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il blog di Luigi Castaldi


Diario


17 febbraio 2009

Perché questa legge di merda?

Ai voti del Pdl, della Lega e dell’Udc, che già bastano e avanzano, se ne aggiungeranno alcuni del Pd, e forse anche qualcuno dell’Idv: in Parlamento ci sono i numeri perché il disegno di legge che copio-incollo in coda a questo post sia approvato così com’è.
Salvo sorprese, davvero poco probabili, a breve l’Italia avrà una legge che interpreta in modo assai bizzarro gli articoli 2, 13 e 32 della Costituzione (art. 1, § 2), che dichiara la vita “indisponibile” a chi ne è titolare (art. 1, § 4), e prioritaria l’alleanza terapeutica tra il medico e il paziente” (art. 1, § 5), ma rendendo il primo un funzionario di uno Stato etico e il secondo un suddito che non ha alcun diritto di decidere se, e quando, e come morire, laddove le condizioni di vita – della sua vita – non gli sembrino degne.
Perfino il Catechismo della Chiesa Cattolica – se è stato fonte di ispirazione – è scavalcato in senso illiberale riguardo al rispetto “della ragionevole volontà e degli interessi legittimi del paziente” (2278), con una procedura di raccolta della Dichiarazione Anticipata di Trattamento che pare fatta apposta per scoraggiarla (artt. 5 e 6). Perfino il Codice di Deontologia Medica è disatteso lì dove è fatto chiaro che il medico non deve assumere iniziative costrittive né collaborare a manovre coattive di nutrizione artificiale” (53), sul punto in cui alimentazione ed idratazione […] non possono formare oggetto di Dichiarazione Anticipata di Trattamento” (art. 5, § 6). Si poteva far peggio solo rigettando il Protocollo di Harvard e definendo “morte” qualcosa in più che la “morte cerebrale” (art. 1, § 1), ma qui un po’ di pudore deve aver avuto la meglio.

Questa legge è una mostruosità giuridica, tuttavia tra poco sarà approvata. Com’è possibile? Voglio dire: come è spiegabile un così vistoso deficit di cultura liberaldemocratica del legislatore di questa XVI Legislatura? Com’è possibile che in Parlamento ci sia così tanta gente che non ritiene affatto legittime da parte dell’individuo neppure quelle scelte libere e responsabili che lo riguardano in modo esclusivo? Io penso che tutto sia spiegabile con una grave disistima che il legislatore nutre verso se stesso, e si può capire, se si pensa a come arriva in Parlamento, e perché.
Quando il legislatore disprezza se stesso, disprezza anche l’individuo per il quale scrive le leggi: non essendo stato scelto da chi poi rappresenta, ma essendo per lo più cooptato in virtù di meriti che si riducono alla fedeltà allo schieramento di appartenenza, egli insegue l’elettorato per ciò che dell’elettorato gli è dato da rappresentazioni che sono insieme distorte e distorcenti.

Ecco, riporterei il deficit di cultura liberaldemocratica del legislatore a questo suo cogliersi come momento di una più generale crisi del principio di rappresentanza. Una dittatura mediatica è già di fatto, e gli strumenti della rappresentanza sono ormai ridotti a meri proiettati degli strumenti della formazione dell’opinione pubblica. Che è guidata allo scetticismo sulla forma democratica dello Stato e sulla natura liberale di un progetto di società democraticamente realizzata.
Si dice che un’oligarchia bene organizzata sia l’unica possibile democrazia (Giuliano Ferrara), e lo si lascia dire, credendola massima triste, ma realistica: se riduci un individuo ad acquirente e la società a un pubblico di consumatori, è necessario guidare la domanda verso un’offerta; e l’etica di Stato – il corrispettivo della religione di Stato – è il “piede di porco” che scardina il principio della libertà dell’individuo, lo rende servo di bisogni distorti e distorcenti. Mai veramente suoi.

