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L'essere secondo natura

"Il ricorso alla procreazione medicalmente assistita" è dato come "consentito" dalla legge n. 40/2004: all'art. 1, "alle condizioni e secondo le modalità previste dalla presente legge", sappiamo quali; e all'art. 2, "qualora non vi siano altri metodi terapeutici efficaci per rimuovere le cause di sterilità o infertilità", come se, per l'impotenza maschile, una legge autorizzasse all'assunzione del Viagra solo dopo aver tentato e ritentato con le coccole e i bacini. E' chiaro che la legge intenda farsi beffe dei "diritti di tutti i soggetti coinvolti", di cui invece vanta la tutela, ivi compresi quelli del concependo, ché concepito non è, "alle condizioni e secondo le modalità previste": ne tutela l'inconcepibilità, eventualmente. E' superfluo notare che, nei sensi qui esposti, i primi due articoli della legge recepiscano appieno il concetto aristotelico secondo il quale "l'essere secondo natura deve porre limiti all’umano operare". E' la nota questione degli automi: Aristotele esclude la possibilità di macchine capaci di svolgere il lavoro degli schiavi; queste macchine renderebbero inutile la schiavitù; ma egli afferma che "la schiavitù è secondo natura"; ergo "gli automi non possono esistere". Inutile ricordare che il termine "robot" viene dal ceco "robota" (lavoro) e che Abramo Lincoln fu fatto fuori da uno che pensava che "la schiavitù è secondo natura". E' un modo di ragionare, quello di Aristotele e dell'assassino di Lincoln, che riafferma l'intangibilità dell'"essere secondo natura", una roba da luddisti: lì, nel presupposto che lo sia la schiavitù; qui, ex lege 40/2004, nel presupposto che la fusione di due gameti implichi, di fatto, persona - dunque diritto. Si ribadisce il divieto alla scienza di sottomettere la natura, e in esso giace l'idea di natura che attraverso il divieto s'intende imporre: lì, che la schiavitù non sia abolita; qui, che la dottrina della Chiesa di Roma, sedicente "esperta in umanità", risolva il problema dello zigote sulla base dei suoi dogmi applicati alla genetica. Aristotele guarda il robot alla catena di montaggio e scuote la testa: è un lavoro da schiavo, quello. E Ratzinger, Giovanardi e Ferrara sono perfettamente d'accordo, in traslato. Una coppia riesce ad avere un figlio con una inseminazione eterologa, le cellule staminali embrionali promettono di rappezzare un cuore o un midollo spinale: Ratzinger, Giovanardi e Ferrara scuotono la testa, e Aristotele è perfettamente d'accordo, anche senza traslare. L'"essere secondo natura": cosa sia esattamente, non si sa. Ma chi ne parla lascia intendere che sia qualcosa di immodificabile, eterno. Come se poi non fosse proprio l'uomo, la splendida gemma al centro di questo castone, la meno eterna, la più modificabile delle gemme. Si sottintende che il creato partecipi della natura del creatore, si sottintende che il creatore abbia scritto anche il libretto delle istruzioni, si sottintende che a spiegarcelo ci pensino Ratzinger, Giovanardi e Ferrara. Si sottintende che, se non li fulmina, allora Dio esista. E’ un’altra prova ontologica, l’ennesima. Salvo referendum.

Pubblicato il 13/9/2004 alle 20.55 nella rubrica Diario.

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