.
Annunci online

malvino
il blog di Luigi Castaldi


Diario


16 luglio 2009

Quale scandalo è intollerabile per una democrazia?

Non si può pretendere che gli esseri umani siano coerenti con ciò che hanno affermato venti, dieci o cinque anni fa, l’anno scorso o ieri: chiedendogliene conto, al massimo si riesce a ricavare che ammettano di aver cambiato idea su una tal cosa o su più d’una, su un bel po’ o praticamente su tutto; ma spesso neanche quello, si ricava per lo più l’ammissione che l’idea abbia seguìto il cambiamento subìto dalla cosa o dal contesto. Si può e si deve pretendere, invece, che gli esseri umani siano coerenti con ciò che affermano nel mentre lo affermano. È legittimo tradire ogni fede più vecchia di ventiquattr’ore – meglio se dimostrando che dal tradimento non si è tratto altro utile che lo stare in pace con se stessi – ma almeno nell’arco della stessa giornata si dovrebbe dar conto di ciò che si afferma, perché il non esservi coerente è ciò che lo priva di argomenti, di là dal merito.
Alcuni giorni fa ho scritto: Vuoi una legge che tratti puttane e clienti di puttane come pericolosi malfattori che ammorbano i costumi della civiltà cristiana d’occidente? Me ne devi dare conto quando ti pizzicano a illuderti che stai conquistando il cuore di una che è pagata duemila euro per fare la carina” (Puttanopoli volge al termine, 9.7.2009). Puoi sostenere, insomma, che il commercio sessuale tra due individui adulti, liberi e responsabili sia sempre intollerabile, anche in assenza di illecito penale che lo induca o lo accompagni, ma non puoi votare una legge che penalizzi la prostituzione come reato contro il “bene comune”, e poi andartene a puttane, come se le ragioni che dichiarano la prostituzione socialmente intollerabile possano essere sospese quando pare e piace a te.
Stesso discorso con l’uso di sostanze stupefacenti: puoi affermare che “non esiste un diritto di drogarsi” anche in assenza di un illecito penale che lo induca o lo accompagni, e sostenere che sulla questione sei per l’opzione detta “tolleranza zero”, ma poi non puoi farti trovare all’Hotel Flora a pippare coca. In questione non è la moralità, ma la logica che esige di adeguarti alle tue opinioni, almeno nel mentre le affermi come tue.
Nel chiederti ragione di ciò che farebbe forte la tua morale fino al punto da dichiararla superiore e valida per tutti, non la sto facendo mia: la sto saggiando su chi intenderebbe fondarvi il “bene comune”, cioè mio, tuo e di tutti. È la pretesa della coerenza che sta nell’artificio retorico detto autofagia: piglio per buona l’ipotesi che sostieni solo per dimostrare che è insostenibile. Non è moralismo: nell’ipotesi che la tua morale sia valida per tutti, comincio a chiederne conto a te che la dichiari tale; e sono autorizzato a farlo perché il fine dichiarato in essa è il “bene comune”, cioè anche mio. Se non sei capace di dimostrarmi che sei coerente a questa tua morale nel mentre la dichiari anche mia, perché dovrei ritenerla valida per me? Non sono io ad essere moralista, sei tu a non sapermi dimostrare che la tua morale è sostenibile: tu stesso la dichiari finalizzata al “bene comune”, cioè anche mio, ma poi non riesci a darvi il contributo che pretenderesti da me. Come posso rimuovere il sospetto che la tua idea di bene sia tanto più improponibile quanto meno riesci a dimostrarmi che sia sostenibile da te stesso?

