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Merce avariata / 35

[12.4.02] DIALOGHETTO BISLACCO
Scorretto: Quel borghesuccio ebreo di Freud considerava l'omosessualità una nevrosi, ma pensava che un omosessuale potesse svolgere tranquillamente il lavoro di psicanalista senza che l'analizzato ne risultasse in pericolo. Oggi, questa posizione verrebbe considerata omofoba, giacché l'omosessuale non vuole parità di diritti, ma rincantucciarsi a tutti i costi sotto la curva di Gauss, dove tra il 3° ed il 97° percentile riposa il concetto di normalità come parametro statistico. E questo non sta bene. Perché (non vorrei rischiare di sembrare antipaticuccio) l'omosessualità è una nevrosi. Che si tratti del potente, ricco e colto gay di Los Angeles o della triste checca della Lucania cui don Pasquale si ostina a non voler dare l'assoluzione dai peccati di sodomia, l'omosessuale rimane un nevrotico. Al pari del macho etero, sia chiaro; e un po' meno del bisessuale. E la nevrosi è una malattia, piaccia o dispiaccia. Non è pericolosa e dunque non merita cordoni sanitarii, quarantene o mascherine di garza. Insomma, il morbillo è peggio dell'omosessualità. Non è particolamente grave e dunque può essere tollerata dalla società, come la oinicofagia, la claustrofobia, la tricotillomania. Insomma, non è come il fumo (guarda caso, anch'esso attivo o passivo). Non è neppure una nevrosi seria e comunque non è di per sè stessa nociva come il comunismo, l'uso di droghe e la lettura di Dacia Maraini. Ma rimane una malattia. Ora, non mi scandalizzerebbe un corteo di ammalati di psoriasi che, discriminati da una società ottusa e turgida di pregiudizii, marciasse nelle strade con cartelli del tipo "Stronzi, non siamo contagiosi!" o "Carezzate tranquillamente le nostre croste, siamo brava gente!". Mi darebbe però fastidio una giornata dell'orgoglio stitico o una manifestazione di Acne Pride. Mi dà fastidio che mi si voglia spacciare per tollerabile una cosa tolleranda. Dunque, che i gay insegnino nelle scuole (ma facciano i professori, si astengano dal proselitismo), giochino a football a San Siro (ma non importunino sotto le docce i terzini etero), dirigano aziende e vadano in Parlamento (se hanno i voti necessari e un pizzico di culo, ops!). In fondo, già lo fanno da sempre e il mondo non è ancora crollato (sta lì lì per farlo da 4000 anni, a sentire i moralisti e gli omofobi). Ma siano tanto carini da non venirci a pretendere figli in adozione. Siano tanto gentili da non venirci a spacciare la loro, come una "scelta" , al pari del preferire le brune o le bionde (intendo donne, non sigarette), il riso o la pasta, Spinoza o Bergson. Non si "sceglie" di essere omosessuale, come non si sceglie di essere mancino. E non basta essere gay e mancino per invocare il rispetto che tributeremmo a Leonardo da Vinci. A meno che gli epilettici e gli asmatici non pretendano di dirigere riviste letterarie, ricordandoci i meriti nosografici di Dostoevsky e Proust. I gay sono lobby potente, muovono flussi enormi denaro (ne hanno maggiore disponibilità, perché la prole di solito è vampira); il mercato non può che essere sensibile a questo. La cultura, come sempre, non può che adeguarsi al mercato. E la scienza non può che seguire gli indirizzi dettati dalla cultura imperante. Ma che nelle ultime edizioni delle Bibbie Psichiatriche USA l'omosessualità non sia più considerata devianza non è la prova provata che l'omosessuale sia "normale". A lungo potremmo dibattere sul concetto di "norma", ma andremmo comunque a sbattere sul rapporto tra sesso e riproduzione, sull'omosessualità nelle altre specie animali, ecc. Non mi ribello al fatto che lo "zoppo" del 1945 diventasse "claudicante" nel 1968 ed "handicappato" nel 1977. Neppure che si trasformasse in "portatore di handicapp" negli anni ' 80 ed in "disabile" negli anni ' 90. Già un po' mi dà fastidio che oggi venga chiamato "diversamente abile", perché questo potrebbe significare che tra poco mi si voglia rimproverare di correre, talvolta. A quando, sennò, un coraggioso abbattimento delle barriere architettoniche con una legislazione che imponga ascensori distinti per anoressici e per bulimici? Ecco perché credo che quello dei gay in Parlamento sia un falso problema. Personalmente non avrei alcuna difficoltà a votarlo, e chissà che non l'abbia già fatto senza saperlo. Quella nevrosi non tocca la nevrosi della politica professionistica, credo.
