o violenza
(19.9.2006)

131.
Un tranquillo weekend di paura
(18.9.2006)

130.
La teologia nell'universitas scientiarum
(14.9.2006)

129.
“In fondo la Cisa vende serrature”
(13.9.2006)

128.
Limature
(12.9.2006)

127.
Auflegen, befehlen o gebieten?
(11.9.2006)

126.
Robert Spaemann, incommensurabile sagomaccia
(6.9.2006)

125.
James Hillmann: diagnosi spietata, terapia di sempre
(5.9.2006)

124.
Il caso Robert Lanza, ennesima svista del Foglio
(1.9.2006)

123.
Caro Pullia
(31.8.2006)

122.
Pannella si è fermato a Bose
(29.8.2006)

121.
Dobbiamo avere una grande pazienza
(28.8.2006)

120.
Trittico libanese
(24.7.2006)

119.
Schola Scholae
(19.7.2006)

118.
“Drogarsi non è un diritto”
(14.7.2006)

117. 
Rosa nel Pugno. Appunti di viaggio
[con Federico Punzi]
(6.7.2006)

116.
Comunitari o liberal?
(29.6.2006)

115.
Di cani e di figli
(27.6.2006)

114. Una fiction, neh
(23.6.2006)

113. Signore, signori, malgiogli assortiti...
(21.6.2006)

112.
Lobby? Andiamo piano con le parole
(16.6.2006)

111.
“Talora la stampa si presta…”
(13.6.2006)

110.
Negli assolutismi accade
(8.6.2006)

109.
La “libertà di vietare”
(7.6.2006)

108. Ratzinger e Maggiolini, problemi di stile
(30.5.2006)

107.
Rispiegare la modernità?
(26.5.2006)

106.
Zuavi in Parlamento
(22.5.2006)

105.
A chi spetta?
(19.5.2006)

104. Ancora su Marcello Pera
(18.5.2006)

103.
Dopo la famiglia, lo Stato
(16.5.2006)


102. Occhio, fratres!
(8.5.2006)

101. Diciotto volte Emma Bonino, fino alla fine
(5.5.2006)

100. 
Il cardinal Martini e la "resa alla modernità"
(2.5.2006)

99.
Un'altra trappola: il Manifesto di Euston
(27.4.2006)

98.
Faranno al cardinal Martini un trattamento alla Milingo?
(24.4.2006)

97.
Dopo Rocca, Ferrara manda Bellasio
(21.4.2006)

96.
"C'è un'Italia reale e un'Italia virtuale"?
(19.4.2006)

95.
I piccoli exit poll di Christian Rocca
(13.4.2006)

94.
Il giorno dopo
(11.4.2006)

93.
Viva Romano Prodi!
(10.4.2006)

92.
Lectio magistralis
(5.4.2006)

91.
Not negotiable
(4.4.2006)

90.
L'Appello a Prodi: il bluff della guerra civile
(31.3.2006)

89.
Il gentilissimo Christian Rocca
(28.3.2006)

88.
Bastardo sarà lei!
(27.3.2006)

87.
Ruini non fa ingerenza, rimanda a quella di sempre
(21.3.2006)

86.
Divertente come la catastrofe
(20.3.2006)

85.
Mutua comprensione tra integralismi?
(13.3.2006)

84.
Benedetto figliolo!
(7.3.2006)

83.
Quel che trattiene Magdi Allam
(1.3.2006)

82.
Vieni, Gunther, qui c'è un albero, è un pero
(27.2.2006)

81.
Un editoriale che vorrei lasciare incompiuto e senza titolo
(21.2.2006)

80.
Cavar soldi dal “matto”: in Vaticano ci si fa un pensierino
(17.2.2006)

79.
Escludendo che monsignor Maggiolini si sia presa una cotta per la Bonino
(9.2.2006)

78.
La questione è la libertà di espressione
(7.2.2006)

77.
Si tratta pur sempre di un sant’uomo
(1.2.2006)

76.
“La verità, vi prego, sulla carità”
(31.1.2006)

75. Ci dica l’ottimo Panebianco…
(23.1.2006)

74.
La figlia del console
(19.1.2006)

73.
Ratzinger e il decalogo
(18.1.2006)

72. “Il vero Israele” 
(17.1.2006)

 

71. Una dimenticanza di Angelo Panebianco

(16.1.2006)

70. Bonino o Santanché?
(10.1.2006)

69. Niente antidepressivi, grazie!
(4.1.2006)

68. “Ah, se Dio sopprimesse i peccatori!”
(2.1.2006)

67. Del Concilio Vaticano II non avete capito niente, gonzi!
(27.12.2005)

66. Un’altra mina l’Occidente: la pornografia
(23.12.2005)

65. “Fratello spermatozoo”
(20.12.2005)

