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Luca Telese, folle ingrato e ridicolo illuso




Qui sopra è riprodotta la lettera che Vittorio Feltri ha inviato l’altrieri a Luca Telese (il Giornale, 5.3.2010), mentre in coda al post metto gli insulti che gli arrivarono due anni fa da Giuliano Ferrara (Tetris, 7.3.2008). La costante – come lo stesso Telese fa notare in coda al video – è nel “solito trucco: personalizzare”. E però c’è una caratteristica particolare nel trucco usato dai servi di Berlusconi: nell’attacco alla persona che ha cambiato idea, e ha tradito la fede berlusconiana, si rivela il genere di persona che gli resta servo.
E così Feltri rimprovera a Telese di essere ingrato fino alla follia verso chi gli ha dato da mangiare, con ciò illuminando l’elemento psicologico che un’infanzia economicamente assai disagiata ha impresso in Feltri.
Diversamente, Ferrara gli dice che vale poco o niente, come mai avrebbe fatto ai tempi in cui Telese era a il Giornale: aver tradito il padrone lo priva di ogni qualità, fosse pure di quelle che ipocritamente si concedono tacendo ogni esplicito parere. E con ciò vediamo cosa del padrone venga al servo: prestigio e rispetto, protezione dalla violenza del mondo per il tramite della fidelizzazione a un potente.
Il folle ingrato diventa qui un ridicolo illuso: come osa pretendere rispetto, come osa pretendere prestigio, che protezione osa pretendere, uscito da sotto lala del potente?


Pubblicato il 7/3/2010 alle 5.37 nella rubrica Diario.

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