Corretto: Carlo Maria Cipolla ci ha lasciato in eredità uno straordinario libretto che aiuta a dividere l'umanità in quattro semplici categorie: gli intelligenti, gli stupidi, i banditi e gli sprovveduti. Non e' una divisione bipartita come quella fra sani e malati, ma si tratta comunque di una divisione efficace. Stupido è per definizione una persona che causa un danno a sé stesso, causando contemporaneamente un danno a qualcun altro. L'intelligente é il suo opposto: colui che accresce il benessere degli altri aumentando pure il proprio. Banditi e sprovveduti sono invece coloro che trasferiscono ricchezza senza aumentare o diminuire la ricchezza complessiva: un bandito perfetto che ruba 10 a uno sprovveduto perfetto non diminuisce la ricchezza della società nel suo insieme. Poche volte mi è capitato di assistere ad un esempio di stupidità così perfetta come quella di Scorretto. Egli infatti ottiene il meraviglioso effetto di causare un danno sia agli omosessuali sia agli eterosessuali, nella cui squadra purtroppo milita Scorretto, dando un brutto nome a tutta la categoria. Analiziamo, per piacere scientifico, quest'esempio di perfetta idiozia. Scorretto sceglie di dare credito ad una interpretazione dell'omosessualità come nevrosi. Egli non ha altre prove scientifiche da portare se non il fatto che l'omosessualità non è la norma, non è normale. Il risultato è che qualsiasi comportamento sessuale diverso dalla norma dovrebbe essere classificato come una nevrosi. Naturalmente, dato che la base per definire ciò che costituisce "norma" nel sesso non può essere la statistica (è possibile prevedere un mondo o intere società che soffrono della stessa nevrosi) la sua definizione deve poggiare, come quella di Freud, sulla procreazione. Se ne deduce che ogni rapporto sessuale non finalizzato alla procreazione è egualmente, seppur diversamente, nevrotico. Masturbazione, rapporti orali, petting, orgasmi clitoridei, ecc. dovrebbero essere, secondo questa classificazione, considerati come perversioni nevrotiche (come, ad un certo punto della sua ricerca, credeva Freud). La seconda parte del ragionamento è però il capolavoro. Una volta scelta una definizione di nevrosi che coinvolge l'universo mondo, Scorretto continua dicendo: ma si tratta di una nevrosi senza vittime per cui è inutile stare ad occuparsene come un problema politico. I poverini che sono affetti da questa malattia sono innoqui e devono solo essere isolati (che non insegnino la loro perversione, per carità, l'ignoranza è sempre garanzia di perfetta felicità). I risultati di questo ragionamento? 1) Scegliamo una definizione di ciò che è sano sufficientemente ristretta da escludere tutti. 2) Applichiamola ad una sola categoria di persone così da alimentare il sentimento di esclusione e mantenere i confini ben chiari fra ciò che è sano e ciò che è malato. 3) Prepariamo il terreno perché non solo la categoria "omosessuali" ma chiunque possa essere accusato di anormalità a seconda della convenienza. 4) Ignoriamo la presunta malattia perché tanto è senza conseguenze. Si potesse dire della stupidità di Scorretto quello che egli dice dell'omosessulità saremmo a posto. Purtroppo questo genere di stupidità, che restringe gli spazi di libertà per tutti, si ammanta di scientismo, e discredita tutto cio che tocca, con conseguenze tremende per la convivenza umana.
Scorretto: Non mi cruccio affatto del marchio di stupido che lei m'imprime, perché le sue argomentazioni a supporto, permetta, mi paiono fragili, vecchie e soprattutto stizzose. Ma soprattutto svelano, nella polemica che imbastisce, che lei non sa leggere e si limita al vittimismo e al piagnisteo, nutriti dai luoghi comuni che, essendo contemporanei, le sembrano verità intangibili. Vittimismo e piagnisteo che, suppongo sappia, sono segno d'un disagio metapolitico. Temo che lei sia nevrotico, gentile Corretto, anche se non fosse omosessuale. Se è omosessuale, è doppiamente nevrotico. Ciò nonostante (giacché non ho prevenzioni nei confronti dei nevrotici, nemmeno per i bi-nevrotici), mi permetterò di porre alla sua attenzione due o tre cosette che già erano scritte nel mio intervento di apertura, ma che lei non ha voluto leggervi, tutto piangente sulla Cipolla. 1) La sessualità è questione di genere. Le permetto di lambiccarsi quanto vuole sul perché "genere" e "generazione" abbiano comunanza di radice e di funzione biologica. 2) Nessuno vuole isolare gli omosessuali. E nemmeno i cretini, gentile Corretto, non tema! Si voleva solo prendere una metafora (quella della noxa) per tracciare un confine tra biologia e politica. Si voleva rimarcare il primato della politica (come rete di relazione) sulla biologia (come mera relazione), senza eliminarla come sostrato. 3) Il concetto di "norma" (l'ho ripetuto in tre punti) è normativo del concetto. Si concentri: l'assunto è meno tautologico dei suoi luoghi comuni. Lei mi invita a prendermi le responsabilità d'un essere carnefice che preveda lei vittima. Mi dispiace, questi giochetti li faccio solo in camera da letto e con giovani femmine sotto i 24-25 anni. Coram populo e con lei, avrò i miei pregiudizi, ma non ce la faccio.