Ho letto il testo del disegno di legge che copio-incollo qui sotto subito dopo aver recuperato su radioradicale.it gli interventi di Edoardo Fleischner, Stefano Rodotà, Furio Colombo, Ignazio Marino e Luigi Manconi all’incontro su Verità e menzogne su eutanasia, ecc. (Teatro Eliseo, 14.2.2009). Vi consiglio di studiarli con molta attenzione, li trovate qui. Penso possano spiegare il come sia possibile in Italia, oggi, una legge del genere.
Una legge di merda: metto al file l’icona che merita.




Disegno di legge su “Disposizioni in materia di alleanza terapeutica, di consenso informato e di dichiarazioni anticipate di trattamento” – Relatore: Sen. Raffaele Calabrò (Pdl)

Art. 1 (Tutela della vita e della salute)
1. La Repubblica tutela la vita umana fino alla morte, accertata ai sensi della legge 29 dicembre 1993, n. 578.
2. La Repubblica, in attuazione degli articoli 2, 13 e 32 della Costituzione, tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività e garantisce la dignità della persona umana riguardo alle applicazioni della biologia e della medicina.
3. La Repubblica riconosce come prioritaria rispetto all’interesse della società e della scienza la salvaguardia della persona umana.
4. La Repubblica riconosce il diritto alla vita inviolabile ed indisponibile, garantito anche nella fase terminale dell’esistenza e nell’ipotesi in cui il titolare non sia più in grado di intendere e di volere.
5. La Repubblica, nel riconoscere la tutela della salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, garantisce la partecipazione del paziente all’identificazione delle cure mediche più appropriate, riconoscendo come prioritaria l’alleanza terapeutica tra il medico e il paziente, che acquista peculiare valore proprio nella fase di fine vita.

Art. 2 (Divieto di eutanasia e di suicidio assistito)
1. Ogni forma di eutanasia, anche attraverso condotte omissive, e ogni forma di assistenza o di aiuto al suicidio sono vietate ai sensi degli articoli 575, 579, 580 del codice penale.
2. L’attività medica, in quanto esclusivamente finalizzata alla tutela della vita e della salute, nonché all’alleviamento della sofferenza non può in nessun caso essere orientata al prodursi o consentirsi della morte del paziente, attraverso la non attivazione o disattivazione di trattamenti sanitari ordinari e proporzionati alla salvaguardia della sua vita o della sua salute, da cui in scienza e coscienza si possa fondatamente attendere un beneficio per il paziente.

Art. 3 (Divieto di accanimento terapeutico)
1. Soprattutto in condizioni di morte prevista come imminente, il medico deve astenersi da trattamenti sanitari straordinari, non proporzionati, non efficaci o non tecnicamente adeguati rispetto alle condizioni cliniche del paziente o agli obiettivi di cura e/o di sostegno vitale del medesimo.
2. Il divieto di accanimento terapeutico non può legittimare attività che direttamente o indirettamente, per loro natura o nelle intenzioni di chi li richiede o li pone in essere, configurino pratiche di carattere eutanasico o di abbandono terapeutico.

Art. 4 (Consenso informato)
1. Salvo i casi previsti dalla legge, ogni trattamento sanitario è attivato previo consenso esplicito ed attuale del paziente prestato in modo libero e consapevole.
2. L’espressione del consenso è preceduta da accurate informazioni rese in maniera completa e comprensibile circa diagnosi, prognosi, scopo e natura del trattamento sanitario proposto, benefici e rischi prospettabili, eventuali effetti collaterali, nonché circa le possibili alternative e le conseguenze del rifiuto del trattamento.
3. L’alleanza terapeutica così costituitasi all’interno della relazione medico paziente è rappresentata da un documento di consenso, firmato dal paziente, che diventa parte integrante della cartella clinica.
4. È fatto salvo il diritto del soggetto interessato che presti o non presti il consenso al trattamento sanitario, di rifiutare in tutto o in parte le informazioni che gli competono. Il rifiuto può intervenire in qualunque momento e deve essere adeguatamente documentato.
5. Il consenso al trattamento sanitario può essere sempre revocato, anche parzialmente.
6. In caso di interdizione ai sensi dell’articolo 414 del codice civile, il consenso è prestato dal tutore che appone la firma in calce al documento. In caso di inabilitazione, ai sensi dell’art.415 del codice civile, si applicano le disposizioni di cui all’art.349, comma 3 del codice civile relative agli atti eccedenti l’ordinaria amministrazione. Qualora vi sia un amministratore di sostegno ai sensi dell'articolo 404 del codice civile e il decreto di nomina preveda l'assistenza in ordine alle situazioni di carattere sanitario, il consenso è prestato dall'amministratore di sostegno. La decisione di tali soggetti è adottata avendo come scopo esclusivo la salvaguardia della salute dell’incapace e non può pertanto riguardare trattamenti sanitari in pregiudizio della vita dell’incapace stesso.
7. Il consenso al trattamento medico del minore è accordato o rifiutato dagli esercenti la potestà parentale o la tutela; la decisione di tali soggetti è adottata avendo come scopo esclusivo la salvaguardia della salute psico-fisica del minore e non può pertanto riguardare trattamenti sanitari in pregiudizio della vita del minore.
8. Qualora il soggetto sia minore o incapace di intendere e di volere e l’urgenza della situazione non consenta di acquisire il consenso così come indicato nei commi precedenti, il medico agisce in scienza e coscienza, conformemente ai principi dell’etica e della deontologia medica.

