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Diario
3 ottobre 2007
"Se non è spamming, è Pannella"
A un mio vecchio account di posta arriva una lettera di Marco Pannella. Citando il sublime Nardi, “se non è spamming, è Pannella”, ma questa lettera è davvero speciale e merita un approfondimento. Innanzitutto: sono autorizzato a divulgarla? Non ci sono dubbi: “Vi trasmetto questa minuta di una lettera che vorrei mandare a …….tanti!”. Dal punto esclamativo e dai molti ammicchi in quei puntini avrete capito: è lui, l’ineffabile Marco. Gli rimproverano di essere un padre-padrone, e invece sentite cosa scrive nel post scriptum: “Fatemi sapere, correggete, integrate, cancellate e magari, cestinate(mi)!”.
Ecco, questo è il punto: di là dall’oggetto di questa minuta, il metodo è quello dell’intellettuale collettivo che si esprime attraverso l’eccellenza carismatica. È stato chiamato anche sow-reap system (“as you sow, so shall you reap”): ti mando la bozza di una lettera che vorrei mandare in via semi-riservata a politici e giornalisti; capirai da solo a quale scopo; dimmi se ti pare il modo giusto per raggiungere lo scopo. Quando questo avviene – e, bisogna dire, avviene sempre più spesso – Marco Pannella accusa il suo singolarissimo deficit di eccellenza: lo coglie il dubbio (e basta un dubbio a rovinare un carisma) di non saper comunicare fuori dalla cerchia di chi ormai lo appercepisce, piuttosto che comprenderlo. Capisce che potrebbe mancare lo scopo, o che lo scopo non sia quello giusto, e si procura la preventiva solidarietà di chi avrà mancato lo scopo insieme a lui, nel modo per perseguirlo, nella sceglierlo come scopo giusto. Con questa lettera – questa minuta di una lettera – Pannella pone il problema dell’appoggio dei radicali al governo Prodi, per preperarsi a liquidare l’immagine dell’“ultimo giapponese dell’utopia prodiana”, che non è lavoretto da poco, a cominciare dal convincere Emma Bonino a schiodarsi dalla sua poltrona da ministro, ché ci tiene tanto.
Ho inoltrato la lettera a un amico, mi ha risposto che se n’è fatto la seguente idea (la riporto perché la condivido in pieno): “Rivendica di voler seguire una linea «economicista», direi capezzoniana senza Capezzone, la peggiore conferma che ci potesse essere del fatto che volesse liberarsi di lui, a prescindere da qualsiasi altra cosa, anzi, nonostante non vedesse proprio del tutto sbagliate le sue obiezioni al governo Prodi”. Bah, fatevene l’idea che potete farvene.
Caro……. [*], chiedo scusa per l’attenzione che ti/le chiedo: ma, così come questo non ha precedenti, così posso assicurare che non si ripeterà, se non - ipoteticamente – a tua/sua richiesta
1 premessa: da un mese prima del manifesto dei coraggiosi, rutelliano ho formalmente dichiarato in una mia conversazione domenicale con Massimo Bordin (e ripetuto da allora in quasi tutte le domeniche successive) che occorreva, urgeva ormai preparare un “dopo” questo Governo essendo chiaro che la situazione italiana, per potere formare nuove maggioranze, comunque dovesse dare priorità assoluta alle riforme econo0mico sociali, liberali e liberiste da una parte o, dall’altra priorità alla lotta civile contro potere, prepotere e aggressione vaticana, dall’altra. Per mio conto, a chiarissime lettere, ossessivamente, ho ripetuto che nelle presenti condizioni do senza dubbio, anche se con molta difficoltà soggettiva e oggettiva alla prima di queste due ipotesi. Cioè pagare gli scotti filoclericali, per procedere alle radicali riforme strutturali liberali e liberiste. Come prevedibilissimo, tanto quanto probabilmente anche per te sorprendente, non abbiamo riscontrato nessuna polemica, nessuno scandalo: ma solo un silenzio totale da ogni parte. Non sto a spiegare il perché di questa scelta; ma ci siamo messi subito all’opera, a nostro solito, anche da secchioni, per cercare di tessere rapporti, collaborazioni, azioni comuni con quanti più possibile dell’area di centro- Destra. Sicché abbiamo passato il mese di agosto, (fra uno sciopero della fame e l’altro sulla moratoria universale contro le condanne e le esecuzioni dei boia di stato) redigendo un’insieme di iniziative parlamentari, di indirizzo, di controllo politiche, legislativa con l’essenziale sul welfare e su una radicale riforma pensionistica. Abbiamo da due settimane inviato al maggior numero possibile di interlocutori favorevoli a riforme economico-sociali liberali, ricevendone – quantitativamente e qualitativamente – ben poche risposte ed adesioni.