Più in generale, però, a lei piace fare il martire. D'altronde San Sebastiano pare sia patrono.
Corretto: Ma di che vittimismo ciancia? Sono contento assai che non si crucci di essere chiamato stupido. Io, che non amo le sofferenze umane, sono contento di poterla chiamare ad alta voce "stupido" senza causarle nessun dolore. Sulle sue favolette mi consenta di fare una piccola risatina di disappunto sul fallimento della cultura classica: cosa crede che le parole abbiano un valore magico? Che perché portano scritte in sé stesse la propria storia esse rivelino significati più profondi e più eri? Il fatto che cretino derivi da cristiano nulla mi dice o mi aggiunge alla conoscenza che ho di lei. Si metta tranquillo, lei non è carnefice e neanche aspirante tale, solo qualcuno che non si accorge di restringere i propri spazi di libertà mentre restringe quelli degli altri. Su
l fatto poi che in pochi vogliano isolare i cretini debbo dire che un certo naturale pessimismo mi spinge ad essere daccordo con lei. Io, se potessi, la isolerei, sia nella sua qualità di cretino sia nella sua qualità di pedante.
Scorretto: "Io, se potessi, la isolerei, sia nella sua qualità di cretino sia nella sua qualità di pedante" scrive lei, gentilissimo Corretto.
Come volevasi dimostrare: lei è davvero un Prometeo, un Voltaire e un Sacripante. Ascolti: quando passerà nella sua bella uniforme davanti a noi stupidi del lager, a costo di farmi mettere nel forno io uscirò dalla fila e le farò sgambetto, nazi-checca!
Corretto: Ecco finalmente che lo dice: Checca. Mi chiami pure Finocchio, Frocio e quant'altro. Sono sicuro che ne sarà gratificata la sua normalità di ciarlatano della psicoanalisi. Per quanto riguarda la necessità di isolare i cretini confermo con gioia. Non insulti però la memoria di chi ha sofferto ed è morto nei lager però, lì c'erano sia le checche che i froci. Malati di mente, come dice lei.
Scorretto: Ma via, martire, lei non aspettava altro! Piaciuta la freccetta a San Sebastiano?
Corretto: Nulla ci si aspetta dagli stupidi...
Scorretto: Ma via, via, via, gentile Corretto! I nazisti cominciarono la loro carriera coll'esasperare il ruolo di vittime della Francia e del 1918. Lei vuole "isolare i cretini" (mi dica lei se non è un bel Gay Kampf) perché hanno vinto la guerra del suo (di lei, gentile Corretto) particolarissimo 1918: quello di metterle sotto il muso l'evidenza che lei "resiste" (in senso psicoterapeutico) laddove le si porge semplicemente l'ipotesi d'una nevrosi che è "la negativa d'una perversione" (S. Freud) (nel senso di pre-genitale). Lei risolve il trauma in ritorsione. E ancora ci sarebbe tanto da dire, ma credo convenga io la lasci. Lei non vorrà mai capire che io davvero non faccio alcuna differenza tra un etero- e un omo- (ma nessuna nessuna, se non...) se non lì dove la generazione chiama in causa i generi e una superiore funzione. Abbia un po' di rispetto, gentile Corretto, per il Dna che porta nelle gonadi. Trovano difficoltà a dargli un nome: chi lo chiama Dio, chi Natura, chi Fato, chi Specie...
E si faccia fare un altro insulto, lo mediti: sterile!
Corretto: Nulla ci si aspetta dagli stupidi...
Scorretto: Ritengo utili delle scuse a quanti hanno dovuto assistere a questa disdicevole rissa tra il sottoscritto ed il signor Corretto.
Innanzi tutto, sono certo che abbiate intelligentemente capito che i toni di entrambi erano rozzi ed esasperati, per un cedimento alla sfida. Per quanto mi riguarda, so che i miei saranno sembrati più rozzi ed esasperati di quelli del signor Corretto. Ma, vi assicuro, era lui che mi implorava "picchiami, picchiami!" ed io, affascinato, mi son fatto nevrotizzare. Si finisce sempre così, quando ci si schifa profondamente al primissimo sguardo.

Pubblicato il 7/1/2005 alle 4.39 nella rubrica Merce avariata.

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