Art. 5 (Contenuti e limiti delle dichiarazioni anticipate di trattamento)
1. Nella Dichiarazione Anticipata di Trattamento il dichiarante esprime il proprio orientamento in merito ai trattamenti sanitari e di fine vita in previsione di una eventuale futura perdita della propria capacità di intendere e di volere.
2. Nella Dichiarazione Anticipata di Trattamento il soggetto dichiara il proprio orientamento circa l’attivazione e non attivazione di specifici trattamenti sanitari, che egli, in stato di piena capacità di intendere e di volere e in situazione di compiuta informazione medico-clinica, è legittimato dalla legge e dal codice di deontologia medica a sottoporre al proprio medico curante.
3. Il soggetto può, in stato di piena capacità di intendere e di volere e in situazione di compiuta informazione medico-clinica, dichiarare di accettare o meno di essere sottoposto a trattamenti sanitari sperimentali invasivi o ad alta rischiosità, che il medico ritenga possano essergli di giovamento, può altresì dichiarare di accettare o meno trattamenti sanitari che, anche a giudizio del medico avessero potenziale, ma non sicuro carattere di accanimento terapeutico.
4. Nella DAT può essere esplicitata la rinuncia da parte del soggetto ad ogni o ad alcune forme particolari di trattamenti sanitari in quanto di carattere sproporzionato, futili, sperimentali, altamente invasive e invalidanti. Possono essere altresì inserite indicazioni da parte del redattore favorevoli o contrarie all'assistenza religiosa e alla donazione post mortem di tutti o di alcuni suoi organi.
5. Nella DAT il soggetto non può inserire indicazioni finalizzate all’eutanasia attiva o omissiva.
6. Alimentazione ed idratazione, nelle diverse forme in cui la scienza e la tecnica possono fornirle al paziente, sono forme di sostegno vitale e fisiologicamente finalizzate ad alleviare le sofferenze e non possono formare oggetto di Dichiarazione Anticipata di Trattamento.
7. La DAT assume rilievo nel momento in cui è accertato che il soggetto in stato vegetativo non è più in grado di comprendere le informazioni circa il trattamento sanitario e le sue conseguenze e per questo motivo non può assumere decisioni che lo riguardano. La valutazione dello stato clinico va formulata da un collegio medico formato da cinque medici (neurologo, neurofisiologo, neuroradiologo, medico curante e medico specialista della patologia) designati dalla direzione sanitaria della struttura di ricovero.

