Blog: http://malvino.ilcannocchiale.it

Scrivi, Malvino ti risponde

Caro Malvino, sono una donna di 43 anni, sposata e con prole. Ho ricevuto un'educazione cattolica e peraltro ho pure frequentato la Parrocchia e una Comunità di base, negli anni '70, e ci credevo in Gesù. Nonostante tutto la mia femminilità e la mia sessualità sono cresciute esuberanti e il maschio mi piaceva sin da ragazzina e crescendo ho capito che il cazzo mi piaceva un casino. Però sai qualche senso di colpa lo provavo e infatti spesso i miei fidanzati impazzivano: prima con i miei pompini, poi con le mie menate e la mia freddezza. Ero un po' mattachiona, lo ammetto. Poi sono cresciuta, mi sono sposata e ho fatto dei bei figli. Con mio marito scopo ancora bene, ma negli ultimi tempi mi sono concessa qualche trasgressione. Un paio di amici ai quali non gliela avevo data (giusto qualche sega), un antico fidanzato che ancora mi attizzava, e insomma ci abbiamo dato dentro tutti e quattro e loro mi hanno scopato per ore, venendomi contemporaneamente sulla faccia e sulle tette: un'apoteosi... Dopo però, gli amici e l'antico moroso, sono stati un po' in ansia. Conoscendomi hanno pensato: magari questa ci spara una grana, è sempre un po' mattacchiona. Beh, caro Malvino, quando li ho visti sospettosi e tutti carini carini, ho capito cosa gli frullava per la testa. E uno di loro allora mi ha chiesto: come va?, tutto bene? Benissimo, ho detto io, anzi: mi sta venendo il senso di colpa di non avere nessun senso di colpa. Ne abbiamo riso a crepapelle e dopo un po' ho scopato nuovamente con il vecchio fidanzato. Due giorni dopo sono tornata a casa contenta di rivedere mio marito e i miei pargoli. Ero serena. Poi ho cominciato a leggere il tuo blog, tutta questa storia della religione cristiana, dei dogmi, degli atei devoti eccetera. Ma io dopotutto mi sento una buona cristiana anche se il cazzo e i cazzi, mi piace e mi piacciono. Che ne pensi? Ciao
                                                                      Eva Passera
Cara Eva, permettimi innanzitutto di raccogliere tutta la materia davvero enorme che mi metti innanzi (forse neppure immaginando quanto sia enorme)  nelle due tracce che fanno della tua lettera un falso. Primo, parli di sesso come se fossi un maschio. E che maschio, accipicchia. La tua sessualità è da fumetto primi anni Settanta, insomma "SWAAAP", "TROMB TROMB" e "SBOOOOOOARRRR". E poi una donna, quando parla dei suoi figli non può mai fare a meno di dire almeno quanti sono, se maschi o femmine, tu sei troppo vaga; una donna spende entusiasmi descrittivi su quello che viene prima del coito, sul coito stesso, non sulla lisi d'esso. "Apoteosi" poi - solo un maschio definisce a quel modo un'eiaculazione. Secondo, tu sei cristiana come io sono induista, faccio per dire. Prima di passare a rispondere alla tua domanda, però, se cioè io veda una contraddizione tra il tuo essere cristiana e il fatto che ti piaccia il cazzo in metonimia e in litote, permettimi di chiarire perché ogni possibile risposta non possa che esaurirsi in queste due tracce. Parto dalla seconda. Tu dovresti ben sapere che il Magistero affiderebbe al tuo esser donna (se davvero lo sei, nonostante il tuo parlar da maschio) diverso fare, diverso dire. La fedeltà al tuo sposo, il sesso come suggello al sacramento di carne e anima che sarebbe il matrimonio, il senso del peccato, il timor di Dio - permettimi, cara Eva, anche se al cristiano piace fare gli affarini e gli affaracci suoi con la scusa che poi basta pentirsi e gli viene perdonato tutto, dov'è il tuo pentimento? Il cristiano dà il meglio di sé stesso quando si batte il petto. Tu stessa, invece, ammetti che l'unico rimorso che hai avuto in queste tue sei pagine di fumetto sia stato quello di non averne avuto alcuno. Non lo stai chiedendo a me, sei tu che lo stai chiedendo a te stessa: come posso essere cristiana? E poni la domanda a me solo perché in questo blog si fa riferimento spesso (pure troppo, forse) all'assurdo razionale dell'esserlo che si risolve (non può risolversi diversamente che) con la fede, l'abiura della ragione, l'abbandonarsi alla rivelazione. E la rivelazione ci va giù di brutto, come in un fumetto primi anni Settanta, "ZAC", STUMP", "SCIAFF". Ecco perché - e passo al primo punto - secondo me tu non sei donna, ma un maschio che proietta sulle donne il suo desiderio, amandone riavere (oserei dire: esigendone, sennò mette su il broncio) il ritorno di investimento libidico. Una donna di quel genere - permettimi - non esiste. Nel senso che non ragiona come ragioni tu nella tua lettera, al massimo lo lascia credere perché si è affezionata all'uomo che se lo aspetta. E dunque riassumendo: tu sei un maschio; sei un maschio che è cristiano solo perché è stato battezzato e ama le tradizioni come se fossero la lasagna di mamma, il campetto di calcio delle scuole medie, l'odore di lavanda che viene dal cassettone delle mutande. In te la tradizione non è viva, né culturalmente (perché di cristiano ha solo ciò che il cristianesimo ha rubato al mondo pagano), né religiosamente (ti risparmio i lemmi della catechesi in attinenza a ciò che raccontavi) - non ti vive dentro, ti agisce come appartenenza a un nucleo storico-antropologico, insomma è un habitus che togli e metti a piacimento. Sei dunque un deradicato - e, in questo, l'attaccamento a ciò che dici cristiano (parrocchia, comunità di base, ecc.) è un album di ricordi personali, l'ecclesia ci svuallarea dentro, "SWUALL SWUALL" . Saresti musulmano, se nato in Iran, e, se nato in Thailandia, saresti un buddista, ma ovviamente pro pagoda tua. Qui, in questo blog, non s'è mai detto che il cristiano ce l'ha moscio e la cristiana è frigida - s'è fatto intendere che gli si drizza e le si bagna, solo se (in quanto "perché") peccato: di cui pentirsi. E infatti il primo e il secondo punto di cui qui ti parlavo, cara Eva, sono nell'uso che fai della parola "trasgressione": né da donna, né da cristiana, né (il che non è la somma, né il prodotto delle due cose) da donna cristiana. Ecco quello che - "MUMBLE MUMBLE MUMBLE" - io ne penso. Coi miei rispetti,
                                                                     Malvino

Pubblicato il 26/1/2005 alle 23.1 nella rubrica Scrivi, Malvino ti risponde..

Il Cannocchiale, il mondo visto dal web