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Diario
19 novembre 2009
Sbobinar godendo

Massimo Bordin recensisce il Manifesto per una destra divina e devota di Camillo Langone (Radio Radicale, 18.11.2009):
“L’ultima segnalazione, invece, se vogliamo chiudere con un sorriso – forse, speriamo, però c’è poco da ridere, insomma – come suol dirsi, prendiamola a ridere, , ma non è detto poi che ci sia proprio da stare allegri – dunque – su Libero e su Il Foglio, oggi compare un documento – lungo, poi, lungo… E che cos’è? È un manifesto, un manifesto di Camillo Langone. «Ecco il manifesto per una destra divina e devota» (su Libero). Oh, ma un manifesto per una destra divina e devota non poteva non stare anche su Il Foglio, dove Langone tiene peraltro una rubrica quotidiana e poi cura la critica gastronomica. E quindi anche su Il Foglio c’è una destra: «divina», però, «devota» non c’è nel titolo. «Manifesto (anche pasoliniano) per non perdere completamente la bussola e difendersi da Suv e Burberry». Che gli avranno fatto gli impermeabili, poi, non si sa… E comunque Langone dice le solite cose, apocalittico, tutto quello che volete, insomma, una cultura che può non piacere… Tutto può dirsi tranne che si tratti di cultura liberale, su questo non c’è dubbio… Insomma, basta leggere. Passi per tante cose… Insomma, la parola d’ordine è «difendere, conservare e pregare»… Va bene, difendere e conservare… E poi sulla cosiddetta «etica laica», e poi «il nichilismo di Fini»… E poi non è tanto questo… La critica ai Suv, la critica anche a Capalbio… Poteva mai mancare la critica a Capalbio? E infatti ci sta, ormai è un luogo comune… Citazioni che fanno pesare letture presumibilmente fatte, almeno speriamo. Calvino e Pasolini. Tutto quanto, e poi di tutto quanto la destra dovrebbe fare e non fare. Vanno nei centri commerciali invece di andare a messa, dicono «gay» invece di dire «omosessuale» – e meno male che si ferma a «omosessuale» – insomma, i comportamenti che dovrebbero esservi da parte della destra auspicata da Langone, e che invece – ahimè – non vi sono. E allora passi per il fatto che dovrebbero dire «stranieri» e invece dicono «extracomunitari», passi – cioè, «passi» per modo di dire – che cantino l’inno nazionale ma poi bevano champagne – dovrebbero ordinare frizzantone, presumo… E però, ecco, una cosa inquieta: «… che invece di comportarsi virilmente va dall’avvocato». Uhm, a che lo applichiamo questo passaggio? Non sapremmo dire. Alle cause di separazione? Alle minacce? Bisogna «comportarsi virilmente»: e come, di grazia, ci si comporta «virilmente» invece che andare dall’avvocato – col delitto d’onore? Con che altro? Va bene, insomma, la penna è sfuggita… Sfugge spesso, però, a Langone… Ci sono ogni tanto queste – chiamiamole così – cadute di gusto. Ma è una caduta di gusto che coinvolge l’intero paese, par di capire…”.
Recensione non benevola, diciamo.
| inviato da malvino il 19/11/2009 alle 16:8 | |
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