Art. 6 (Forma e durata della dichiarazione anticipata di trattamento)
1. Le Dichiarazioni Anticipate di Trattamento (DAT) non sono obbligatorie né vincolanti, sono redatte in forma scritta con atto avente data certa e firma del soggetto interessato maggiorenne, in piena capacità di intendere e di volere dopo una compiuta e puntuale informazione medico clinica, e sono raccolte esclusivamente da un notaio a titolo gratuito. Alla redazione della dichiarazione interviene un medico abilitato all'esercizio della professione che sottoscrive la Dichiarazione Anticipata di Trattamento.
2. Il notaio ne certifica l’autenticità ed attesta che il medico abbia informato con chiarezza il paziente delle possibili situazioni cliniche e dei possibili trattamenti di fine vita, al fine di rendere pienamente consapevole la dichiarazione di questi.
3. Le Dichiarazioni Anticipate di Trattamento devono essere formulate in modo chiaro, libero e consapevole, manoscritte o dattiloscritte, nonché sottoscritte con firma autografa.
4. Salvo che il soggetto sia divenuto incapace, la Dichiarazione ha validità di tre anni, termine oltre il quale perde ogni efficacia. La DAT può essere indefinitivamente rinnovata, con la forma prescritta nei commi precedenti.
5. La DAT può essere revocata o modificata in ogni momento dal soggetto interessato. La revoca, anche parziale, della dichiarazione deve essere sottoscritta dal soggetto interessato.
6. La DAT deve essere inserita nella cartella clinica dal momento in cui assume rilievo dal punto di vista clinico.
7. In condizioni di urgenza, la DAT non si applica ove non ne sia possibile una immediata acquisizione.

Art. 7 (Fiduciario)
1. Nella DAT è possibile la nomina di un fiduciario, maggiorenne, capace di intendere e di volere, che opera sempre e solo secondo le intenzioni legittimamente esplicitate dal soggetto nelle dichiarazioni anticipate, per farle conoscere e contribuire a realizzarne le volontà.
2. Il fiduciario appone la propria firma autografa al testo contenente le dichiarazioni anticipate.
3. Il fiduciario si impegna ad agire nell'esclusivo e migliore interesse del paziente.
4. Il fiduciario, in stretta collaborazione con il medico curante con il quale realizza l'alleanza terapeutica, si impegna a garantire che si tenga conto delle indicazioni sottoscritte dalla persona nella Dichiarazione Anticipata di Trattamento.
5. Il fiduciario si impegna a vigilare perché al paziente vengano somministrate le migliori terapie palliative disponibili, evitando che si creino situazioni sia di accanimento terapeutico, sia di abbandono terapeutico.
6. Il fiduciario si impegna a verificare attentamente che il paziente non sia sottoposto a nessuna forma di eutanasia esplicita o surrettizia.
7. Il fiduciario può rinunciare per iscritto all'incarico, comunicandolo direttamente al dichiarante o, ove quest'ultimo fosse incapace di intendere e di volere, al medico responsabile del trattamento sanitario.

Art. 8 (Ruolo del medico)
1. La volontà espressa dal soggetto nella sua Dichiarazione Anticipata di Trattamento è attentamente presa in considerazione dal medico curante che, sentito il fiduciario, annoterà nella cartella clinica le motivazioni per le quali ritiene di seguirle.
2. Il medico non può prendere in considerazione indicazioni orientate a cagionare la morte del paziente o comunque in contrasto con le norme giuridiche o la deontologia medica. Le indicazioni sono valutate dal medico, sentito il fiduciario, in scienza e coscienza, in applicazione del principio dell’inviolabilità della vita umana e della tutela della salute, secondo i principi di precauzione, proporzionalità e prudenza.
3. Il medico, nel caso di situazioni d’urgenza, sentito ove possibile il fiduciario, assume le decisioni di carattere terapeutico, in scienza e coscienza, secondo la propria competenza scientifico-professionale.
4. Nel caso in cui le DAT non siano più corrispondenti agli sviluppi delle conoscenze tecnico-scientifiche e terapeutiche, il medico, sentito il fiduciario, può disattenderle, motivando la decisone nella cartella clinica.
5. Nel caso di controversia tra fiduciario ed il medico curante, la questione è sottoposta alla valutazione di un collegio di medici: medico legale, neurofisiologo, neuroradiologo, medico curante e medico specialista della patologia, designati dalla direzione sanitaria della struttura di ricovero. Tale parere non è vincolante per il medico curante, il quale non sarà tenuto a porre in essere prestazioni contrarie alle sue convinzioni di carattere scientifico e deontologico.

