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Diario
12 gennaio 2009
“Che grande mente! Che gran demente!”
È un truffatore di discreta classe, non eccelsa ma discreta, e però certe volte mi fa certe figuracce da imbroglioncello maldestro. Ieri, per esempio. Ieri sembrava uno di quelli che ti mettono sotto il muso una polizza con una bella clausolona capestro, come se ti stessero proponendo un affarone. Diceva che i figli bisogna battezzarli subito, al più presto, da neonati. Perché non da feti? Non si tratta già di persone? Non s’è detto che prima e dopo la nascita non cambia niente? Basterebbe benedire il liquido amniotico e il feto si ritroverebbe già battezzato, due formule e via. L’ecografia solo per sapere il sesso, giusto per non mettergli un nome contro natura. Vabbe’, non divaghiamo: se non l’ha proposto, vorrà dire che una ragione c’è. Diceva – dicevo – che i genitori sono tenuti a battezzare subitissimo il neonato “perché non è proprietà dei genitori, ma è affidato dal Creatore alla loro responsabilità, liberamente e in modo sempre nuovo, affinché essi lo aiutino ad essere un libero figlio di Dio”. Una bella accozzaglia di contraddizioni, eh? Perché il bambino sia libero, conviene non fargli decidere da solo se battezzarsi o no più in là, ma battezzarlo subito, responsabilmente. Responsabilità sua? No, quella dei genitori. I quali, visto che il figlio non è loro, ma di Dio, sono tenuti ad impegnarlo a Lui prima che quello possa capire, sennò non cresce abbastanza libero. Non fosse il Papa, dite, non lo considerereste un argomentare da demente? Bene, avrei un compromesso per mettere d’accordo tutti, credenti e no, papisti e antipapisti, quelli che lo considerano un cervello finissimo e quelli che considerano un baro che ogni tanto si fa trovare con cinque assi in mano: quando dice roba del genere, tutti a gridare “Che-gran-de-men-te! Che-gran-de-men-te!”.
| inviato da malvino il 12/1/2009 alle 8:26 | |
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