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Chiamate il 118!

Sono seriamente preoccupato per le condizioni cliniche di Giuliano Ferrara – be’, sì, io tengo molto ai miei passatempi – perché solo una glicemia superiore ai 250 mg/dl, una colesterolemia superiore ai 500 mg/dl e un indice di pulsatilità sul sifone carotideo superiore a 2 può giustificare roba del genere: Il Papa predica il senso comune e i suoi fastigi (Il Foglio, 15.2.2010).
Che c’è di più relativistico del senso comune? Il senso comune non è altro che “l’insieme delle evidenze più immediate e spesso illusorie” (Pierre Bordieu, Ragioni pratiche, Il Mulino 1995) e infatti “cambia drammaticamente da un popolo all’altro e da un’epoca all’altra” (Clifford J. Geertz, Anti-anti-relativismo, Ed. Il Mondo3 1994).
Niente di più relativistico del senso comune, e il povero scompensato ne attribuisce la predicazione al campione dell’antirelativismo. Consiglio il ricovero immediato.

Stabilizzato il quadro clinico, consiglierei un’adeguata terapia di mantenimento.
Niente di pesante: giusto il necessario in quanto a farmaci, per il resto un po’ di severità sulla dieta, una drastica riduzione del fumo e soprattutto – categoricamente – divieto di sniffare colla.
Perché di questo vizietto v’è prova certa nell’attribuzione a Thomas Paine di un common sense dello stesso tipo di quello predicato da Benedetto XVI. E stiamo parlando del Thomas Paine che schifava ogni monarchia e ogni confessione religiosa come oltraggi al senso comune.

Pubblicato il 15/2/2010 alle 1.12 nella rubrica Diario.

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