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Diario
27 novembre 2008
L’uomo – fondamentalmente – è pecora
“venti cretini e un furbo, venti cretini e un furbo, venti cretini e un furbo: se non nasce l’ottantesimo cretino, non nasce il quarto furbo”
appunti giovanili (1973)
Pio XII è stato un grandissimo benefattore degli ebrei. E il processo a Galileo Galilei è stato solo un civile scambio di opinioni tra credenti della stessa fede su questioni squisitamente tecniche. E il Medioevo è stata epoca briosa. E l’Inquisizione fu istituzione pia e magnanima. E Giordano Bruno è morto per autocombustione. Quest’ultima, forse, è meglio non proporla, est modus in rebus. Ma sulle altre, a forza di ripeterle, riusciranno a strappare qualche convincimento. È gente instancabile, capace di ripetere di seguito per decine e decine di volte la stessa preghiera, fino ad intontirsene (lo chiamano «rosario», ‘sti drogati): figuriamoci, quindi, se non saranno capaci di ripetere e ripetere e ripetere, come già stanno cominciando a fare con sempre più sfacciata insistenza, e a ripetere ancora, e ancora, che la scienza moderna ha un’«origine cristiana» e che, per essere fedele a se stesso, il liberalismo necessiti di una dottrina morale «congenere» a quella cristiana, sennò degenera in nazismo. L’Illuminismo? Forse che Gesù non ha detto: “Io sono la Luce, ecc.”? La laicità? Chi può spiegartela meglio di un chierico? Dicevo: riusciranno a strappare qualche convincimento. Cercano di farlo sempre, anche contro le evidenze. Le piegano alla fede, è il loro modo di farvi coincidere la ragione. Perché dalla loro hanno una verità, se non la Verità. Che l’uomo – fondamentalmente – è pecora. Piegando la ragione a questa fede, il gioco è fatto: non è manco più mistificazione, è rievangelizzazione.
| inviato da malvino il 27/11/2008 alle 15:30 | |
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