|
Diario
5 novembre 2008
5.11.2008 - 5.58 (ora italiana)
Ha vinto Obama. L’Italia è spaccata, come sempre. C’è chi ritiene che adesso l’occidente tornerà ad essere un po’ meno spaventato e superstizioso, e un po’ più liberale e democratico. E c’è chi, invece, ritiene che la tendenza non si può invertire, e Obama non lo farà, non lo può fare. La questione è prosaica: dipenderà dalle condizioni e da quanto Obama sarà in grado di crearne. Io lo vedo sul palco, insieme alla moglie e alle figlie, alle 5.58 (ora italiana) di mercoledì 5 novembre – e già me lo vedo morto e impacchettato a icona. L’America sarà all’altezza della formidabile sfida che le è sembrato di potersi permettere?
Cestino
Si alleghi quanto segue alla rubrica Caro diario, sarà una chiacchierata leggerissima, quasi oziosa, nessuna profondità di analisi, nemmeno analisi, solo sensazioni, contraddittorie e fuggenti. Stretching defatigante. Dunque. Sono le 2.20 e tutta questa valanga obamiana ancora non s’è vista. M’ero permesso di scrivere – il post aveva come titolo Zogby di qui, Zogby di là – che i tradizionali strumenti di studio delle masse diventano sempre più spesso inefficaci a rappresentare la realtà, e possono floppare, floppano sempre più spesso. Io m’auguro di cuore che vinca Obama – mi piace dirlo adesso che la sua vittoria non è più sicura, prima mi sembrava troppo facile – ma è certo che il significato che si può dare alla sua vittoria – l’ottenga o no – piace a molti americani in meno rispetto a quanto pensassero gli americani stessi. Razzista solo molto in fondo e abbastanza pudica per darlo da vedere al sondaggista, la massa americana non si fa interrogare a dovere: sfugge alle leggi della logica del diritto, si arrocca in quell’irrazionalismo che ha sempre fatto (talvolta anche tonica) linfa dello spirito americano. Pragmatici e visionari come sempre, gli americani stanno investendo su un’altra bolla, che pare voler esser molto solida e duratura: il conservatorismo di cifra etica. Era parso a molti che l’America volesse sbarazzarsi di neocon e cristiani rinati, ma non è affatto così sicuro, anzi. Se Obama perde, quest’America chiede d’essere ancora spaventata e protetta, impoverita ed evangelizzata, omogeneizzata e fidelizzati. Ma anche se non vincerà col distacco che era atteso – e tutto sta in chi lo attendesse, e perché – vorrà dire che la bolla del conservatorismo di cifra etica tiene ben più del resistere. Sono le 3.21 e la Fox News dà l’Ohio a Obama: Enrico Mentana dà per certo che questo voglia dire che Obama ha vinto e in modo abbastanza consistente. Mi auguro di cuore che questo voglia davvero significare che l’America abbia deciso di mandare a fare in culo neocon e cristiani rinati. Qui dovrei tirare i due o tre fili lasciati nel testo e intrecciarli. Dunque. Aver bisogno d’essere ancora spaventati e protetti, impoveriti ed evangelizzati, omogeneizzati e fidelizzati, senza nemmeno il coraggio di dirlo a un sondaggista, sarebbe stato un gran bel segno di tenuta della bolla, per oltre il resistere. Sono le 3.45 e se le cose tengono – siamo a 164 a 69 in favore di Obama (cnn.com)… No, anche il New Mexico è per Obama: arriva a 199 elettori. È Obama, pare che sia Obama il nuovo presidente degli Stati Uniti, ma sarà il caso di continuare ad esser cauti. 5.58 Ha vinto Obama…
| inviato da malvino il 5/11/2008 alle 5:59 | |
|