C’è chi crede che il “bene comune” non consista nel bene di ciascuno reso compatibile col diverso bene di tutti in un sistema normativo che si limiti a regolare questa compatibilità – questo sarebbe “relativismo etico” – ma che esista una sola morale valida per tutti e che il “bene comune” si realizzi nell’affermarla tale, di là da ogni dimostrazione di validità per ciascuno, perché data in se stessa. La sola morale valida sarebbe tale, dunque, nella dichiarazione della sua universalità, e si può capire perché, per costoro, il “bene comune” sia messo a rischio dal “relativismo etico”, ma anche da condotte morali che si dichiarino pubblicamente come alternative, nella forma dello scandalo, cioè dell’esempio che un’alternativa morale sia semplicemente possibile, ed eventualmente anche più coerente con gli assunti che reggono una tesi morale.
È il caso di Francesco D’Agostino (Avvenire, 14.7.2009):
Bisogna distinguere rigorosamente i «reati» dai «peccati»: con questa formula, indubbiamente efficace, il laicismo italiano più accanito ama da tempo riassumere le proprie posizioni”. L’aggettivo “accanito” non andrebbe meglio speso per chi si ostina a voler tradurre i «peccati» in «reati»? “La vita privata delle persone sarebbe insindacabile e socialmente irrilevante; coloro, come i cristiani, che credono ancora nei «peccati», facciano pure di tutto per evitarli, ma si guardino bene dal pretendere di farli diventare «reati», cioè di imporre a tutti i propri valori e le proprie norme di comportamento. […] A governare la coesistenza sociale, concludono i laicisti, basta il diritto, ovviamente non un diritto repressivo, ma un diritto mite, ridotto cioè a pochi principi procedurali”. Ben detto, per i laicisti è proprio così. “All’improvviso – prosegue – è successo qualcosa. La drastica alternativa peccato/reato ha cominciato a scricchiolare. Si è riscoperta una dimensione che sembrava dimenticata da tempo, quella dell’«etica pubblica» e si è appreso con costernazione (autentica o simulata, è irrilevante ai fini del nostro discorso) quanto siano portati i nostri governanti a mancarle di rispetto. Si è tornati, in tempi brevissimi, a riconoscere che la dimensione dell’etica pubblica è non solo importante, ma imprescindibile”. Assolutissimamente no: ai nostri attuali governanti, che si sono sempre espressi in favore di un’etica pubblica che traesse ispirazione da una morale dichiarata come sola valida, si sono chieste le ragioni della loro incoerenza nel perseguimento di ciò che essi stessi definivano “bene comune”. “Si era detto e ridetto che in un sistema di pluralismo etico la stessa categoria del peccato [fosse] divenuta evanescente? Eppure, quella dell’etica pubblica è stata riscoperta come una dimensione vitale non solo per un generico buon funzionamento delle istituzioni, ma addirittura per il funzionamento dello stesso sistema democratico: la sua violazione, infatti, crea scandalo e gli scandali corrodono dall’interno la stessa democrazia”. Errore: lo scandalo sta nel fatto che a violare certe norme morali sia proprio chi vorrebbe imporle a tutti e sotto forma di leggi.
“Non si può che essere d’accordo con i laicisti – scrive Francesco D’Agostino, proseguendo nel suo errore – gli scandali sono intollerabili per una democrazia”. Viene il sospetto che l’errore sia intenzionale, perché per i laicisti l’unico scandalo è la doppia morale: nel richiamare alla coerenza su certi valori chi vorrebbe dichiararli universali e sanzionarne penalmente la violazione, essi chiedono ragione della legittimità del considerare scandalo una condotta morale alternativa. Il fine del richiamo è l’abbandono di posizioni intransigenti da parte di chi si ostina a mantenerle: non sottoscrivono nulla, si limitano a verificare che certi principi sono di fatto disattesi nel mentre vengono dichiarati indispensabili.
Da respingere con forza, dunque, le conclusioni: “La morale è una ed una soltanto, sia a livello privato sia a livello pubblico e il diritto non è solo garanzia delle regole del gioco, ma garanzia di valori sostanziali di giustizia. Se riteniamo che l’etica pubblica vada difesa (e spero che su questo si sia tutti d’accordo), rimbocchiamoci le maniche e torniamo a ragionare su quali comportamenti pubblici vadano, oltre che stigmatizzati moralmente, ritenuti anche ingiusti, cioè istituzionalmente intollerabili e tali quindi da produrre effetti giuridici negativi per coloro cui siano addebitabili”. Ce ne sarebbe abbastanza per abrogare la legge che consente il divorzio e perseguire penalmente la masturbazione. In più, giacché il solo pensare di peccare è già peccare, ogni tentato reato sarebbe già reato: desiderare la roba d’altri sarebbe già furto, per esempio, e l’etica pubblica dovrebbe farsi forte di un controllo così pervasivo che di fatto può essere realizzabile solo da se stessi per se stessi, se si arriva a tanto. Stupido e crudele insieme. E ovviamente irrealizzabile.




