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Storie perse

                                       

21 giugno, San Luigi Gonzaga, auguri a Luigi, a Gina, a Luisa, a Gigi, eccetera. Luigi Gonzaga nacque a Castiglione delle Stiviere, in provincia di Mantova, il 9 marzo del 1568. Il suo babbo era il marchese Ferdinando Gonzaga, che regnava su tutto il mantovano e oltre: lo voleva uomo di pugna e di governo. La signora marchesa era devotissima, aveva chiesto a Dio che almeno uno dei suoi figli sentisse la vocazione e si facesse chierico. Alla morte di Luigi, a 23 anni, le cose erano state già sistemate da tempo: si stabilì che uomo di pugna e di governo sarebbe diventato Rodolfo, un fratello di Luigi; Luigi avrebbe potuto farsi chierico, avendo sentito la vocazione; contento il babbo, contenta la mamma, contento Luigi e figuratevi quanto contento Rodolfo, che altrimenti avrebbe dovuto sentire lui la vocazione. Fin da bambino, era destino che Luigi si facesse chierico: si isolava, scompariva, lo trovavano dopo ore a pregare nello sgabuzzino delle scope; mostrava una fortissima devozione alla Madonna, contemplava il crocifisso come in trance, e tutte quelle cose lì. Divenne gesuita, scelse come motto: “Che valore ha questo per la vita eterna?”, come a dire: niente è veramente importante se non per ciò che è oltre la morte. E infatti ci passò attraverso, restandoci, cioè attraversandola con valore: alla prima peste cercò il contagio, lo buscò e morì. La chiamano esistenza di carità. Non vuoi farlo santo, uno così?

Pubblicato il 21/6/2007 alle 14.50 nella rubrica Storie perse.

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