2 Ho però subito e continuamente sottolineato che un lavoro come questo è stato svolto per tentare di accelerare possibili unità di opere liberali, liberiste a 360° in primo luogo evidentemente nei settori non conservatori e non corporativismi del centro-destra. Infatti ritengo che, allo stato attuale, qualsiasi “crisi” formale, istituzionale costituisce un temerario “salto nel buio” che occorre invece presenti aspetti limpidi e puntuali di un positivo mutamento, di un passo importante se non di un vero e proprio salto di capacità riformatrice della “politica italiana”.
3 In concreto quello che mi augurerei, per cui ti/le ho richiesto e richiedo questa faticosa attenzione è un qualche sostegno urgente alla iniziativa, menzionandola, se lo riterrai/riterrà indicandone, facendone conoscere la utilità, la bontà dell’insieme di proposte, oltre che delle intenzioni, dei propositi, del metodo. Abbiamo già cercato aiuto, e – per ora – non ne abbiamo trovato se non con un paio di incidentali e generiche menzioni su 24 ore. Su tutto sembra prevalere il combinato disposto di ostracismo a qualsiasi nostra forma di comunicazione, di contatto con le varie “opinioni pubbliche”, quali che siano; del continuo bombardamento di menzioni e di valorizzazioni della “sinistra Radicale”, di privilegio delle presenze di gruppi e di tentativi partitici in un passato anche recente molto contigui con noi, ad esclusione di nostre presenze e informazioni….. Oltre mezzo secolo ininterrotto di lotte singolari e anomale certo, hanno insegnato che è pericoloso alla conservazione del disordine stabilito o ai suoi riformismi tutt’altro che riformatori darci anche sporadici occasioni di comunicazione del nostro lavoro, del proseguirsi del nostro impegno. Ma della nostra capacità di far letteralmente tesoro di qualsiasi espressione di sostegno o anche solo di stima motivata, di questo – stranamente – sembra non esservi consapevolezza o anche solamente comprensione. Ti /le chiedo, quindi di tenere presente questa situazione, nella quale il paese sembra essersi installato nell’accettazione di questa realtà di fatto, molto difficilmente contestabile.
Caro……., puoi, vuoi, fare qualcosa in proposito? Menzioni, valutazioni evocazioni magari anche solo incidentali della iniziativa di cui sopra, sulla quale ti invio una sorta di sommario chiedendoti anche subito l’autorizzazione di inviarti le oltre 50 pagine di mozioni, proposte legislative, interpellanze, interrogazioni ecc. che abbiamo di già cominciato a depositare ma che ci sembra necessario siano tutte o in parte sostenute, sottoscritte da molti altri Deputati. O con dichiarazioni eventualmente a Radio Radicale, o…… non proseguo perché davvero non vi sarebbe che l’imbarazzo della scelta. Come ormai quasi sempre da decenni siamo un po’ allo stremo. Vuoi, puoi darci una mano e farcela dare anche da altri? Mi sembra che fosse Panfilo Gentile (nei due o tre anni in cui come “Averroè” ha scritto editoriali settimanali di “Il Mondo” di Pannunzio) evocasse la nostra scelta di praticare una “onorevole mendicità di Chierici”. Dopo 50 , anzi 60 anni, personalmente continuo con umiltà e una punta di fierezza a praticarla. Torno a chiederti, davvero, scusa per questa invasione di campo per questa indebita violazione della tua autonomia e per l’attenzione che ti ho richiesto. E confesso il filo di speranza che tu voglia e possa chiedere, scorrere o far scorrere con qualche urgenza quelle 50 pagine per le quali mi sono rivolto a te/lei.
| inviato da malvino il 3/10/2007 alle 22:10 | |
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