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Diario
13 novembre 2008
Si potrà pur morire come e quando pare e piace?
Eluana è libera.
1. “È la conferma che viviamo in uno stato di diritto”, dice Beppino Englaro, e come non essere d’accordo? Ma aggiungiamo subito che ci sono voluti 17 anni per poterlo dire. Poi diciamo che, con molta probabilità, lo stato di diritto sarà presto messo sotto i piedi da una legge che imporrà di vegetare anche a chi non volesse. I nostri corpi saranno nutriti a forza, anche se avessimo dato disposizioni perché ciò non avvenga: dare disposizioni del genere, semplicemente, non sarà possibile. Non si sognerebbero mai di nutrirci contro la nostra volontà, se fossimo coscienti, e almeno potremmo sputargli il cibo in faccia. Ma dopo aver approvato quella legge, e fino a quando il nostro cadavere sarà caldo, potranno farlo.
2. Monsignor Fisichella, tumido come non mai, dà del boia allo Stato. E lo dobbiamo lasciar fare, sennò strilla come una gallina e lamenta che gli si sta pestando la libertà di culto. Sembra ieri che Mastro Titta ammazzava gli oppositori al Papa Re, e Sua Eccellenza prova orrore per una sentenza di morte, poi dice che il darwinismo è una palla. Vabbe’, facciamolo sfogare. Segue la signora Roccella, cui il padre ha lasciato in eredità solo il cognome: chiama il padre di Eluana Englaro ad assumersi responsabilità. E fino adesso che ha fatto? Il povero Beppino Englaro si è assunto una responsabilità grossa quanto dovrebbe essere la vergogna di chi gliela sottrae: eseguire le ultime volontà di una figlia. È roba da tragedia greca, e la signora Roccella ne cava un fervorino. Vergogna. E indovina chi segue? Segue Cossiga, il nostro caro vecchio Cossiga, e Cossiga non si capisce bene cosa dica, anche se sembra voler tenere il solito standard cossighiano, quello dell’atrocità detta col sorriso di un bipolare col botto, un lampo di magnesio, presto, il litio. Scatenati, incazzatissimi, soprattutto lividi. Ma a voi sembrerebbe così strano che a un manipolo di pazzi fottuti, chessò, cinque o sei arditi di Comunione e liberazione, venisse il prurito di un rapimento? Sequestrare il corpo di Eluana Englaro appena dissequestrato per sentenza in nome del popolo italiano, per spupazzarselo di carità cristiana. Non mancano i supporti logistici e i fiancheggiatori, sull’operazione si può costruire una splendida campagna d’inverno. Idratarla, idratarla, idratarla. Pregare intensamente perché – per miracolo, adesso, prima che sia troppo tardi – Eluana Englaro si svegli, perché no? Può sempre succedere, avete detto. E allora pregate, invece di far gargarismi con la bile.
3. L’associazione Scienza & Vita ha chiesto che sia consentito di assistere all’“esecuzione” della “condanna a morte” e registrare tutto in video affinché “i nostri figli e i nostri nipoti potranno scoprire come un cittadino italiano possa essere condannato da un giudice di uno Stato civile e democratico a morire di fame e di sete”. Sono pazzi, pazzi fottuti.
| inviato da malvino il 13/11/2008 alle 18:15 | |
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