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Scrivi. "Malvino" ti risponde.

Caro Malvino, oggi ho buttato un eurino. Nardi, dirà,  ne butta via tanti che vuole che sia uno in più... Ed invece si da’ il caso che a quell’eurino d’oggi ero particolarmente affezionato. Sarà che l'ho sottratto ad un parcheggiatore, simpaticissimo,  pluri-operato al cervello che davvero se lo merita, l’eurino; sarà che un caffè alla faccia di gbg ha sempre il suo fascino. Insomma st' eurino me lo sono proprio intossicato. Ci avvisi, nostro faro dell’epistola,  quando non ci si concede né gratis né a pagamento,  che qui si è disoccupati. Indipendente-mente suo, 
                                                                       Francesco Nardi
Gentile Nardi, diletto mio, fulgido esempio del perfetto lettore delle mie povere e affaticate cosucce, solido virgulto, cumulo ben assemblato di molte specchiate virtù - insomma, gentile Nardi: io la ringrazio di questa letterina, perché mi dà l'occasione di spiegare alcune cose che mi premevano. Io, vede, sono un atipico. Come blogger, non c'è nemmeno bisogno di spiegarlo - lei m'ha conosciuto di persona: non porto basette lunghe, non ho piercing, non sono in cerca d'una prima occupazione, non m'ha lasciato la ragazza, non mi drogo, non voglio diventare giornalista - insomma, una gran chiavica di blogger. Come scrittore, non ne parliamo: diciamo, piuttosto, scrivente. Sul tipo di scrittura, poi, sorvoliamo ch'è meglio: leggo la prosa di Ardengo Soffici, e mi viene l'ulcera dall'invidia: non riuscirò mai a cavar niente di buono da questo mozzicone di matita. Non paia vana ciancia questo sperpetuare, ché arrivo al punto, al suo punto. E visto che a un atipico del mio genere non poteva che capitare anche un direttore atipico - atipicissimo, in verità: nello specifico che qui s'adatta a mo' di lucchetto, un direttore che mi è lettore di blog (ma, dico - e lo dico anche a lui, se sta leggendo: un direttore legge blog? vergogna!) - visto questo, nell'ordine dell'atipia fin qui espressa, ergo: 1) al direttore piace, che dico "piace", il direttore gode a rispondere alle mie letterine che gli invio; se è fuori sede e non può meditare la risposta, la mia letterina non esce; è la quarta volta, o quinta,  che accade su una sessantina di mail, e non posso farci niente: una volta la Fiera di Francoforte, una volta la cacarella, un'altra volta una passione misteriosa e travolgente che ce lo tiene via sei giorni - e tac, ci salta il continuum. Né lo so io, in anticipo. E' fatto così, fa disperare caporedattore, corrispondenti e segretarie: mi chiede un pezzo entro le 17.00 e urla che è maledettamente urgente, poi me lo pubblica 12 giorni dopo. L'ho minacciato, gentile Nardi, non creda che non l'abbia minacciato, lei mi conosce: ho detto "lo faccia un'altra volta e la sfregio con l'acido", ma niente, m'ha sorriso al telefono. Come si possa percepire un sorriso al telefono, non mi dilungo. Però, va bene. Mi vizia, mi rispetta e, più passa il tempo, più gli voglio bene: poi, ovviamente, si sa, le cose possono cambiare da un momento all'altro. In quanto al suo eurino, non tema: metta da parte le copie che ha comprato e sulle quali non c'ero, ché quando ci vediamo la prossima volta, facciamo il saldo. 2) Con molto affetto e qualche salamelecco, suo
                                                                                                         Malvino

Pubblicato il 27/10/2004 alle 19.10 nella rubrica Scrivi, Malvino ti risponde..

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