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Diario
14 aprile 2009
Un "dio scientifico"

Può darsi che già l’abbia scritto, ma nel dubbio fatemelo riscrivere: sono assai affezionato al blog di Luca Massaro (Un tal Lucas), che è un commentario assai laconico di suo, ma formidabilmente espressivo nella scelta delle pagine di autori, fra i più svariati per genere e tema, che parlano in vece del blogger. A quelle citazioni è lasciata la sola autorevolezza degli argomenti, sicché lo scegliere proprio quel brano in un testo spesso lungo alcune centinaia di pagine diventa la scrittura stessa di Luca, quegli argomenti si fanno suoi e nell’articolazione tra un post e l’altro il blogger non ne esce bacheca o spiritello eclettico: in questo caso, la scrittura di Un tal Lucas si rivela di straordinaria forza e limpida coerenza. C’è di più: trattandosi – come sta scritto nel sottotitolo – di “letture, pensieri, [e anche] versi”, le poesie scelte non sono mai macchie di umori, sono un ritaglio di tessere che compongono la sensibilità del blogger, che così mi sembra di conoscere un poco, avendone letto ogni rigo fin dal primo post. Un tal Lucas mi piace molto, ve lo consiglio.
Ciò detto, dovrei muovere un’obiezione a Luca per aver postato, in data 13 aprile, quanto segue: «Una cosa che mi ha sempre incuriosito è che molte persone di fede religiosa diano per scontato che Dio preferisca quelli che credono in lui. Non può darsi che il vero Dio sia un dio scientifico, poco disposto alla pazienza nei confronti di convincimenti basati sulla fede anziché sulle prove?». Dovrei muovere l’obiezione – leggo in calce al post – ad un tal Raymond Smullyan, che ha scritto queste cose in 5000 avanti Cristo… (Zanichelli, 1987). Ignoro chi sia, ma questo non fa altro che rendere ancor più di Luca una cosa che già di Luca era, ed è a lui che contesto la solidità della congettura: un “dio scientifico”, caro Massaro, non può esistere. La scienza può farsi autorità dai tratti aggressivi verso l’uomo al pari di ogni religione, certo, e può degenerare in religione essa stessa, come no, ma chi incarnerà quella autorità non potrà mai farlo in nome di un “dio scientifico”: sarebbe contraddizione in termini, e con ciò verrebbe meno la stessa autorità scientifica, sarebbe scienza al servizio di qualcos’altro.
“Dio scientifico” è come dire “fisica metafisica” (agg. + sost.). La scienza non smette mai di verificare le prove e di assumerne di nuove, anche contraddittorie; Dio ti chiede la fede, la vuole piena e indiscutibile, e in cambio ti dà una verità eterna e universale, e non avrai altra verità che quella (con annessa morale, ovviamente): non si avrà pazienza verso di te, si avrà misericordia. Come si può immaginare – anche solo immaginare – un “dio scientifico”? Via, caro Smullyan, tolga le sue luride zampacce dal blog di Luca.
| inviato da malvino il 14/4/2009 alle 5:16 | |
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