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Metter pace

È vero che John Henry Newman “non approvava il dogma dell’infallibilità papale”, come sta scritto su Il Foglio (17.2.2010), o è spararla “grossa”, come sta scritto su Avvenire (21.2.2010)?
Cerchiamo di metter pace tra il giornale dei teocon e quello dei vescovi, e diciamo che, a caldo e in privato, Newman scrisse che il modo in cui s’era arrivato a quel dogma era uno “scandal” (The letters and diaries of John Henry Newman, Londra 1961 ss., vol. XXV, pag. 262), per poi cambiare idea e scrivere che “è a un uso dogmatico della storia da parte della Chiesa che crede il cattolico” (Lettera aperta al duca di Norfolk, 1875). A caldo e in privato non l’approvò, e qui ha ragione Il Foglio, ma a freddo e pubblicamente ne sostenne le ragioni, e qui è Avvenire ad essere nel giusto.
Hanno ragione entrambi, dunque, ma è che parlano di due persone diverse che in un cattolico possono perfettamente coincidere.

Pubblicato il 21/2/2010 alle 16.17 nella rubrica Diario.

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