permalink | inviato da malvino il 16/7/2009 alle 19:57 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
sfoglia     giugno        agosto
 
 




blog letto 1 volte
Feed RSS di questo blog Reader
Feed ATOM di questo blog Atom

COSE VARIE

Indice ultime cose
Il mio profilo

RUBRICHE

Diario
Merce avariata
Chi l'ha detto?
Citazioni
Scrivi, Malvino ti risponde.
Lettere non spedite
Storie perse

VAI A VEDERE

Il lato B
.
18 Brumaio
1972
Ad usum delphini
Aioros
Aldo Torchiaro
Anelli di fumo
Anskij & Ghino
Antinomie
Arciprete
Aronne
Arrabbiato
Articolo 2
Aubrey
Azione parallela
Baol
Bioetica (Lalli & Regalzi)
Bloggerperfecto
Blue Highways
Bolina Rossa
Butirrometro
Cadavrexquis
Calibano
Calvin
Caos deterministico
Capemaster
Carlo Menegante
Cheremone
Chinaski77
Claudio Sabelli Fioretti
Clos
Crilomb
Dalle 8 alle 5
Desaparecidos
Devarim
Diderot
Doppio vincolo
Ealcinemavaccitu
Emanuele Ottolenghi
Estinzione
Evenhappier
Fabristol
Formamentis
Frans Van Der Groov
Fuoco
Galatea
Galileo
Gians
Giornalettismo
Giudamaccablog
Grendel
Herakleitos
Illaicista
Il mio manifesto
In partibus infidelium
Invarchi
Inyqua
Isola virtuale
Jazztrain
Jimmomo
Karl Kraus
Kerub
Klingsoror
Leilani
Leonardo
L'estinto
Librescamente
Loading
Lorenzo Lazzeri
Luca Massaro
Makia
Maurizio Colucci
Maurizio Ferraris
Metilparaben
Mildareveno
Mises
Miss Welby
Nihil
Nonsosescendo
Notizie Radicali
Notturno Umano
Oggettivista
Onepercent
Panther
Paolo Franchini
Pardo
Perle ai porci
Phastidio
Piattaforma
Povero Bucharin
Pseudepigrapha
Psicoanalisi Torino
Qubrick
Radicali
Radio Radicale
Rael is real 1
Rael is real 2
Rael is real 3
Raser
Riformista alchemico
Rip
Robba
Rolli
Sagredo
Salon Voltaire
Samuele Siani
Simplicissimus
Skunk
Sostiene Proudhon
Stampa rassegnata
Suttora
Una perfetta stronza
Uqbar
V.
Vaaal
V.U.E.
Vulvia
Weissbach
Yoshi
Zaneddu



Questo blog non rappresenta
una testata giornalistica in quanto
viene aggiornato senza alcuna periodicità.
Non può pertanto considerarsi
un prodotto editoriale
ai sensi della legge n°62 del 7.03.2001.

Le immagini inserite in questo blog
sono tratte in massima parte da Internet;
qualora la loro pubblicazione violasse
eventuali diritti d'autore,
vogliate comunicarlo a
luigicastaldi@gmail.com,
saranno rimosse tosto.

I commenti ai post sono in moderazione
e quelli anonimi o dal contenuto offensivo
hanno scarse possibilità di essere editati.





Creative Commons License


I contenuti inediti di questo blog
sono pubblicati sotto una
Licenza Creative Commons.
Se riprodotti altrove,
la loro paternità va attribuita
specificando il nome dell’autore
e il titolo di questo blog,
e inserendo un link all’originale
o citandone l’indirizzo.
I commenti e ogni altro contenuto inedito qui ospitato
sono di proprietà dell'autore.





