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Non sono un umanista

Una ventina d’anni fa avevo una radio della Grundig che captava telefonate da cordless e cellulari, poi dall’analogico si passò al digitale e mi si ammutolì sempre di più, fino a tacere. Provavo grandi sensi di colpa nell’ascoltare quei frammenti di conversazione, che a volte nemmeno si potevano definire tali perché la radio captava la voce di uno solo degli interlocutori, ma li tenevo a bada con un sotterfugio morale: erano voci senza un nome e senza un volto, quel privato era l’humanum che non poteva essere troppo mihi alienum, e dunque non stavo violando alcuna privacy – mi dicevo – semmai studiavo l’uomo, da umanista. Poi c’era il fatto che quel modello della Grundig era regolarmente in commercio… Insomma, me ne vergogno ancora, perché ancora accampo scuse, come ho fatto fin qua.
Perché riesco a scrivere di questo solo oggi? Perché a differenza delle tante trascrizioni di intercettazioni telefoniche che ho letto sui giornali da quando li leggo, il dialogo tra Gennaro Mokbel e Nicola Di Girolamo me ne ha richiamato alla memoria uno in tutto simile per la natura dei contenuti e per il tono. E mi ha profondamente scosso. Era qualcosa del tipo: “A me non me ne frega un cazzo di quello di quello che dici tu, nel senso che tu sei uno schiavo mio”, e rammento bene che non riuscivo ad ascoltare cosa ribattesse lo schiavo, ma era evidente che non dovesse ribattere troppo, proprio come Di Girolamo.

Tra le cose che maggiormente detesto c’è il tono degli schiavisti, tra le cose che maggiormente mi addolorano c’è la passività degli schiavi: anche oggi, come quella volta, ho dovuto distogliere l’attenzione e, come lì spensi subito la radio, qui ho accartocciato il giornale e l’ho buttato via, molto lontano da me. Il critico mi rinfaccerà: e l’umanesimo? Sarei portato ad obiettare: possiamo ancora definire humanum, tutto questo? E lui a me: ma certo, la relazione padrone-servo è cosa eminentemente umana. E lì dovrei tacere, scornato.
È che non sono un umanista, evidentemente.

Pubblicato il 25/2/2010 alle 6.25 nella rubrica Diario.

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