Blog: http://malvino.ilcannocchiale.it

Un imbroglione può anche aver ragione



Nel 1936 il genetista Ronald Fisher dimostrò che il padre della genetica aveva manipolato i risultati delle sue ricerche sugli incroci tra diverse varietà di piselli per farli aderire meglio all’ipotesi scientifica che intendeva dimostrare: l’ipotesi era corretta, ma Gregor Mendel aveva commesso una frode scientifica per dimostrarla tale. Diciamo meglio: quando l’ipotesi mendeliana s’era già rivelata corretta da qualche tempo, si scoprì che Mendel aveva imbrogliato.
Voglio parlare di global warming, suppongo che il lettore l’avrà intuito. Non ho competenze in materia, dunque non entrerò nel merito e sarò brevissimo.

Il Saggio sugli ibridi vegetali di Mendel è del 1866, ma solo nel 1900 fu chiaro che la teoria dei geni fosse già tutta esposta lì, quando altri scienziati (Carl Correns, Hugo de Vries, ecc.) arrivarono a formularla per altre vie: 35 anni per capire che la teoria di Mendel era giusta, 35 anni per capire per era stata dimostrata manipolando un poco i risultati.
Immaginiamo, invece, che il lavoro di Mendel avesse avuto l’attenzione del mondo scientifico da subito, e che l’imbroglio fosse stato scoperto di lì a poco. Possiamo ragionevolmente supporre che alla dimostrazione dell’esistenza dei geni e alle leggi che regolano la loro trasmissione saremmo arrivati prima o dopo il 1900? Ma soprattutto chiedo (e mi auguro si colga il senso vero della domanda): che fretta c’era?

Bene, non penso di poter dire altro sul global warming e sulle polemiche che vi stanno d’attorno, non ho le competenze e me ne sono interessato poco. Chiedo, ed è domanda retorica ovviamente, che fretta ci sia nel sapere se la teoria del global warming è corretta o no.
Attardiamoci – giustamente attardiamoci, ne va della faccia che la scienza deve mostrare a se stessa – nel sacrosanto inferire sul ritocco farlocco, ma non dimentichiamo che un imbroglione può anche aver ragione. Certo, deve dimostrarcelo. Sennò è un imbroglione, e in quanto tale ha torto pure se ha ragione. Sia maledetto mille volte, perché ci svia dal vero.
E però – qui chiudo – può aver ragione pure se ha torto. Nel maledirlo, non dimentichiamolo.

Pubblicato il 23/2/2010 alle 5.50 nella rubrica Diario.

Il Cannocchiale, il mondo visto dal web