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Diario
25 gennaio 2010
Mosso da pena, segnalo
[Voglio fare a Camillo l’elemosina di un link, perché laggiù, al 141° posto della classifica di BlogBabel, mi fa una grande pena.]
Camillo, si sa, è juventino. Premetto che sono poco informato, ma mi sembra di aver capito che ci sono juventini che odiano soprattutto la Roma, juventini che odiano soprattutto la Fiorentina, ecc. Bene, Camillo è senza dubbio uno di quei juventini che odia soprattutto l’Inter. Parlare di odio è esagerato? Leggiamo. “Il rivoltante spettacolo offerto dagli indossatori di scudetti altrui dopo la strameritata vittoria contro il Milan di ieri sera dimostra l’assoluta inadeguatezza della seconda squadra di Milano a guidare il nostro calcio. Sono ridicoli. Non ci sono altri aggettivi a disposizione. Invece che essere orgogliosi di quello che hanno fatto sul campo, e avrebbero dovuto esserlo, hanno cominciato a lagnarsi come sempre, a parlare di complotti e di altre stupidaggini a conferma del loro complesso di inferiorità. A loro il campo non interessa. Non sono sportivi. Non sanno di calcio. Vogliono vincere a tavolino anche quando non hanno avversari”. Non so voi, a me non pare affatto cordiale. Anzi, il post mi pare assai offensivo nei confronti degli interisti. “Gli indossatori di scudetti altrui soffrono di un complesso di inferiorità e sanno che i loro incontestabili successi di questi anni nascono dalla falsificazione dei campionati nell’estate del 2006 e dai giganteschi favori ricevuti dalla federazione di Guido Rossi. Vinceranno ancora a lungo, razzieranno ancora i mercati, ma sono consapevoli che alla base c’è un vizio originale. Non lo vogliono ammettere, non possono farlo, meglio gridare al complotto”. La penna con la quale Christian Rocca scrive dell’Inter è intinta nello stessa bile nella quale è intinta la penna di Giuliano Ferrara quando scrive di Emma Bonino, in filigrana si legge il marchio d.o.c.: l’insistenza coatta sulla perifrasi sprezzante (“indossatori di scudetti altrui”), l’accusa di vittimismo come vizio mentale (“soffrono di un complesso di inferiorità”), la dolente profezia che il torto avrà ragione sulla ragione (“vinceranno ancora a lungo, razzieranno ancora i mercati”), il mancato controllo dell’infundibolo colecistico (“non ci sono altri aggettivi a disposizione”, e farne seguire due dozzine) – tutto questo è assai fogliante. Per di più, è a gratis. Merita attenzione.
| inviato da malvino il 25/1/2010 alle 14:55 | |
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