Gli editoriali per Notizie Radicali


172. Urbi et orbi, la Marcia di Pasqua è inesistente
(11.4.2007)

171.
Addio, radicali. Arrivederci, liberali
(4.4.2007)

170.
La materia oscura
(30.3.2007)

169.
L’eroica lotta del prode Bandinelli
(20.2.2007)

168.
E a questo stiamo
(19.2.2007)

167.
Tra il sacro e la secolarizzazione
(16.2.2007)

166.
La smetta, Binetti, si curi!
(31.1.2007)

165.
Ignobile scoop
(29.1.2007)

164.
In memoria di Alfredo Ormando, ex seminarista, gay, arso vivo
(12.1.2007)

163.
Per ogni Popieluszko c’è sempre almeno un Wielgus
(10.1.2007)

162.
La pieta e la chiarezza di Francesco D’Agostino
(9.1.2007)

161.
Bernard-Henry Levy e i blog
(8.1.2007)

160.
Le esequie ecclesiastiche a Gabriele Cagliari
(2.1.2007)

159.
Assuntina Morresi davanti a Piergiorgio Welby
(20.12.2006)

158.
Ratzinger e i «terminali»
(18.12.2006)

157.
Il concubinaggio
(14.12.2006)

156. La «sana laicità»
(11.12.2006)

155.
Cantalamessa
(6.12.2006)

154.
Lo Sdi e la massa critica
(4.12.2006)

153.
Caro Punzi
(28.11.2006)

152.
Il diabete dell’ateo devoto
(27.11.2006)

151.
Alasciarli dire, a lasciarli fare
(24.11.2006)

150.
Il metodo di Antonio Socci
(23.11.2006)

149.
Salvo forellini
(22.11.2006

148.
L’olio e le erbe medicamentose di San Francesco
(20.11.2006)

147.
Chissà se il mercato globalizzato accetterà l’authority della Chiesa
(15.11.2006)

146.
La Curia di Bologna
(10.11.2006)

145.
Simpatica carognetta
(8.11.2006)

144.
Una sana competizione inter-religiosa
(23.10.2006)

143.
Lo spazio dove stanno i radicali
(17.10.2006)

142.
Si accettano scommesse
(12.10.2006)

141.
Capolavoro di ipocrisia!
(10.10.2006)

140.
La radice dell’antisemitismo è più cristiana o più musulmana?
(9.10.2006)

139.
Nessuna paura d’aver paura
(5.10.2006)

138.
Nessuna costrizione nelle cose di fede?
(2.10.2006)

137.
“Lucidamente Piergiorgio Welby chiede…” 
(29.9.2006)

136. 
Ipotesi su Milingo
(27.9.2006)

135.
Ohilà, nequiziosi!
(26.9.2006)

134.
Come il tassidermista riempie di paglia la carogna
(25.9.2006)

133.
Ignoranza o mistificazione?
(21.9.2006)

132.
O secolarizzazione o violenza
(19.9.2006)

131.
Un tranquillo weekend di paura
(18.9.2006)

130.
La teologia nell'universitas scientiarum
(14.9.2006)

129.
“In fondo la Cisa vende serrature”
(13.9.2006)

128.
Limature
(12.9.2006)

127.
Auflegen, befehlen o gebieten?
(11.9.2006)

126.
Robert Spaemann, incommensurabile sagomaccia
(6.9.2006)

125.
James Hillmann: diagnosi spietata, terapia di sempre
(5.9.2006)

124.
Il caso Robert Lanza, ennesima svista del Foglio
(1.9.2006)

123.
Caro Pullia
(31.8.2006)

122.
Pannella si è fermato a Bose
(29.8.2006)

121.
Dobbiamo avere una grande pazienza
(28.8.2006)

120.
Trittico libanese
(24.7.2006)

119.
Schola Scholae
(19.7.2006)

118.
“Drogarsi non è un diritto”
(14.7.2006)

117. 
Rosa nel Pugno. Appunti di viaggio
[con Federico Punzi]
(6.7.2006)

116.
Comunitari o liberal?
(29.6.2006)

115.
Di cani e di figli
(27.6.2006)

114. Una fiction, neh
(23.6.2006)

113. Signore, signori, malgiogli assortiti...
(21.6.2006)

112.
Lobby? Andiamo piano con le parole
(16.6.2006)

111.
“Talora la stampa si presta…”
(13.6.2006)

