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Buone notizie per Red Tv, e però che schifo


Buone notizie per Red Tv, almeno stando a quanto annuncia Mario Adinolfi, perché non trovo riscontro altrove: “I giornalisti di Red Tv lunedì non andranno in cassa integrazione, ma in ferie, preparando i contratti di solidarietà e garantendo la continuità editoriale”. È senza dubbio una buona notizia, perché era in gioco il posto di lavoro di una dozzina di poveri cristi che dall’oggi al domani si sarebbero trovati in mezzo a una strada. Tra qualche ora, al massimo domani, dovremmo avere l’annuncio ufficiale, così conosceremo i dettagli dell’operazione di salvataggio, e tuttavia fin d’ora mi pare possa dirsi sorga un problema: Mario Adinolfi può continuare a mantenere la carica di vicedirettore dell’emittente, dopo quanto egli stesso ha dichiarato nei giorni scorsi?
In realtà il problema è doppio. Con quale rispetto per la sua dignità professionale Mario Adinolfi può continuare a lavorare per un editore che ci ha descritto come concentrato del peggio, alle dipendenze di un management di “servi vili” e come vice di uno che “di tv capisce zero”? E con quale rispetto per la propria onorabilità editore, management e direttore possono confermargli la fiducia in quel ruolo?

Lo so, mi pongo delle questioni che avrebbero un senso altrove che in Italia, mi faccio domande che sarebbero legittime in Inghilterra, negli Stati Uniti o in un qualsiasi altro paese nel quale il giornalismo non sia ciò che è da noi. Qui in Italia sono domande oziose, anzi provocatorie, forse offensive. E infatti sul salvataggio di quella dozzina di posti lavoro Mario Adinolfi può appendere il cappello, come se fosse stato lui a trovare il modo di salvarli: Ricordatevi: quando vi dicono che dovete stare zitti e buoni, è quello il momento in cui dovete cominciare a lottare”.
State sicuri che nessuno riuscirà a dimostrargli che non è vero. D’altra parte è possibile sia vero: se l’editore è davvero quella merda d’uomo descrittaci da Mario Adinolfi, se il management di Red Tv è davvero e solo lo strumento di quel “meccanismo fondi pubblici-anticipazione bancarie che Mario Adinolfi ci ha spiegato così bene, se chi continuerà ad averlo come proprio vice inconsciamente condivide il giudizio che Mario Adinolfi ha espresso nei suoi confronti, non c’è “lotta” più efficace di quella che oggi egli può millantare di aver vinto.
Con un editore, un management e un direttore come quelli descritti da Mario Adinolfi, un vicedirettore come lui ci sta a fagiolo. E però che schifo. Anzi no: “Ricordatevi.

Pubblicato il 26/2/2010 alle 17.23 nella rubrica Diario.

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