64.
La mia superstizione è migliore della tua
(19.12.2005)

63. Riforma della Curia, anno 0
(14.12.2005)

62.
La goccia di veleno
(12.12.2005)

61. Non lo fo’ per piacer mio…
(Lettera aperta a Carlo V)
(6.12.2005)

60. Venerdì, sabato e domenica
(5.12.2005)

59.
Contrordine, figlioli, il limbo è una cazzata!
(2.12.2005)

58.
Tomista quanto non mai, il Ratzinger. Anzi assai tomo.
(28.11.2005)

57. Il seminarista sia munito di certificato medico

(24.11.2005)

56. Scherziamo? Scherziamo
(21.11.2005)

55.
La pazienza degli italiani
(17.11.2005)

54. Il fuoco amico di Croce e Gramsci
(16.11.2005)

53. Marcello Pera, croque-mort
(15.11.2005)

52. Semo romani, damose da fa’
(11.11.2005)

51. Coi soldi di Sir Templeton
(8.11.2005)

50.
La Chiesa è sempre uguale a sé stessa
(27.10.2005)

49. Chi glielo dice a Marcello Pera, di farsi da parte?
(20.10.2005)

48.
Sua Santità, Anacoluto I
(17.10.2005)

47.
Un dubbio: mettere in dubbio il dubbio?
(14.10.2005)

46.
Capriccio
(10.10.2005)

45.
Buona conversione!
(7.10.2005)

44. Se il legislatore non è un fesso (e non è un fesso)
(4.10.2005)

43. L’orecchio di Dionigi
(29.9.2005)

42. Fiuggi: i tg di prima sera non possono più glissare
(26.9.2005)

41. La colomba e il leopardo
(21.9.2005)

40. Ratzinger apre la caccia al ricchione
(19.9.2005)

39. Caro Silvio Viale, vai avanti!
(15.9.2005)

38. “I politici cattolici lo sono in particolare”
(12.9.2005)

37. L’aggettivo “clerico-fascista”
(6.9.2005)

36. Il “vuoto” liberale
(1.9.2005)

35. Troppo vento a Colonia
(29.8.2005)

34. Gli ebrei, il solito nervo scoperto
(28.7.2005)

33.
Plinio Corrêa de Oliveira
(22.7.2005)

32. Questo non è altro che quello
(19.7.2005)

31. Due etti di quello buono (salumeria Sodano)
(13.7.2005)

30. A che serve più il vocabolario?
(8.7.2005)

29. Orsina, cioè Ferrara, cioè Ruini
(5.7.2005)

28. Vediamo se esistono ancora, quei socialisti
(1.7.2005)

27. Neofascisti, cielli, foglianti: bingo!
(27.6.2005)

26. Si lasci riposare in pace Benedetto Croce
(23.6.2005)

25. Se il pastore lo chiama gregge, ci sarà un motivo
(21.6.2005)

24. Se poi vengono bene, l’autorità centrale vidima
(15.6.2005)

23. Un occhio di riguardo per il Testaccio
(13.6.2005)

22. Fides et Ratio: un esempio e un paradigma
(7.6.2005)

21.
Ancora un piccolo sforzo, legalizziamo lo stupro
(3.6.2005)

20.
A chi fa i conti senza l’utero
(31.5.2005)

19.
Forse una destra decente è possibile
(27.5.2005)

18.
Il rischio di blandire i suscettibili
(24.5.2005)

17.
Toh, guarda, “la tentazione di passare al fronte dell’astensione”
(18.5.2005)

16.
Parlando serenamente, si trova sempre il modo di uscirne
(13.5.2005)

15.
Tra l’art. 7 e l’art. 8 della Costituzione
(10.5.2005)

14.
“I politici non capiscono mai niente, mai”
(5.5.2005)

13.
Parlare di embrioni da ex embrioni: non più
(3.5.2005)

12.
Beccaria e la misura di Ratzinger
(29.4.2005)

11.
Non invitate un falso liberale a un matrimonio gay
(27.4.2005)

10.
I cattolici liberali? Rivolgersi a Ratzinger, prego 
(22.4.2005)

9.
Il ricatto
(20.4.2005)

8.
Sotto chiave
(18.4.2005)

7.
Tirare sassi ai lumi
(14.4.2005)

6.
Promemoriam per Miriam
(12.4.2005)

5.
Semo ‘na manica de gente assai lasciva
(8.4.2005)

4.
No Taliban no Vatican: al di qua dello slogan
(7.4.2005)

3.
Il latinorum degli atei devoti
(5.4.2005)

2.
Il nodo genetico
(1.4.2005)

1.
La cosa per bene
(29.3.2005) 

 

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