Art. 9 (Autorizzazione giudiziaria)
1. In caso di contrasto tra soggetti parimenti legittimati ad esprimere il consenso al trattamento sanitario, la decisione è assunta, su istanza del pubblico ministero o da chiunque vi abbia interesse, dal giudice tutelare o, in caso di urgenza, da quest’ultimo sentito il medico curante.
2. L’autorizzazione giudiziaria è necessaria anche in caso di inadempimento o di rifiuto ingiustificato di prestazione del consenso o del dissenso ad un trattamento sanitario da parte di soggetti legittimati ad esprimerlo nei confronti di incapaci.
3. Nei casi di cui ai comma precedenti, il medico è tenuto a darne immediata segnalazione al pubblico ministero.

Art. 10 (Disposizioni finali)
1. Il contenuto della Dichiarazione Anticipata di Trattamento non configura, ai fini della presente legge, dato sensibile ai sensi del codice in materia di protezione dei dati personali di cui al decreto legislativo 30 giugno 2003 n. 196.
2. È istituito il registro delle dichiarazioni anticipate di trattamento nell’ambito di un archivio unico nazionale informatico presso il Consiglio nazionale del notariato.
3. L’archivio unico nazionale informatico è consultabile, in via telematica, unicamente dai notai, dall’autorità giudiziaria, dai dirigenti sanitari e dai medici responsabili del trattamento sanitario di soggetti in caso di incapacità.
4. Con decreto del Ministro del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali e d’intesa con il presidente del consiglio del notariato, (da adottare entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge) sono stabilite le regole tecniche e le modalità di tenuta e consultazione del registro di cui al comma 2.
5. La Dichiarazione Anticipata di Trattamento, le copie degli stessi, le formalità, le certificazioni, e qualsiasi altro documento sia cartaceo sia elettronico ad essi connessi e da essi dipendenti non sono soggetti all’obbligo di registrazione e sono esenti dall’imposta di bollo e da qualunque altro tributo.




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Divertente come la catastrofe
(20.3.2006)

85.
Mutua comprensione tra integralismi?
(13.3.2006)

84.
Benedetto figliolo!
(7.3.2006)

83.
Quel che trattiene Magdi Allam
(1.3.2006)

82.
Vieni, Gunther, qui c'è un albero, è un pero
(27.2.2006)

81.
Un editoriale che vorrei lasciare incompiuto e senza titolo
(21.2.2006)

80.
Cavar soldi dal “matto”: in Vaticano ci si fa un pensierino
(17.2.2006)

79.
Escludendo che monsignor Maggiolini si sia presa una cotta per la Bonino
(9.2.2006)

78.
La questione è la libertà di espressione
(7.2.2006)

77.
Si tratta pur sempre di un sant’uomo
(1.2.2006)

76.
“La verità, vi prego, sulla carità”
(31.1.2006)

75. Ci dica l’ottimo Panebianco…
(23.1.2006)

74.
La figlia del console
(19.1.2006)

73.
Ratzinger e il decalogo
(18.1.2006)

72. “Il vero Israele” 
(17.1.2006)

 

71. Una dimenticanza di Angelo Panebianco

(16.1.2006)

70. Bonino o Santanché?
(10.1.2006)

69. Niente antidepressivi, grazie!
(4.1.2006)

68. “Ah, se Dio sopprimesse i peccatori!”
(2.1.2006)

67. Del Concilio Vaticano II non avete capito niente, gonzi!
(27.12.2005)

66. Un’altra mina l’Occidente: la pornografia
(23.12.2005)

65. “Fratello spermatozoo”
(20.12.2005)

64.
La mia superstizione è migliore della tua
(19.12.2005)

63. Riforma della Curia, anno 0
(14.12.2005)

62.
La goccia di veleno
(12.12.2005)

61. Non lo fo’ per piacer mio…
(Lettera aperta a Carlo V)
(6.12.2005)

60. Venerdì, sabato e domenica
(5.12.2005)

59.
Contrordine, figlioli, il limbo è una cazzata!
(2.12.2005)

58.
Tomista quanto non mai, il Ratzinger. Anzi assai tomo.
(28.11.2005)

57. Il seminarista sia munito di certificato medico

(24.11.2005)

