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Diario
4 gennaio 2009
La pillola inquina l'ambiente e uccide l'embrione
Pedro José María Simón Castellví, presidente della Federazione internazionale delle Associazioni dei medici cattolici (Fiamc), firma un articolo su L’Osservatore Romano in edicola domenica 4 gennaio che merita molta attenzione.
La Federazione che ho l’onore di presiedere ha appena pubblicato un documento ufficiale per commemorare il quarantesimo anniversario della lettera enciclica Humanae vitae di Papa Paolo VI, di venerata memoria. Si tratta di un testo molto tecnico, lungo, di cento pagine, con trecento citazioni bibliografiche, la maggior parte di riviste mediche specializzate. Il documento ha visto la luce dopo molti mesi di ricerca e di intenso lavoro di raccolta di dati. È giusto ricordarne il curatore, lo svizzero dottor Rudolf Ehmann, che ha dedicato alla sua redazione gli stessi mesi esatti di una gravidanza. Non era mai stato fatto qualcosa di simile dal punto di vista medico, dato il modo di lavorare e di scrivere a cui siamo abituati noi medici. Inoltre il testo originale tedesco è bello e ben scritto.
Cominciamo subito col dire che il documento cui si fa cenno nel testo non è affatto “molto tecnico”, è di sole 79 pagine e ha solo 288 citazioni bibliografiche, molte delle quali assai datate, alcune addirittura vecchie di oltre vent’anni, e aggiungiamo che impiegare nove mesi per scrivere un documento del genere è cosa che muove alla compassione nei confronti del suo autore, “lo svizzero dottor Rudolf Ehmann”, noto a Google più per il suo attivismo propagandistico che per particolari meriti scientifici. Diciamo, poi, che oltre tre quarti delle citazioni bibliografiche riportate nel documento decontestualizzano i dati sperimentali e clinici riferiti in lavori che arrivano a conclusioni di segno esattamente opposto a quelle cui mira questo pallosissimo e mistificatorio 40 Jahre Enzyklica Humanae Vitae aus medizinethischer Sicht, che non ha alcun pregio estetico e che ricorda i libelli commissionati dalla Philip Morris negli anni ’60 e ’70 sulle salutari virtù del tabacco. Mi sono laureato in Medicina e Chirurgia nel 1982, specializzato in Ostetricia e Ginecologia nel 1987, in questo campo sono autore di una settantina di lavori scientifici e coautore di tre volumi, e mastico un poco di tedesco. Può darsi sia poco per dire che il documento del dottor Ehamnn fa cagare, ma lo dico: fa cagare, davvero. Ma proseguiamo nella lettura dell’articolo su L’Osservatore Romano.
Si deve considerare come una perizia qualificata per valutare aspetti importanti della contraccezione. Scritto con tutti i requisiti scientifici, senza nessun complesso d’inferiorità rispetto a qualsiasi dibattito di ostetricia e ginecologia, giunge a due conclusioni che non dovrebbero passare inosservate né nella Chiesa né al di fuori di essa. In primo luogo, dimostra irrefutabilmente che la pillola denominata anovolutaria più utilizzata nel mondo industrializzato, quella con basse dosi di ormoni estrogeni e progestinici, funziona in molti casi con un vero effetto anti-impiantatorio, cioè abortivo, poiché espelle un piccolo embrione umano. […] Un altro aspetto interessante riguarda gli effetti ecologici devastanti delle tonnellate di ormoni per anni rilasciati nell’ambiente. Abbiamo dati a sufficienza per affermare che uno dei motivi per nulla disprezzabile dell’infertilità maschile in occidente (con sempre meno spermatozoi nell’uomo) è l’inquinamento ambientale provocato da prodotti della «pillola».
Qui l’autore dell’articolo non mente, né esagera: il dottor Ehmann cerca davvero di dimostrare che un farmaco che inibisce l’ovulazione, e dunque la fecondazione, sia in qualche modo abortivo. Come? Semplice. Considerando le modifiche indotte dagli estro-progestinici su muco cervicale, endometrio ed epitelio tubarico, le definisce concorrenti alla inibizione dell’impianto embrionario, ammesso che un embrione sia possibile in assenza di ovulazione e di fecondazione, e così giunge bel bello alla conclusione che l’effetto antinidatorio della «pillola» (e non stiamo parlando della «pillola del giorno dopo» o della Ru486, ma della più comune «pillola» contraccettiva) sia «abortivo». Non c’è bisogno di essere medici, basta leggere il foglietto illustrativo di un comune preparato estro-progestinico (armati eventualmente di un dizionario scientifico) per capire che il dottor Ehmann è un treccartaro della peggior specie. Lo dimostra in modo esemplare il fatto che, per ottenere “gli effetti ecologici devastanti delle tonnellate di ormoni” di cui parla il presidente della Fiamc, alla dose di 30 microgrammi di etinilestradiolo per singola «pillola», ce ne vorrebbero un milione per farne 30 grammi, un miliardo per farne 30 chili e trecento miliardi per farne una sola tonnellata, senza calcolare che l’organismo metabolizza la molecola e non la dismette nell’ambiente con i suoi “devastanti” (e soprattutto terrorizzanti) effetti sulla “infertilità maschile in occidente”, che è dovuta da una infinità di cause, non ultima – volendo – l’inalazione dell’incenso che brucia nei turiboli in mano ai preti. Diciamo che questo è solo uno dei tanti miserabili espedienti usati da Ehmann per fare disinformazione scientifica. Probabilmente in cambio di qualche favore, come chi scriveva per la Philip Morris che il tabacco fosse un ottimo battericida e un salutare espettorante.
| inviato da malvino il 4/1/2009 alle 1:36 | |
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