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Diario
18 dicembre 2007
Roma è un'altra cosa

Insomma, alla fin fine, cosa è successo? È successo che Veltroni ha fatto un piacere a Ruini. E che vogliamo fare, vogliamo scomodare la laicità dello Stato per una delicatezza tra galantuomini? Che sarà mai successo, poi? Via, non esageriamo, lo sanno tutti: Veltroni è il sindaco di Roma; ma Roma è la città del Papa; e dunque, in fondo, Veltroni è luogotenente pontificio; che faceva, negava un piacere al vicario? Non sia mai detto, per carità di Dio. Veltroni è stato eletto dai romani, certo, ma i romani cosa sono, via, se non sudditi pontifici imprestati alla Repubblica italiana come cittadini ? Il registro comunale delle coppie di fatto sarebbe stato uno schiaffo morale a Sua Santità, è evidente. E poi immaginatevi la gran figura di merda che ci avrebbe ricavato sullo scacchiere interconfessionale. Immaginatevi gli sberleffi degli ayatollah iraniani, per esempio: “Eccolo là – avrebbero detto – il Logos di sopra, il Logos di sotto, ma stringi stringi, non conta un cazzo: noi, in nome di Allah misericordioso, qui a Teheran le checche le impicchiamo, mentre a Roma gli passeggiano sotto il balcone, sottobraccio come marito e moglie, per lo shopping a Via della Conciliazione. Poi vuol farci la lezioncina etica, la zietta!”. E dàgli torto, a ‘sti zotici. [Lo so, “zietta” è pesante, ma voi dovete immaginare quanto poco rispetto abbiano per Sua Santità, nostro orgoglio nazionale (pure se tedesco, non fa nulla, c’è sempre stato feeling tra Italia e Germania), quel genere di musulmani lì. Nequiziosi quanto mai potreste immaginare. Per dire, se hai un segretario sexy, sei subito bollato come “zietta”.] E dunque Veltroni ha fatto bene. C’era di mezzo il buon nome di Roma e di tutta la cristianità; ma, soprattutto, c’era da difendere un’identità, quella che ci fa glocal per eccellenza (½ global, ½ local, shaker): abbiamo il Papa in casa. È ospite in entrambi i sensi, come lo è il boss in latitanza, cui non si può negare un letto e un posto a tavola, se te li chiede. E Sua Santità, per il tramite del suo vicario, le chiede con estremo garbo e con estrema gentilezza. Le facessero a Londra, certe cose, via – le facessero a Madrid, non qui da noi. Roma, per piacere, è un’altra cosa.
| inviato da malvino il 18/12/2007 alle 17:43 | |
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