56. Scherziamo? Scherziamo
(21.11.2005)

55.
La pazienza degli italiani
(17.11.2005)

54. Il fuoco amico di Croce e Gramsci
(16.11.2005)

53. Marcello Pera, croque-mort
(15.11.2005)

52. Semo romani, damose da fa’
(11.11.2005)

51. Coi soldi di Sir Templeton
(8.11.2005)

50.
La Chiesa è sempre uguale a sé stessa
(27.10.2005)

49. Chi glielo dice a Marcello Pera, di farsi da parte?
(20.10.2005)

48.
Sua Santità, Anacoluto I
(17.10.2005)

47.
Un dubbio: mettere in dubbio il dubbio?
(14.10.2005)

46.
Capriccio
(10.10.2005)

45.
Buona conversione!
(7.10.2005)

44. Se il legislatore non è un fesso (e non è un fesso)
(4.10.2005)

43. L’orecchio di Dionigi
(29.9.2005)

42. Fiuggi: i tg di prima sera non possono più glissare
(26.9.2005)

41. La colomba e il leopardo
(21.9.2005)

40. Ratzinger apre la caccia al ricchione
(19.9.2005)

39. Caro Silvio Viale, vai avanti!
(15.9.2005)

38. “I politici cattolici lo sono in particolare”
(12.9.2005)

37. L’aggettivo “clerico-fascista”
(6.9.2005)

36. Il “vuoto” liberale
(1.9.2005)

35. Troppo vento a Colonia
(29.8.2005)

34. Gli ebrei, il solito nervo scoperto
(28.7.2005)

33.
Plinio Corrêa de Oliveira
(22.7.2005)

32. Questo non è altro che quello
(19.7.2005)

31. Due etti di quello buono (salumeria Sodano)
(13.7.2005)

30. A che serve più il vocabolario?
(8.7.2005)

29. Orsina, cioè Ferrara, cioè Ruini
(5.7.2005)

28. Vediamo se esistono ancora, quei socialisti
(1.7.2005)

27. Neofascisti, cielli, foglianti: bingo!
(27.6.2005)

26. Si lasci riposare in pace Benedetto Croce
(23.6.2005)

25. Se il pastore lo chiama gregge, ci sarà un motivo
(21.6.2005)

24. Se poi vengono bene, l’autorità centrale vidima
(15.6.2005)

23. Un occhio di riguardo per il Testaccio
(13.6.2005)

22. Fides et Ratio: un esempio e un paradigma
(7.6.2005)

21.
Ancora un piccolo sforzo, legalizziamo lo stupro
(3.6.2005)

20.
A chi fa i conti senza l’utero
(31.5.2005)

19.
Forse una destra decente è possibile
(27.5.2005)

18.
Il rischio di blandire i suscettibili
(24.5.2005)

17.
Toh, guarda, “la tentazione di passare al fronte dell’astensione”
(18.5.2005)

16.
Parlando serenamente, si trova sempre il modo di uscirne
(13.5.2005)

15.
Tra l’art. 7 e l’art. 8 della Costituzione
(10.5.2005)

14.
“I politici non capiscono mai niente, mai”
(5.5.2005)

13.
Parlare di embrioni da ex embrioni: non più
(3.5.2005)

12.
Beccaria e la misura di Ratzinger
(29.4.2005)

11.
Non invitate un falso liberale a un matrimonio gay
(27.4.2005)

10.
I cattolici liberali? Rivolgersi a Ratzinger, prego 
(22.4.2005)

9.
Il ricatto
(20.4.2005)

8.
Sotto chiave
(18.4.2005)

7.
Tirare sassi ai lumi
(14.4.2005)

6.
Promemoriam per Miriam
(12.4.2005)

5.
Semo ‘na manica de gente assai lasciva
(8.4.2005)

4.
No Taliban no Vatican: al di qua dello slogan
(7.4.2005)

3.
Il latinorum degli atei devoti
(5.4.2005)

2.
Il nodo genetico
(1.4.2005)

1.
La cosa per bene
(29.3.2005) 

 

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