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Diario
18 novembre 2008
Testimoni sfusi o a pacchetti
L’Osservatore Romano sta facendo davvero più del possibile per dipingerci un bel Pio XII, e non passa giorno che almeno un articolo – spesso due, ma si è arrivati a un massimo di sei – non illustri ai 500 lettori del “giornale del Papa” le angeliche virtù del Pacelli.
Nei giorni pari, si narrano le buone azioni che il clero cattolico ha compiuto in favore degli ebrei dal 1938 in poi. Sottinteso: su disposizione di Pio XII, riservata ma tassativa. Giacché il direttore è uno storico, questi articoli da giorni pari sono documentatissimi: se don Coso ha dato una frittella al piccolo Yoel alle 11.42 del 4 maggio del 1944, l’articolo lo riporta, con testimoni sfusi o a pacchetti, che provano senza ombra di dubbio che quella frittella veniva dalla cucina del Pacelli. Altro che strafottente, altro che intimamente antisemita, tutta “leggenda nera”, calunnie infami a fare la didascalia sotto una foto allo Yad Vashem: no, Pio XII amava gli ebrei, ne aiutò a vagonate, solo che qualche vagone gli sfuggì. Vogliamo fare i pignoletti?
Nei giorni dispari, invece, il tenore degli articoli dedicati al Pacelli sono sul genere: se Pio XII avesse dato una sola frittella in più di tutte quelle che ha dato, le bestie bionde naziste si sarebbero biondamente imbestialite, e sarebbe stato peggio. La storia non dà controprove, e allora non resta che fidarsi dei dotti signori che scrivono per L’Osservatore Romano, probabilmente a pagamento: Pio XII non solo era amico degli ebrei, ma si sentiva anche lui un po’ ebreo, sicché cercava di non dare troppo nell’occhio, per non fare il martire, tanto non è obbligatorio per diventare santi. A pensarci bene, può darsi: avete visto il Pacelli di profilo, che naso, che orecchie? Molto askenazita, no? Via, scherzavo, vengo al dunque.
Oggi era martedì 18 novembre, giorno pari: articolo sulle buone azioni fatte agli ebrei da pretini e pretoni in nome e per conto del Pacelli. «Operazione carte false» per salvare gli ebrei, a firma di Gaetano Vallini (non voglio nemmeno prendere informazioni: sarà dotto certamente, lo do per scontato). Il quale ci dà notizia di nobili prove di altruismo in favore di ebrei, nel 1943, ad opera di monsignor Giuseppe Placido Nicolini, don Aldo Brunacci e padre Rufino Nicacci. Clero cattolico, insomma. Agenti papali, diciamo. Voilà, altri tre episodi di bontà pacelliana. Bontà acclarata. Acclarata almeno qui, dove “i tre protagonisti della vicenda sono stati riconosciuti Giusti tra le nazioni dallo Yad Vashem”. Gesù, Gesù, Gesù, ma adesso lo Yad Vashem fa garanzia? Non è lo stesso che infamava il Pacelli?
| inviato da malvino il 18/11/2008 alle 16:15 | |
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