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Ma allora ditelo che ci volete beceri, laicisti e ottocenteschi

C’è materiale per un bel romanzone ottocentesco, uno di quei feuilleiton laicisti dai quali Gide trasse Les Caves du Vatican. Non già un capolavoro come Les Caves du Vatican, dunque, ma lettura da dopolavoro, a svago del buon borghese della Terza Repubblica (però quella francese), insomma, becero laicismo ottocentesco.
Trama così inverosimile che solo la realtà riesce a inventarsene di simili: il Gentiluomo della Casa Pontificia dai loschi traffici è un pederasta che in Vaticano rimorchia da Dio, gli dà una mano un giovane corista nigeriano della Cappella Giulia che organizza festini gay riciclando seminaristi. Romanzone docile alla sceneggiatura, se ne caverebbe un filmone, buono a soddisfare i più morbosi appetiti dello spettatore.





[Vale come commento alla segnalazione che mi fa 18 brumaio.]

Pubblicato il 5/3/2010 alle 0.11 nella rubrica Diario.

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