110.
Negli assolutismi accade
(8.6.2006)

109.
La “libertà di vietare”
(7.6.2006)

108. Ratzinger e Maggiolini, problemi di stile
(30.5.2006)

107.
Rispiegare la modernità?
(26.5.2006)

106.
Zuavi in Parlamento
(22.5.2006)

105.
A chi spetta?
(19.5.2006)

104. Ancora su Marcello Pera
(18.5.2006)

103.
Dopo la famiglia, lo Stato
(16.5.2006)


102. Occhio, fratres!
(8.5.2006)

101. Diciotto volte Emma Bonino, fino alla fine
(5.5.2006)

100. 
Il cardinal Martini e la "resa alla modernità"
(2.5.2006)

99.
Un'altra trappola: il Manifesto di Euston
(27.4.2006)

98.
Faranno al cardinal Martini un trattamento alla Milingo?
(24.4.2006)

97.
Dopo Rocca, Ferrara manda Bellasio
(21.4.2006)

96.
"C'è un'Italia reale e un'Italia virtuale"?
(19.4.2006)

95.
I piccoli exit poll di Christian Rocca
(13.4.2006)

94.
Il giorno dopo
(11.4.2006)

93.
Viva Romano Prodi!
(10.4.2006)

92.
Lectio magistralis
(5.4.2006)

91.
Not negotiable
(4.4.2006)

90.
L'Appello a Prodi: il bluff della guerra civile
(31.3.2006)

89.
Il gentilissimo Christian Rocca
(28.3.2006)

88.
Bastardo sarà lei!
(27.3.2006)

87.
Ruini non fa ingerenza, rimanda a quella di sempre
(21.3.2006)

86.
Divertente come la catastrofe
(20.3.2006)

85.
Mutua comprensione tra integralismi?
(13.3.2006)

84.
Benedetto figliolo!
(7.3.2006)

83.
Quel che trattiene Magdi Allam
(1.3.2006)

82.
Vieni, Gunther, qui c'è un albero, è un pero
(27.2.2006)

81.
Un editoriale che vorrei lasciare incompiuto e senza titolo
(21.2.2006)

80.
Cavar soldi dal “matto”: in Vaticano ci si fa un pensierino
(17.2.2006)

79.
Escludendo che monsignor Maggiolini si sia presa una cotta per la Bonino
(9.2.2006)

78.
La questione è la libertà di espressione
(7.2.2006)

77.
Si tratta pur sempre di un sant’uomo
(1.2.2006)

76.
“La verità, vi prego, sulla carità”
(31.1.2006)

75. Ci dica l’ottimo Panebianco…
(23.1.2006)

74.
La figlia del console
(19.1.2006)

73.
Ratzinger e il decalogo
(18.1.2006)

72. “Il vero Israele” 
(17.1.2006)

 

71. Una dimenticanza di Angelo Panebianco

(16.1.2006)

70. Bonino o Santanché?
(10.1.2006)

69. Niente antidepressivi, grazie!
(4.1.2006)

68. “Ah, se Dio sopprimesse i peccatori!”
(2.1.2006)

67. Del Concilio Vaticano II non avete capito niente, gonzi!
(27.12.2005)

66. Un’altra mina l’Occidente: la pornografia
(23.12.2005)

65. “Fratello spermatozoo”
(20.12.2005)

64.
La mia superstizione è migliore della tua
(19.12.2005)

63. Riforma della Curia, anno 0
(14.12.2005)

62.
La goccia di veleno
(12.12.2005)

61. Non lo fo’ per piacer mio…
(Lettera aperta a Carlo V)
(6.12.2005)

60. Venerdì, sabato e domenica
(5.12.2005)

59.
Contrordine, figlioli, il limbo è una cazzata!
(2.12.2005)

58.
Tomista quanto non mai, il Ratzinger. Anzi assai tomo.
(28.11.2005)

57. Il seminarista sia munito di certificato medico

(24.11.2005)

