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La carenza non è di costituzionalità, ma di logica

Si porga attenzione all’indirizzo interpretativo che il legislatore dà a ciò che comunemente dovrebbe intendersi con convalida di autenticità: Le firme si considerano valide anche se l’autenticazione non risulti corredata da tutti gli elementi richiesti […] La regolarità della autenticazione delle firme non è inficiata dalla presenza di una irregolarità meramente formale”.
Le firme sono valide anche quando non valide, la regolarità è formalmente dichiarata anche in presenza di irregolarità formale: solo un giudice che abbia gorgonzola al posto del cervello potrà far proprio questo modo di interpretare gli aggettivi “valido” e “regolare.
Questo decreto non è carente di costituzionalità, ma di logica. La Corte Costituzionale può essere superflua, dunque, potrebbe bastare un giudice che voglia guardarsi allo specchio senza dover arrossire.  

Pubblicato il 7/3/2010 alle 5.52 nella rubrica Diario.

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