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Girano troppi culetti di ragazzini a fior di jeans


Il solito mix di vittimismo e aggressività. La Chiesa sarebbe “sotto assedio”. Fatta oggetto di “una vasta, forte, sistematica campagna di diffamazione e di colpevolizzazione”. Il chiederle conto degli abusi sessuali commessi dai suoi preti sarebbe solo un pretesto per tentare di “scardinare la tradizione e la dottrina”. Sicché Giuliano Ferrara consiglia di “difendersi contrattaccando” (Il Foglio, 15.3.2010).
Che fare? “Alzare il tono della voce”. Per dire cosa? A chi mostra le cifre, a chi chiede alla Chiesa di renderne conto, che gli si dice? “Che è la consunzione identitaria del sacerdote nel dopo Concilio Vaticano II ad aver prodotto limitati ma sicuri effetti anche in questo campo di vita morale”.

Perché tanti preti sono pedofili, dunque? Perché la Chiesa s’è fatta fottere dalla modernità diventando permeabile ai vizi che corrodono il secolo.
Povera Chiesa, “il secolo la circonda con la sua vita banalmente erotizzata, butta sul mercato l’ideale giovanile di sisley, dolce & gabbana, calvin klein: i suoi modelli sono la danza di stupro con la ragazzina distesa e il machismo del branco che le si rannuvola d’intorno, o le patte gonfie delle mutande adolescenti”.
Via, confessate, il secolo ve lo fa rizzare, vero? Bene, come a voi laici, anche ai chierici. Ogni addebito, dunque, non va ai preti pedofili, né ai loro superiori che li hanno sottratti alla giustizia civile, permettendo loro di reiterare i loro crimini, di diocesi in diocesi, trasferimento dopo trasferimento, per decenni, nella solerte applicazione di una regola omertosa, che di fatto rendeva la Santa Sede complice di quei cromini  – no! – ogni colpa va addebitata alla modernità, al “secolo [che] le imparte, senza nemmeno vergognarsene, la sua lezione di vita bassa e guardia alta”.

Siamo dinanzi alla variante della nota difesa dello stupratore che in fondo, in fondo, in fondo, altro non sarebbe che la vittima di un micidiale bombardamento di tentazioni: “Portava la minigonna, la troia”. Qui, invece, girano troppi culetti di ragazzini a fior di jeans: il prete – poveraccio – che colpa ne ha? Tutta colpa del secolo che, per “demolire il sacro e il suo recinto”, manda al catechismo bimbetti così appetitosi che il povero prete abbocca.
È che il Concilio Vaticano II ne ha consunto l’identità, dicevamo. Prima del Concilio Vaticano II, i preti pedofili manco esistevano. Tutta colpa di Giovanni XXXIII, probabilmente. Ma non era sua la controfirma in calce alla Crimen sollicitationis? E a che serviva la Crimen sollicitationis?

Pubblicato il 15/3/2010 alle 8.43 nella rubrica Diario.

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