56. Scherziamo? Scherziamo
(21.11.2005)

55.
La pazienza degli italiani
(17.11.2005)

54. Il fuoco amico di Croce e Gramsci
(16.11.2005)

53. Marcello Pera, croque-mort
(15.11.2005)

52. Semo romani, damose da fa’
(11.11.2005)

51. Coi soldi di Sir Templeton
(8.11.2005)

50.
La Chiesa è sempre uguale a sé stessa
(27.10.2005)

49. Chi glielo dice a Marcello Pera, di farsi da parte?
(20.10.2005)

48.
Sua Santità, Anacoluto I
(17.10.2005)

47.
Un dubbio: mettere in dubbio il dubbio?
(14.10.2005)

46.
Capriccio
(10.10.2005)

45.
Buona conversione!
(7.10.2005)

44. Se il legislatore non è un fesso (e non è un fesso)
(4.10.2005)

43. L’orecchio di Dionigi
(29.9.2005)

42. Fiuggi: i tg di prima sera non possono più glissare
(26.9.2005)

41. La colomba e il leopardo
(21.9.2005)

40. Ratzinger apre la caccia al ricchione
(19.9.2005)

39. Caro Silvio Viale, vai avanti!
(15.9.2005)

38. “I politici cattolici lo sono in particolare”
(12.9.2005)

37. L’aggettivo “clerico-fascista”
(6.9.2005)

36. Il “vuoto” liberale
(1.9.2005)

35. Troppo vento a Colonia
(29.8.2005)

34. Gli ebrei, il solito nervo scoperto
(28.7.2005)

33.
Plinio Corrêa de Oliveira
(22.7.2005)

32. Questo non è altro che quello
(19.7.2005)

31. Due etti di quello buono (salumeria Sodano)
(13.7.2005)

30. A che serve più il vocabolario?
(8.7.2005)

29. Orsina, cioè Ferrara, cioè Ruini
(5.7.2005)

28. Vediamo se esistono ancora, quei socialisti
(1.7.2005)

27. Neofascisti, cielli, foglianti: bingo!
(27.6.2005)

26. Si lasci riposare in pace Benedetto Croce
(23.6.2005)

25. Se il pastore lo chiama gregge, ci sarà un motivo
(21.6.2005)

24. Se poi vengono bene, l’autorità centrale vidima
(15.6.2005)

23. Un occhio di riguardo per il Testaccio
(13.6.2005)

22. Fides et Ratio: un esempio e un paradigma
(7.6.2005)

21.
Ancora un piccolo sforzo, legalizziamo lo stupro
(3.6.2005)

20.
A chi fa i conti senza l’utero
(31.5.2005)

19.
Forse una destra decente è possibile
(27.5.2005)

18.
Il rischio di blandire i suscettibili
(24.5.2005)

17.
Toh, guarda, “la tentazione di passare al fronte dell’astensione”
(18.5.2005)

16.
Parlando serenamente, si trova sempre il modo di uscirne
(13.5.2005)

15.
Tra l’art. 7 e l’art. 8 della Costituzione
(10.5.2005)

14.
“I politici non capiscono mai niente, mai”
(5.5.2005)

13.
Parlare di embrioni da ex embrioni: non più
(3.5.2005)

12.
Beccaria e la misura di Ratzinger
(29.4.2005)

11.
Non invitate un falso liberale a un matrimonio gay
(27.4.2005)

10.
I cattolici liberali? Rivolgersi a Ratzinger, prego 
(22.4.2005)

9.
Il ricatto
(20.4.2005)

8.
Sotto chiave
(18.4.2005)

7.
Tirare sassi ai lumi
(14.4.2005)

6.
Promemoriam per Miriam
(12.4.2005)

5.
Semo ‘na manica de gente assai lasciva
(8.4.2005)

4.
No Taliban no Vatican: al di qua dello slogan
(7.4.2005)

3.
Il latinorum degli atei devoti
(5.4.2005)

2.
Il nodo genetico
(1.4.2005)

1.
La cosa per bene
(29.3.2005) 

 

 Add to Technorati Favorites Technorati Profile

 

 

 

 

(giusto
per saperne
qualcosa
)


 

 

CERCA